Prima della fibra vengono le regole: il ruolo di AGCOM prima delle Telecoms

Posted by dariodenni on Settembre 26, 2008 under Generale | 2 Comments to Read

Un quadro regolatorio preciso facilita lo sviluppo della rete che verrà 

Di Dario Denni

Quando si pensa al futuro della rete telefonica italiana non si può fare a meno di chiedersi chi sarà  capace di affrontare un investimento tanto ingente, per scavare cavidotti e mettere gi๠fibra ottica il pi๠possibile vicino alle abitazioni e possibilmente fin dentro le case degli utenti.

E´ un problema che se vogliamo, possiamo tradurre in numeri o se volete, “in soldoni”. Ci vogliono dai 10 ai 20 miliardi di euro per vincere questa sfida tecnologica e tutto sommato la forchetta finanziaria rimane talmente ampia che neanche questo dato ci permette " in sé considerato – di dire chi sarà  il soggetto o i soggetti capaci di tanto investimento.

A ben vedere, questa presunzione di spesa sembra avere una valenza puramente indicativa rispetto alla scelta tecnologica che accompagna questo tipo di investimento. E´ come se una cifra così alta riesca a far breccia solo nell´immaginario dei tecnici o magari, dei politici chiamati ad occuparsene mentre la gente comune che ne sarà  beneficiaria, non sa nulla e non saprà  mai nulla degli interessi economici sottesi da questo piano di ammodernamento in atto nel nostro Paese.

Nonostante numerosi articoli sulle reti di nuova generazione siano apparsi sulla stampa nostrana, sembra proprio che il problema sia destinato a rimanere appannaggio dei soli addetti ai lavori. Per fortuna però, che non sono pochi i portatori di interessi che a vario titolo, si stanno avvicinando al problema e sempre pi๠spesso assistiamo al manifestarsi di volontà  imprenditoriali lodevoli espresse anche in pubbliche occasioni.

Ad esempio, ci sono fior di ingegneri che non smettono di domandarsi se la vera sfida sia costruire una infrastruttura in VDSL2 o se serve spingersi oltre fino al FTTH. C´è pi๠di qualcuno che su questo dilemma ha costruito un teorema. Sembra proprio chiaro a tutti che non vale la pena spendere meno nel breve per posare la fibra fino all´armadio lasciando il rame nell´ultimo miglio.

Questo perché se si spende poco di pi๠si sviluppano grandi vantaggi nel lungo periodo, portando la fibra ottica fin su in cima, dentro casa, attraverso le verticali del palazzo.

Come sceglieranno di investire gli operatori italiani, lo scopriremo presto, anche perché questa scelta non è affatto banale ed anzi è importantissima, in quanto non risponde solamente a logiche economiche ma anche a logiche energetiche ed ambientali di fondamentale importanza. La fibra fino dentro casa sembra avere enormi vantaggi anche sotto questo punto di vista.

Ancora una volta ci chiediamo come mai nessuno riesce a trovare una risposta ad una domanda banale, semplicissima, forse un po´ ingenua, ossia “Chi pagherà  per tutto questo?”

Gli analisti hanno dimostrato che non possono coesistere due infrastrutture ottiche sovrapposte sullo stesso mercato, perché duplicando gli investimenti si creano solo miserie e i problemi competitivi permangono.

Nel dibattito ormai sono intervenuti tutti, pure i politici hanno azzardato ipotesi su quale potrebbe essere il modello di riferimento da prendere in considerazione. Quello inglese, quello francese, quello tedesco. Non si può dare nulla per scontanto, ma è largamente prevedibile che la rete di nuova generazione arriverà  in Italia solo dopo aver sciolto i nodi regolamentari che afferiscono principalmente al destino dell´infrastruttura attuale in rame in una prospettiva di scorporo e non di una semplice riorganizzazione interna, come purtroppo si sta via via profilando.

Fino a che punto sia disposta a spingersi Telecom Italia su questo tema, lo leggiamo già  dagli impegni che prima dell´estate ha presentato all´Authority delle Comunicazioni. Dunque non ci saranno cambiamenti sconvolgenti almeno per il momento.

Questo perché Telecom ha pensato ad una nuova riorganizzazione interna " un dipartimento per la precisione – ma senza realizzare una vera separazione funzionale come il mercato sembrava richiedere a gran voce nei mesi scorsi.

Il fatto è che a dieci anni dalla liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni non c´è e non può esserci alcuna certezza se ci sarà  qualcuno diverso da Telecom Italia a mettere fibra ottica nelle nostre strade. E´ giusto quindi che si arrivi ad un intendimento preciso ed omogeneo sull´aspetto relativo alla gestione di questa nuova infrastruttura, tenuto conto degli investimenti che sono stati compiuti finora, per creare reti alternative a quella dell´ex monopolista.

Solo un quadro regolamentare certo può permettere di valutare il piano di ammodernamento messo a punto da ogni singolo operatore, tenuto conto degli investimenti utili alla sua realizzazione e del tempo necessario per un ritorno economico volto ad incentivare lo sviluppo della rete che verrà .

Il mobile data di Vodafone tra Network Neutrality e Service Neutrality

Posted by dariodenni on Settembre 18, 2008 under Generale | 14 Comments to Read

Gentili Lettori,

ho riscontrato nella blogosfera italiana una crescente fibrillazione sull’argomento dell’uso della VoiP in mobilità  su certi piani dati di Vodafone Italia, e mi sono sentito di dover commentare pi๠volte i post dei blog di Stefano Quintarelli(1, 2, 3) , e a seguire anche il blog di Guido Scorza, di Marco Pierani e Massimo Cavazzini e di Alex Longo. Ringrazio quindi tutti i blogger or ora citati per aver contribuito a fare massa critica su questo tema assolutamente cruciale nelle telecomunicazioni. Rispetto quindi la loro idea, ma mi scuserete: io ne ho una diversa.

PREMESSA IRRINUNCIABILE

La mia opinione qui rappresentata, non coinvolge in nessun caso enti – persone fisiche o giuridiche – diverse da me, Dario Denni, nè è possibile che le opinioni mie e solo mie qui espresse possano essere materiale da cui trarre alcun giudizio riconducibile ad altri. Tanto piu’ che il mio punto di vista è gia’ minoritario rispetto ai 5 blogger su citati. Dunque se ha senso un dibattito in via di botta e risposta tra blogger sul tema, beh, apriamolo senza indugio.

IL FATTO

Vodafone Italia ha pubblicato sul suo sito ufficiale delle variazioni unilaterali di contratto per quanto riguarda 16 piani tariffari di cui non garantisce pi๠(in certi orari) l’utilizzo dei dati in mobilità  in relazione a determinate categorie di servizi (voip/p2p/file sharing) motivandolo come una condizione per migliorare la QoS e l’uso corretto della rete.

PRIMA REAZIONE DI STEFANO QUINTARELLI

Stefano Quintarelli ha subito urlato allo scandalo, sperando probabilmente di trovare fermenti utili a riattivare il sito di NNSQuad, il suo pensatoio sul tema della Network neutrality. Lo si percepisce da come reclama un link al blog di Marco Pierani.

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Secondo Quintarelli Vodafone Italia starebbe violando la Network Neutrality e quindi si dovrebbe interessare della cosa, l’Autorità  Antitrust. Apriti cielo…

REAZIONE DI GUIDO SCORZA

E’ stato investito dell’argomento anche l’avvocato-blogger Guido Scorza – che si è fatto forse prendere da un raptus giuridico – e allora giu’ ad elencare modi e tempi con cui VODAFONE deve comunicare correttamente agli utenti le variazioni delle condizioni generali di contratto. Davvero un ottimo suggerimento per gli avvocati di Vodafone che sapranno finalmente come ottemperare ai termini con solerzia e con dovizia di particolari (ossia, molto probabilmente, basteranno 3 righe sulla prossima bolletta).

REAZIONE DI MARCO PIERANI

Chiamato in causa dal blog di Scorza, a cascata arriva pure il post di Marco Pierani di Altroconsumo (cito Altroconsumo solo perchè Pierani stesso ha parlato dichiaratamente di un’azione che promuoverà  attraverso quell’associazione di consumatori). Voglio precisare che valuto molto favorevolmente l’opinione di Pierani perchè difende i consumatori, non certo interessi di aziende. Nè è in cerca di consulenze. Per questo ho osato immaginare che fosse stato tirato per la giacca da qualcuno su questo argomento.

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Pierani si dimostra infatti onestissimo. Ripete e condivide quello che sostiene da anni Altroconsumo sulla Net Neutrality. Per questo mi sono sentito solo di dirgli che secondo me, “la neutralità  della rete resta salva se si accetta che si possa procedere ad assegnare un accesso differenziato per target e qualità  del servizio. Sarà  poi il provider a scegliere quale soluzione sia realmente cost effective rispetto alla tecnologia”.

Non mi ha ancora risposto…

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REAZIONE DI ALEX LONGO

Non si fa attendere certo la reazione di Alex Longo – che a mio parere fa un post corretto in cui omette solo di dire che le offerte managed di Vodafone sono solo una parte, visto che restano 16 piani tariffari abilitati con cui puoi continuare a fare tutto.

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REAZIONE DI MASSIMO CAVAZZINI

Ora non voglio dire che Stefano Quintarelli abbia un seguito così vasto tale da fare da cassa di risonanza in tutti questi blog, però è sicuro che anche Cavazzini condivide letteralmente il post di Stefano e quindi anche a lui rispondo che secondo me sbaglia ad ignorare che ci sono 16 piani dati ancora abilitati su tutto e forse sbaglia anche la previsione secondo cui gli heavy user migreranno ad altro operatore visto che – secondo me – sulle offerte dati non abilitate gli heavy users sarebbero andati fuori flat.

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REAZIONE DI STEFANO QUINTARELLI

Siccome non ho “mollato la presa” perchè in questa storia non ci vedo chiaro, Quintarelli ha pensato bene di scrivere un post dove chiama in ballo me, in quanto segretario di un’Associazione di cui lui è stato Presidente, prima di rassegnare le dimissioni anticipate nel 2007.

Siccome le mie idee sono del tutto minoritarie, ma questo fatto non mi spaventa visto che tutte le cose nuove sono minoritarie prima di diffondersi alla massa. Beh.. sapete? Gli antichi egizi guardavano con sospetto il regolo, troppo sofisticato per costruire una piramide. Quintarelli guarda con sospetto alle offerte managed di VODAFONE.

REAZIONE DI DARIO DENNI

Scrivo dunque il mio pensiero, la mia personalissima opinione da non ricondurre assolutamente a terzi e la scrivo qui perchè non voglio che sia alterata e modificata/interpretata da terzi.

La mia opinione è che si deve anzitutto accantonare il dogma della net neutrality in senso stretto e far spazio ad una regolamentazione della service neutrality. Ciò significa che si deve poter permettere ad un provider di discriminare il traffico (tutto) con offerte managed in modo che la disponibilità  di banda – specialmente dove scarseggia come le connessioni dati – non sia appannaggio di chiunque voglia per intero occuparla facendo P2P – ma del cliente che sceglie quale traffico favorire in relazione alle sue esigenze di servizi. Ciò varrebbe anche per il fisso. Tenete conto che tutto questo non è facile da teorizzare ora e su questo blog e non intendo nemmeno farlo io visto che si deve aprire prima un dibattito serio su questo argomento.

Apriamo un tavolo di confronto. Una giornata di studio sul tema.
Non dico che VODAFONE non stia violando la neutralità  della rete perchè è chiaro che lo sta già  facendo. Dico che se puntiamo il dito alla luna non vediamo che tutti gli altri satelliti si stanno muovendo in direzione opposta, operatori e fornitori di servizi/contenuti (a cominciare da big G).

Rimanere ancorati a posizioni del passato, non solo non ci protegge visto che non sono posizioni solidificate dalla legge – ma addirittura ci danneggia visto che il dibattito bruxellese si sta muovendo in assenza di una definizione stipulativa, universalmente accreditata di cosa sia INTERNET.

Dario DENNI

La mercedes di Lady D

Posted by dariodenni on Settembre 8, 2008 under Generale | Be the First to Comment

Il rottame in cui è morta Lady D e Dody Al Fayed è probabilmente la Mercedes pi๠cara al mondo.

La sua quotazione si aggira intorno al milione di euro.

La società  francese che ne era proprietaria (Etoile Limousines) sta chiedendo il dissequestro a Scotland Yard o un equo indennizzo.

Considerazioni:

1) Certa gente produce ricchezza anche post mortem
2) Certa gente lucra sulle disgrazie altrui
3) Certa gente sa trasformare un rottame in oro