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La proposta di legge di Stefano Quintarelli su Net Neutrality

L’Italia si appresta all’approvazione definitiva di una proposta di legge in materia di Servizi Internet, tutela della concorrenza e libertà di accesso alla rete Internet che è comunemente ed impropriamente stata ribattezzata “Legge Quintarelli” sulla neutralità della rete, dal nome del primo firmatario. In questi giorni è stato un susseguirsi di grida compiacenti, ma come è noto una Legge è tale quando termina felicemente il suo iter parlamentare tra le due Camere, viene promulgata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Si direbbe che – almeno finora – si sia venduta la pelle ben prima di aver catturato l’orso.

Procediamo dunque ad un’analisi pur sommaria del testo normativo entrando nel merito con l’intento di chiarire i dubbi che insorgono quando il Parlamento si avventura in iniziative apparentemente ambiziose, ma di scarso significato giuridico e politico, promuovendo normazioni primarie e di dettaglio su tematiche tecniche e complesse, ancora aperte e controverse ed in via di composizione a livello europeo, come nel caso di specie.

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Earnings Call Q3 Telecom Italia:

Nella Earnings Call Q3 Marco Patuano porta un simpatico minus dei ricavi totali e dei servizi anno su anno e ovviamente mette il cappello sulla conversione delle azioni di risparmio Telecom Italia.

Ma c’è una cosa che fa spuzzare Goldman Sachs: l’EBITDA 2016 non tiene conto della litigation.

Sul Brasile Patuano nega di aver ricevuto offerte dirette, altrimenti le avrebbe presentante.

Su Metroweb si limita a dire che è irrilevante il loro investimento.

Sul cablaggio delle case il problema sono i borghi storici.

Tappeto rosso sotto i piedi di Cristoforo Morandini, presente, presentato ma non coinvolto.

Bel botta e risposta con Nomura sulla vendita degli smarphone 4G che da margini senza troppi sussidi.

Credit Suisse gli chiede dell’equivalence sul wholesale: Patuano risponde che costerà tempo (+1Y) e denaro.

Patuano dichiara chiusa la controversia con Fastweb ma l’accordo resta confidenziale.

Ecco perchè non spetta ad Enel fare la banda ultralarga

di Dario Denni

È il nuovo miracolo italiano e ce lo hanno dato per certo: la fibra ottica fino a casa ce la porterà Enel, un operatore attivo nel mercato elettrico che dovendo cambiare i contatori ormai obsoleti nelle case degli italiani, potrebbe nel mentre approfittare per cablare gli appartamenti con un cavo ottico che poi dovrebbe essere messo a disposizione degli operatori telefonici affinché lo attivino con gli apparati che consentono il trasporto dei dati.

Internet ultraveloce, in pratica, di viene scodellato sul piatto con una ricetta davvero unica, una furbata italiana, una bischerata fiorentina che però dovrebbe farci recuperare posizioni nel digitale, un settore dove arranchiamo da anni e con fatica.

Orbene, io sono uno di quelli che ha creduto a tutti i piani governativi per la banda larga degli ultimi dieci anni, non vedo perché proprio adesso debba essere scettico solo perchè Matteo Renzi ha deciso di affidare ad Enel (un operatore del mercato elettrico) quello che nessun operatore telefonico è in grado, o vuole, o può fare.

È chiaro che se ha deciso, il premier non deve dare spiegazioni a nessuno, di certo non a me: può farlo. Prova ne sia l’esercizio di potere che ha prodotto come effetto la promozione a Gran Consigliere di Franco Bassanini (che sia stata, invece, una cacciata?). Ebbene oggi, se Metroweb deve andare a fare un accordo con Telecom Italia, chiama i rappresentanti dei suoi maggiori azionisti e li manda a Parigi a parlare con Vivendi. È un segno dei tempi anche questo!

Dunque perché adesso Matteo Renzi deve perdere tempo a ricevere a Palazzo Chigi Vittorio Colao di Vodafone? Che gli deve dire? In cosa si deve legittimare? Che tipo di rassicurazioni vuole? I giornalisti dicono che se poi gli operatori non comprano la fibra spenta da Enel, è inutile che Starace si arrovelli la testa e il bilancio a scavare. Facezie.

Questi accordi non si fanno con in gioco il rischio degli altri: Renzi può avere tutte le rassicurazioni o raccogliere tutti i dubbi possibili, l’appoggio politico con i debiti degli altri conta molto poco. Anche per questo, probabilmente, Telecom Italia non si è fatta avvelenare dalle ricette del nuovo ”cuoco” di Farinetti quando gli proponeva di accordarsi con Metroweb e conferire la rete in rame in una società dove non avrebbe mantenuto la quota di controllo.

C’è ed è evidente qualcosa che la politica non ha capito: il ritardo infrastrutturale italiano non si colma con le furbate. Ho il sentore, stavolta, che la strada intrapresa ci porterà a perdere ancora una volta e sempre di più al controllo della rete, rendendo incerto ogni recupero sul fronte dell’infrastrutturazione ottica del nostro Paese.

L’annuncite di Matteo Renzi tra Marchionne e la Commissione Europea: quali riforme in Italia?


#softbank vuole entrare in Europa. Dopo la mazzata per #sprint e #alibaba e il fail su #tmobile http://buff.ly/1AX2qUC

In confronto a DSK il nostro B è un adolescente iperteso. http://buff.ly/1FxQDuN

E’ da notare che la Commissione Europea ha scritto a @matteorenzi prima del teatrino di ieri in aula. http://buff.ly/1zKKCdA

Quel drago di Mario l’ha imbroccata giusta: il #quantitativeeasing funziona. Evviva. http://buff.ly/1E06Nfv #BCE

Marchionne ha cambiato il rating su Matteo Renzi: da sindaco di piccolo cabotaggio a statista. http://buff.ly/1Dhj6pm

La commissione europea scrive a Matteo Renzi e alla sua annuncite oppone una lettera http://buff.ly/1FxKPBz

Gli interventi della Consob su Telecom Italia

– Blackrock sale sopra il 6% in Telecom Italia e notifica SEC. E Consob?
– Augusto Preta spiega la commistione tra contenuti premium e gratis tra TV in chiaro e pay.
– Le strategie di Telecom Italia su IPTV tra SKY, Netflix e TIMVISION

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Quando arriva Netflix in Italia?

– In attesa di Netflix in Italia, ChiliTV e Telecom Italia si stanno preparando per conquistare fette importanti di mercato. In Francia Carrefour. In UK Tesco ha gettato la spugna.

– Fossati è uscito da Telecom Italia e per la public company si profila un solo socio stabile. Bollorè con Vivendi.

– Vi spiego come Google interpreta il diritto all’oblio in maniera diversa in Europa.

– Operazioni di concentrazione per la musica liquida: Spotify e Deezer.