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QUESTIANNI il nuovo ebook del Commissario AGCOM Antonio NICITA

REGALO DI NATALE da parte del Commissario Antonio Nicita: una summa di due anni di regolamentazione in AGCOM – per ora ho letto solo la prefazione di Decina e l’indice che mi sembra gustosissimo.

C’è anche una mia citazione (pag.44), che ovviamente mi lusinga molto e mi onora. Detto questo , buona lettura!

Per scaricare #questianni andate a QUESTO LINK sul blog di Antonio Nicita

 

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Te la do io l’America! Ecco come cambia la netneutrality dopo il caso FCC Netflix

 

La Commissione europea ha superato la neutralità della rete, un principio ormai obsoleto e dannosissimo per l’evoluzione dell’infrastruttura di nuova generazione. Ecco perché in un nuovo intervento della serie di approfondimenti avviati da Formiche.net sulle sorti della televisione in Rete.

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Ecco la verità su AGCOM e DDAONLINE

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Non è bello, non mi piace e non ho nemmeno voglia di fare da controcanto alle critiche infondate che sono piovute contro il regolamento AGCOM sul diritto d’autore on line. Continua a farsi sentire una frangia violenta di scrittori, per lo piu’ legulei, capaci di invertire il senso delle parole e di dare ai fatti interpretazioni malevole che mi spingono tutte le volte a chiedermi perché chi ha la responsabilità editoriale di quel giornale, sito o blog, lascia che siano pubblicate falsità e sciocchezze create probabilmente ad arte per attrarre lettori ed avere visibilità.

Ed è così che un semplice rinvio del dibattito sul regolamento alla Camera, diventa una notizia se viene fatta passare come un’inammissibilità di interventi e repliche. Così come, allo stesso modo, le congratulazioni della Commissione Europea, che ben possono arrivare per molti canali, diventano un intrigo internazionale. Infatti esce fuori una lettera contenente i rilievi europei alla delibera che all’epoca era solo in bozza e i detrattori la trasformano in un orpello per chiedere un’ulteriore notifica della versione finale a Bruxelles. Un atto non dovuto e che semplicemente non esiste. Altrimenti nel caso sarebbe l’Europa a chiederlo e non certamente un quisque de populo.

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Chi è Marco Fossati?

Vi propongo i link a due articoli che ho scritto per accendere un faro sulla figura e sulle strategie di Marco Fossati.

Gli ultimi tre mesi di Marco Fossati: dal dado Star a F2i attraverso Telecom Italia – di Dario Denni

Da qualche mese abbiamo un nuovo protagonista nel panorama delle TLC italiane: il suo nome è Marco Fossati. Rimasto per anni silente mentre vedeva erodersi il suo capitale investito, nel giro di poche settimane si è però dimostrato capace di salire in quota critica come azionariato di Telecom Italia spingendosi fino a chiedere la revoca del Consiglio di Amministrazione con tanto di fissazione di Assemblea e di cospirazione con altri investitori internazionali contrari alle scelte del management in primis, nonché di TELCO e del modus operandi di coloro che lo hanno incomprensibilmente escluso dal collocamento dei convertendo. Procediamo per gradi.

Continua a leggere su Huffington Post

 

Da Telecom Italia a F2i: tutte le strategie di Marco Fossati – di Dario Denni

TELECOMS – Le ultimissime notizie sugli scenari azionari internazionali di Telecom Italia hanno portato alla ribalta Marco Fossati, investitore italiano da sempre molto critico con il management che guida l’azienda, responsabile a suo dire dell’erosione del valore delle sue azioni e che per questo dovrà sottoporsi in Assemblea ad una mozione di sfiducia che rischia di travolgere per la prima volta l’intero CDA.

Continua a leggere su Key4biz 

 

Sul ricambio generazionale nei posti chiave della pubblica amministrazione

Non mi è chiaro perché alla guida di un operatore telefonico debba andare un manager in palese conflitto di interessi visto che nei dieci anni precedenti ha guidato un gruppo con all’interno un concorrente diretto.

Né mi è chiaro perché in un’autorità indipendente debba andare a coprire l’incarico di commissario un professore che magari non pubblica da oltre due lustri su materie di cui dovrà andare ad occuparsi ma che ha solidi contatti con la politica.

E così via anche in radio: perché si deve affidare una rubrica quotidiana a un anziano giornalista che nella TV pubblica ha vivacchiato per anni con risultati non molto brillanti?

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Se Bertoluzzo fa carriera perchè Vodafone dovrebbe diventare piu’ italiana?

“Uno fa carriera e 700 perdono il posto ma Vodafone è sempre piu’ italiana”

Abbiamo ritagliato questo articolo apparso su Il Corriere della Sera di oggi. E’ in buona compagnia perchè anche altri giornali, a cominciare da La Stampa (Il gruppo Vodafone parla sempre più italiano) hanno titolato così, sorprendendoci non poco.

Vodafone ben lungi dall’essere italiana. Wikipedia la definisce correttamente come una multinazionale con sede in UK e con il fatturato piu’ alto del mondo.

(…)

Siamo contenti per loro. Per gli inglesi soprattutto. E per Bertoluzzo che fa carriera perchè se lo merita.

Siamo decisamente molto meno contenti per i 700 lavoratori ITALIANI che hanno perso il posto in Vodafone. Esuberi li chiamano. E dobbiamo pure leggere che la trattativa con i sindacati “si è conclusa positivamente”. Capito? Po-si-ti-va-men-te.

Ma non abbiamo dimenticato.

Dobbiamo forse iniziare a valutare meglio il nostro interesse nazionale a tutelare le poche imprese italiane che ci sono rimaste nelle TLC. Salvaguardare loro, significa veramente arricchire il Paese.

Parafrasando maldestramente un detto, “Non può far piu’ rumore un albero che cresce di una foresta che cade”.

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