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	<title>Il Blog di Dario Denni</title>
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	<description>About broadband in Italy</description>
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		<title>L&#8217;Hadopi fa crescere la pirateria</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:07:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In certi casi dire &#8220;Te l&#8217;avevo detto&#8221; può suonare antipatico. In questo caso no. Semplicemente perchè eravamo in molti a dirlo. Quando difendere il diritto d&#8217;autore significa ingrassare gli interessi delle major (es. Equo compenso) oppure mettersi a fare i censori del web (es. Hadopi in Francia), il fallimento è assicurato.
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L&#8217;Hadopi fa crescere la pirateria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In certi casi dire &#8220;Te l&#8217;avevo detto&#8221; può suonare antipatico. In questo caso no. Semplicemente perchè eravamo in molti a dirlo. Quando difendere il diritto d&#8217;autore significa ingrassare gli interessi delle major (es. Equo compenso) oppure mettersi a fare i censori del web (es. Hadopi in Francia), il fallimento è assicurato.</strong></p>
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<p>L&#8217;Hadopi fa crescere la pirateria <br />A pochi mesi dall&#8217;adozione della legge in Francia <br />l&#8217;accesso ai contenuti illegali è cresciuto </p>
<p><a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_marzo_10/hadopi-non-spaventa-pirati_c8a28572-2c49-11df-b239-00144f02aabe.shtml" class="moz-txt-link-freetext">http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_marzo_10/hadopi-non-spaventa-pirati_c8a28572-2c49-11df-b239-00144f02aabe.shtml</a> </p>
<p>(Fotogramma)MILANO &#8211; <strong>Inutile e forse anche controproducente</strong>. La contestata legge Hadopi (meglio nota come «tre errori e poi sei fuori» &#8211; non sembra aver cambiato le abitudini degli internauti d&#8217;Oltralpe. Anzi, da uno studio preliminare condotto in Francia emerge che la pirateria sta continuando a crescere: gli utenti hanno scoperto altri metodi per vedere film e ascoltare musica illegalmente, senza paura di essere scoperti e poi disconnessi. <br />LO STUDIO &#8211; Tre ricercatori dell&#8217;Università di Rennes hanno intervistato un campione di 2000 individui rappresentativi della popolazione bretone (qui lo studio in pdf ). Hanno poi diviso questo gruppo in tre sotto-categorie: i «pirati Hadopi» (chi utilizza i servizi di peer-to-peer puniti dalla nuova autorità); i «pirati non-Hadopi» (chi utilizza tecnologie non monitorate); e i «non pirati» (chi non pratica il download illegale). Con la promulgazione della legge Hadopi, molte di queste categorie si sono rimescolate, ma il numero complessivo dei pirati è comunque cresciuto del 3 per cento. Ecco perché. </p>
<p>EFFETTO HADOPI &#8211; Solo il 15 per cento dei «pirati Hadopi» afferma di aver abbandonato il peer-to-peer per dopo l&#8217;approvazione della legge. Accantonata questa tecnologia, due utenti su tre hanno iniziato ad utilizzare altri servizi per lo streaming e il download diretto (Megaupload, Rapidshare, Allostreaming). Da «pirati Hadopi» sono così diventati &#8220;pirati non-Hadopi&#8221;: non sono perseguibili nei termini di legge, ma possono continuare ad accedere a film, musica e altri file protetti da copyright. «La riduzione del numero di internauti che utilizzano le reti peer-to-peer si è dunque accompagnata ad una crescita delle altre forme di pirateria non prese in conto dalla legge Hadopi», spiegano i ricercatori sottolineando che se i «pirati Hadopi» sono diminuiti del 15 per cento, i «pirati non-Hadopi» sono però aumentati del 27 per cento. Non c&#8217;è stato nessun effetto spauracchio, la legge ha solo spinto gli utenti verso altre tecnologie. </p>
<p>CAUTELA &#8211; La ricerca dell&#8217;Università di Rennes rappresenta uno studio preliminare che non prende in considerazione altri fattori. Per quanto la legge sia entrata in vigore lo scorso gennaio, l&#8217;autorità non ha ancora avviato le operazioni di monitoraggio e punizione degli utenti. Non è stata cioè spedita nessuna lettera di avviso, a causa dell&#8217;ennesimo intoppo burocratico in cui si è imbattuto il provvedimento. Entro aprile arriverà il parere finale del Consiglio Costituzionale che dovrà pronunciarsi sulle conseguenze per la privacy degli utenti. Solo quando i primi utenti saranno disconnessi, si potrà fare un bilancio più esaustivo sull&#8217;efficacia della legge. Resta comunque il dato che le alternative ormai esistono e, come dimostra lo studio dell&#8217;Università di Rennes, gli utenti le stanno già utilizzando, consapevoli che non potranno mai essere puniti dall&#8217;Hadopi.</p>
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