La mia versione DOODLE dedicato a Berlusconi per il suo compleanno

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Ieri era il compleanno del Presidente Silvio Berlusconi ed in rete è circolato un fake con un ‘doodle’ dedicato a Berlusconi.

Non mi sembra che Mountain View abbia commentato.

Tuttavia – conoscendo il modo particolare con cui Silvio pronuncia Google – secondo me il doodle andava corretto in questo modo.

30 Set 2010, | Filed under Cultura, Foto, Politica, Telecomunicazioni
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Una riflessione sulla Raccomandazione NGA

Volevo condividere con voi una riflessione sulla Raccomandazione NGA.

Due anni fa mi chiedevo se la Direttiva sui servizi media audiovisivi (AMSD) fosse self executing, perché temevo che in caso di recepimento in Italia, il testo sarebbe stato stravolto. E infatti è stato stravolto.

In questo momento sto pensando a quanto è blanda la coercitività di una Raccomandazione come atto normativo comunitario. E’ chiaro che poteva certamente andare peggio nel caso in cui fosse stata sbilanciata pro incumbent. Tuttavia rimane che AGCom può benissimo disattendere tutto motivando come meglio crede una regolamentazione difforme dalla Raccomandazione, sobbarcando l’onere della prova di una scelta diversa ad un fantomatico comitato NGN.

Non di meno AGCom puo’ benissimo regolare oltre la raccomandazione o NON regolare affatto alcuni aspetti.

E’ così?

21 Set 2010, | Filed under Telecomunicazioni
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SUL CODICE AZUNI – opinione personale di Dario Denni

Voglio introdurvi così a questo noiosissimo argomento: con una piccola premessa.

Il Codice Azuni non meriterebbe un post su questo blog, ma nemmeno altrove questo è chiaro (cfr. VITTORIO ZAMBARDINO ; GUIDO SCORZA).

Il risultato è talmente misero da non meritare nemmeno un giudizio negativo. Nessun commento quindi può essere fatto nel merito, anche perchè del codice per ora c’è solo il nome, mi sembra, e niente di piu’.

Se trova però un suo spazio qui, adesso, è solo perchè a lasciar correre liberamente certe iniziative, si corre sempre un rischio. E quel rischio noi proprio non possiamo permettercelo.

Non possiamo permetterci che Internet sia addomesticata da mostri giuridici, vuoi che promanino dall’ufficio legislativo del ministero competente, vuoi che siano stati scritti con l’iPad dai soliti Guru che abbiamo in Italia.

Lo sapete – non ho stima dei Guru in generale ed ho gia’ detto che non mi piace quello che scrivono sulla rete, e nemmeno come lo scrivono.

C’è chi dice di essere un grande imprenditore ma poi si scopre che non ha l’azienda. Naviga Internet tutto il giorno, apre un blog e fa il santone, diventa maestro di gran talento nei convegni e sciorina i dati altrui senza mai mostrare i suoi. Questa è semplicemente una persona sospetta, di cui personalmente non mi fido perchè non si sa mai chi rappresenta. Ti svela un segreto perchè si diffonda. Gioca a destra e a sinistra e al centro ma non sta mai nè a destra nè a sinistra. E nemmeno al centro.

Questo per dire che c’è da stare alla larga da certi Guru. Ma non basta.

E’ stato correttamente notato che nel Codice Azuni ritroviamo le stimmate antonomastiche del tipico Guru italiota, cioè quello che scrive usando lo slang internettico, italianizzando termini tecnici, volgarizzando concetti economici fino ad arrivare a storpiare il nostro idioma. Ecco di lui, del Guru, mi sono gia’ occupato – ma se volete lo ripeto che proprio non mi piace.

Noto con piacere che non sono il solo a pensarla così. Mi compiaccio.

Ma questo fatto però non deve essere e non può essere da solo, un ostacolo per una corretta valutazione del prodotto che ne è emerso. Ossia questo fantomatico AZUNI CODE. Hanno storpiato pure il nome The Azuni Code.

Stiamo in Italia, nel 2010, con un governo di destra con i consulenti del vecchio governo di sinistra. E’ un sabotaggio, questo? C’è da non crederci.

L’argomento è noiosissimo, lo so, ma va affrontato una volta per tutte.

Se non possiamo permetterci che Internet sia addomesticata da mostri giuridici imposti dall’alto, figuriamoci quindi se possiamo permetterci adesso “un’autocastrazione” dal basso, quella che i Guru chiamano ‘approccio bottom up’ cos’è di più di un tentativo di fare un sondaggio tra la gente e vedere cosa ne pensa di regolamentare Internet.

Signori, è gia’ stato fatto. E la risposta è secca: “No, grazie”.

Quindi seppur volessimo ribaltare la frittata, chiedendo al cittadino di proporre delle regole per Internet – portandolo quindi all’autocastrazione- beh, il prodotto finale dell’opera sarebbe un coacervo disordinato di contributi affastellati a creare il mostro giuridico di cui nessuno ha bisogno, di cui Internet non ha bisogno, di cui l’Italia non ha bisogno.

L’Italia non ha bisogno del Codice Azuni, appunto.

Tanto basta per negare l’opportunità, la necessità di questa ennesima iniziativa balneare di cui proprio non se ne sentiva l’esigenza.

Buone vacanze.

Trattative commerciali – Lesson #1

Non puoi esprimerti in legalese.

Se ti sentono parlare come un avvocato, si impauriscono e scappano.

Dobbiamo dare maggiore visibilità al progetto.

Dobbiamo convincerli che ci siamo reciprocamente utili.

Dobbiamo comunicargli un minimo di affidabilità.

Se non si creano le basi di un reciproco interesse allora abbiamo perso tempo entrambi e quello che è peggio è che l’ho perso io.

21 Lug 2010, | Filed under Cultura, Diritto, Politica, Telecomunicazioni
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Relazione annuale Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni – AGCom 2010

La relazione annuale dell’Authority delle Comunicazioni è l’evento più importante per gli addetti ai lavori nel comparto TLC, perchè rappresenta la summa delle attività svolte nel corso dell’anno. Si tratta certamente anche di una buona occasione di incontro e di confronto tra i presenti.

Vi vorrei relazionare quelle che sono state le mie impressioni in merito.

Come spesso accade, proprio in coincidenza con questo grande evento, la mia agenda era già zeppa di impegni personali e professionali e quindi mi sono dovuto dividere tra Camera dei Deputati e riunioni in città. E guarda caso proprio quest’anno ho avuto un accesso speciale, direttamente alla Sala della Lupa mentre negli anni precedenti seguivo nella sala adiacente.

L’intervento di apertura è stato a cura del Presidente della Camera Gianfranco Fini. Mi ha sorpreso sentirlo difendere ancora la carta stampata – che anche io amo tanto, lo sapete – ma che inesorabilmente sarà sostituita, o forse è gia stata sostituita, da una versione digitale on line, ma non per questo verra’ “soppiantata da Internet” – come piace credere a chi chiede ausili economici per far sopravvivere un business oramai senza futuro.

Ho apprezzato invece il passaggio in cui Fini ha esortato a fare di Internet un diritto per tutti i cittadini, come già avviene in altri Paesi. Sotto altri versi, ho sentito il Presidente della Camera elogiare l’agenda digitale della Commissaria Kroes. Quanto mi piacerebbe che fosse vero! Quanto mi piacerebbe che un politico di spicco come Gianfranco Fini conoscesse davvero il contenuto dell’agenda digitale europea. Eppure non riesco a convicermi che sia vero. Mi pare un discorso scritto da un ghostwriter e recitato all’occorrenza. Voglio dire che mi fa piacere che l’Onorevole Fini dica che “Serve un modo efficiente per usare lo spettro”. E’ giusto. Ma mi chiedo se ha veramente coscienza di quello che ha detto. Vi faccio un esempio. Fini – di cui non è nota la preparazione tecnica – ha dichiarato candidamente che “Si deve adottare il modello del dividendo digitale esterno”. Sono d’accordo. Anche qui: il discorso è giusto e sacrosanto. Solo che non convince che sia lui a dirlo. Non sono sicuro che sappia cos’è il dividendo digitale esterno e perchè ritiene che sia un modello da adottare. Quali altri modelli alternativi conosce, eccetera.

Finalmente si passa alla relazione Agcom 2010 e come da protocollo, ascolto volentieri l’intervento del Presidente Corrado Calabrò. Vi incollo direttamente gli appunti che ho preso con il mio iPad, mentre una telecamera RAI mi riprendeva come se fossi lo stereotipo dell’uomo tecnologico di prossima generazione.

Riassumendo l’intervento di Calabrò in 10 punti, direi che:

  1. “Le TLC hanno generato ricavi anche nel periodo di crisi”
  2. La nostra telefonia mobile e tra i settori più competitivi al mondo. Devono essere rivisti i costi di terminazione. La discesa del prezzo delle chiamate fm non corrisponde al calo dei prezzi all ingrosso. Forse intervetranno.
  3. La quota di mercato di Telecom Italia sembra scesa al 74% con un calo di 20 punti in 5 anni di consiglierato AGCom.
  4. Esalta Open Access come modello valido.
  5. I piani ultrabroadband degli alternativi e quelli di Telecom Italia sono o non sono in linea con le aspettative europee?
  6. Evitare i costi di duplicazione delle infrastrutture sul territorio. Servono accordi tra operatori e enti locali. Esempi di migliori pratiche sono la Lombardia e il Trentino.
  7. Servono norme per la condivisione delle infrastrutture.
  8. Servono norme per interoperabilità dei servizi PA
  9. Servono meno vincoli per il Wi-Fi incentivi alla larga banda, rottamazione vecchi pc.
  10. Serve una riforma del diritto d’autore

Inviato da iPad

8 Lug 2010, | Filed under Telecomunicazioni
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Il celebre discorso di Otello e il suo amore per Desdemona

DOGE: Parlate, Otello.

OTELLO: Suo padre mi voleva bene; spesso m’invitava, e m’interrogava sulla mia vita, anno per anno; le battaglie, gli assedi, le fortune che ho sostenute. E io narravo: dai giorni lontani dell’infanzia, a quel momento in cui egli mi chiedeva di narrare: raccontavo le sventure e i casi emozionanti per mare e per terra; e di quando per un capello ero scampato alla morte nell’imminente pericolo d’una breccia; o catturato dal nemico insolente, ero stato venduto come schiavo; e il mio riscatto e la mia nomade storia: e così di vaste caverne e deserti vuoti, rupi e pietraie di montagne dalle cime che giungono al cielo mi toccava parlare – tale fu la mia esperienza – e dei Cannibali che si mangiano tra loro, gli Antropofagi, e gli uomini ai quali cresce la testa sotto alle spalle; tali cose Desdemona ascoltava con profondo interesse, e se doveva allontanarsi per faccende di casa, le sbrigava in gran fretta, tornando con orecchio teso ai miei racconti. Accortomi di ciò, scelsi una volta l’occasione; ed ebbi da lei una fervente preghiera di farle per esteso la storia delle mie avventure, di cui aveva udito soltanto una parte, ma non agiatamente. Acconsentii, e spesso le strappavo le lacrime, parlandole di lutti che avevano percosso la mia gioventù. Finito il mio racconto, mi compensò con un mondo di sospiri; giurò che, davvero, tutto questo era strano, tanto strano, commovente, commovente in modo meraviglioso. Avrebbe voluto non avermi ascoltato, ma avrebbe anche voluto che un uomo simile, il cielo l’avesse creato per lei. Mi ringraziò, e disse che se io avevo un amico che si fosse innamorato di lei, gli insegnassi a ripeterle la mia storia, e con ciò egli sarebbe riuscito a piacerle. A tale accenno, parlai. Ella mi amò per i pericoli che io avevo corso, ed io l’amai perch’ella n’ebbe pietà. Questa è la sola magia ch’io abbia usato. Ma ecco la signora: lasciate ch’ella stessa testimoni.

DOGE: E’ preferibile difendersi con un’arma spezzata che non a mani vuote

28 Giu 2010, | Filed under Cultura
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Italian Tlc Power Lunch

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25 Giu 2010, | Filed under Foto
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