Voglio introdurvi così a questo noiosissimo argomento: con una piccola premessa.
Il Codice Azuni non meriterebbe un post su questo blog, ma nemmeno altrove questo è chiaro (cfr. VITTORIO ZAMBARDINO ; GUIDO SCORZA).
Il risultato è talmente misero da non meritare nemmeno un giudizio negativo. Nessun commento quindi può essere fatto nel merito, anche perchè del codice per ora c’è solo il nome, mi sembra, e niente di piu’.
Se trova però un suo spazio qui, adesso, è solo perchè a lasciar correre liberamente certe iniziative, si corre sempre un rischio. E quel rischio noi proprio non possiamo permettercelo.
Non possiamo permetterci che Internet sia addomesticata da mostri giuridici, vuoi che promanino dall’ufficio legislativo del ministero competente, vuoi che siano stati scritti con l’iPad dai soliti Guru che abbiamo in Italia.
Lo sapete – non ho stima dei Guru in generale ed ho gia’ detto che non mi piace quello che scrivono sulla rete, e nemmeno come lo scrivono.
C’è chi dice di essere un grande imprenditore ma poi si scopre che non ha l’azienda. Naviga Internet tutto il giorno, apre un blog e fa il santone, diventa maestro di gran talento nei convegni e sciorina i dati altrui senza mai mostrare i suoi. Questa è semplicemente una persona sospetta, di cui personalmente non mi fido perchè non si sa mai chi rappresenta. Ti svela un segreto perchè si diffonda. Gioca a destra e a sinistra e al centro ma non sta mai nè a destra nè a sinistra. E nemmeno al centro.
Questo per dire che c’è da stare alla larga da certi Guru. Ma non basta.
E’ stato correttamente notato che nel Codice Azuni ritroviamo le stimmate antonomastiche del tipico Guru italiota, cioè quello che scrive usando lo slang internettico, italianizzando termini tecnici, volgarizzando concetti economici fino ad arrivare a storpiare il nostro idioma. Ecco di lui, del Guru, mi sono gia’ occupato – ma se volete lo ripeto che proprio non mi piace.
Noto con piacere che non sono il solo a pensarla così. Mi compiaccio.
Ma questo fatto però non deve essere e non può essere da solo, un ostacolo per una corretta valutazione del prodotto che ne è emerso. Ossia questo fantomatico AZUNI CODE. Hanno storpiato pure il nome The Azuni Code.
Stiamo in Italia, nel 2010, con un governo di destra con i consulenti del vecchio governo di sinistra. E’ un sabotaggio, questo? C’è da non crederci.
L’argomento è noiosissimo, lo so, ma va affrontato una volta per tutte.
Se non possiamo permetterci che Internet sia addomesticata da mostri giuridici imposti dall’alto, figuriamoci quindi se possiamo permetterci adesso “un’autocastrazione” dal basso, quella che i Guru chiamano ‘approccio bottom up’ cos’è di più di un tentativo di fare un sondaggio tra la gente e vedere cosa ne pensa di regolamentare Internet.
Signori, è gia’ stato fatto. E la risposta è secca: “No, grazie”.
Quindi seppur volessimo ribaltare la frittata, chiedendo al cittadino di proporre delle regole per Internet – portandolo quindi all’autocastrazione- beh, il prodotto finale dell’opera sarebbe un coacervo disordinato di contributi affastellati a creare il mostro giuridico di cui nessuno ha bisogno, di cui Internet non ha bisogno, di cui l’Italia non ha bisogno.
L’Italia non ha bisogno del Codice Azuni, appunto.
Tanto basta per negare l’opportunità, la necessità di questa ennesima iniziativa balneare di cui proprio non se ne sentiva l’esigenza.
Buone vacanze.
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