Separazione funzionale in Europa? Kroes, neanche per idea. Reading: allora procediamo.
Accade in Europa che mentre tutti si sono ormai convinti di dover procedere a una separazione della rete dell’ex monopolista telefonico, una mattina si svegliano due Commissari europei a dire che non va fatta.
E’ proprio di ieri la notizia che il commissario per la concorrenza Neelie Kroes, considererebbe la separazione funzionale “incapace di prevenire la discriminazione a danno degli operatori alternativi” e dannosa perché “rischia di nuocere agli investimenti di un settore cruciale per la competitività europea.
In particolare – continua la Kroes – potrebbe scoraggiare gli investimenti nei network della prossima generazione. A dare man forte alla Kroes, ci pensa il commissario europeo per l’industria (di cui non ricordo il nome) che si esprime, a sua volta, contro la posizione Reading.
Non capisco se trattasi di conflitto di poteri o di competenze.
Ora, a rigor di logica, un rimedio teso ad aprire il gioco della concorrenza, difficilmente potrebbe ostacolarla. Non possiamo che essere manichei, in questo, e domandarci:
“Separare la rete fa bene o no al mercato della larga banda?”.
Io e la Reding, pensiamo di si. Molti altri ci dimostrano, a sostegno, che esiste il caso inglese di Openreach, unità separata di BT. Possiamo quindi continuare a discutere sul come separare e cosa separare, ma a questo punto ricominciare il dibattito su ’separare o non separare’, mi sembra un dilemma che nemmeno Amleto avrebbe ragione di porsi.

