Un necrologio per l’IPTV

Sul Rapporto ISBUL pubblicato dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni troviamo un vero NECROLOGIO della IPTV.

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Una delle tesi più dibattute ha riguardato l’incapacità della piattaforma IP-TV di fungere da driver della realizzazione di un’infrastruttura di accesso a banda ultralarga. Questa tesi è stata supportata dapprima mostrando quanto siano marginali i vantaggi della nuova piattaforma rispetto ad una piattaforma tradizionale di broadcast televisivo e, successivamente, mostrando quanto le piattaforme più mature rappresentino un ostacolo significativo alla sua diffusione. Infatti non solo è molto costoso realizzare un’infrastruttura di accesso a banda ultralarga ma è anche molto lungo e costoso il procedimento che conduce alla copertura quasi totale del territorio tale da consentire il superamento della piattaforma digitale terrestre.

24 Mag 2010, | Filed under Telecomunicazioni
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Introduzione a Nick Hornby: Tutto per una ragazza

Ancora Hornbyyyy?

Si. Ancora Hornby.

E’ il mio modo di leggere. Una volta individuato l’autore si deve scorrere in lungo e in largo tutta la sua opera per apprezzarlo meglio. E’ stato così per Andrea De Carlo. E’ stato così per Fabio Volo. Sono libri che non costa molto leggere e il tempo se li inghiotte.

Con Hornby un po’ meno… nel senso che “Tutto per una ragazza” è un libro che non andrebbe letto in 6 ore ma andrebbe assimilato.

Questo perchè credo che sia difficile calarsi in certe situazioni se non le si è vissute. Digrazie pure, se vogliamo, a cui forse non ci facciamo piu’ caso perchè viviamo nella convinzione che in un contesto sociale certe cose capitino sempre agli altri e mai a noi.

E così non sappiamo bene se “Tutto per una ragazza” è la storia di un ragazzo-padre che a sua volta è figlio di una ragazza-madre. O forse è la storia dei rispettivi genitori di questi adolescenti impazziti? Chissà…

C’è poco da leggere perchè questo romanzo piu’ che altro fa pensare.

Pensare che un giovane parli con un poster in camera da letto è possibile. Ma si fa fatica ad immaginare un quindicenne che si esprime con un registro da adulto. Ecco, forse Hornby qui ha sbagliato. Ha sbagliato nel prestare al protagonista un afflato maturo e responsabile. Un quindicenne che pensa come un cinquantenne toglie verità al racconto.

Purtroppo la pagina non scorre e le interruzioni – si sa – costano fatica al lettore. Ci sono troppe pause, infinite prolessi che stancano. Di tutto il romanzo salviamo l’introspezione familiare acuta come non mai e i giudizi sferzanti della voce narrante quando chiama in causa il lettore. Non ci possiamo tirare indietro. La storia di Sam ci terrà incollati fino all’ultima pagina.

23 Mag 2010, | Filed under Cultura
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Le poesie di Corrado Calabro’ Presidente di AGCom (La Stella Promessa, Mondadori, 14,00 euro)

E’ vero. Frequento librerie poco raccomandabili. Di quelle che non esistono praticamente piu’. Piccole e polverose. Di quelle aperte di notte magari, con un tossico alla cassa. O di quelle con selezioni riservate agli avvocati annoiati da manuali tristi di diritto italiano. In ogni caso cerco meglio, cerco sempre dove altri non arrivano. E dopo questo peregrinare culturale, mi sovviene spesso l’impulso di acquistare qualcosa di piccolo, di giocoso. L’esperimento di un uomo che ha avuto molto dalla vita. L’esercizio ciclico di una penna acuta quanto la sua dottrina. E’ tutto questo il libello di poesie di Corrado Calabro’, al secolo Presidente di AGCom autore di versi, “La Stella Promessa”, Mondadori, 14,00 euro. So già che in questi giorni il Poeta ha appena presentato un’altra opera. Ma per meritare la mia stima deve almeno guadagnarsi un merito. Ed io per questo suo abile fraseggio, pur pigro e flemmatico, mi fingo conoscitore della sua Poesia e lo dileggio. Ecco. Qui di seguito trovate una selezione antologica dei migliori versi dell’opera su citata.
Li ho scelti con cura ma con spregio del diritto d’autore, sicuro come sono che l’Autore stesso non avra’ motivo di dolersene se contribuisco a diffondere un pò del suo genio in rete.

INDEGNITA’ “Alla morte non è appropriato ne’ equo ne’ salutare ne’ degno sopravvivere” (C. Calabrò, Presidente di AGCom)
questo mi sembra un plagio di una poesia di Giorgio Caproni

VERRA’ L’ESTATE – “Verra’ l’estate e avra’ il tuo vestitino” (C. Calabrò, Presidente di AGCom)

Questo è un plagio di Cesare Pavese…

PROSPETTIVA “Noi di Reggio a quelli di Messina – che gli stiamo di fronte – solo una cosa invidiamo: la visuale” (C. Calabrò, Presidente di AGCom)

EPPURE (…) “To sleep or not to sleep? That is the question… degli orologi apprezzo la certezza dell’ora” (C. Calabrò, Presidente di AGCom)

ALBA DI NOTTE (…) “Senti come ci palpa come ci rende bisessuati il buio?” (C. Calabrò, Presidente di AGCom)

ACCORRE IMPROVVISA (…) “Sei rimasta appoggiata sul gomito con l’iPod nelle orecchie trasognate” (C. Calabrò, Presidente di AGCom)

“Nel farmi la barba mi accorgo che mi sono crepati i capillari nella sclerotica dell’occhio” (C. Calabrò, Presidente di AGCom)

“Suda la mia colf sotto le ascelle e odora d’aglio come la santona” (C. Calabrò, Presidente di AGCom)

Roaming (…) “Provo a connettermi in rete, via cavo o etere, ma un DVD rimasto conficcato, ingravida ancora il mio computer; e nei tre giorni senza corrente, la memoria s’è intanto cancellata”. (C. Calabrò, Presidente di AGCom)

20 Mag 2010, | Filed under Cultura
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Mia dichiarazione sulla bozza di raccomandazione europea sulle reti di nuova generazione

Oggi – sempre sul Sole 24 Ore – trovate una mia dichiarazione sulla bozza di raccomandazione europea che detta le regole a cui dovranno attenersi le autorità nazionali nel regolamentare l’accesso alle reti in fibra ottica.

Immagine 4-12

(cliccare sull’immagine per ingrandire la foto)

Mia dichiarazione sul Codice di Autodisciplina di Internet proposto dal Ministro Maroni

Tratto da Il Sole 24 ore, articolo “Il bollino di qualità per Internet piace a utenti e provider” di Luca dello Iacovo.

Immagine 3-7

(cliccare sull’immagine per ingrandire la foto)

15 Mag 2010, | Filed under Interviste, articoli e dichiarazioni
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La UE si appresta a pubblicare una Raccomandazione sull’accesso alla fibra ottica NGAN

Fibra ottica, interviene l’Ue “Telecom aprano l’accesso”
Un documento in preparazione presso la Commissione europea si inserisce nelle manovre sulle reti di nuova generazione. Gli operatori dominanti dovranno offrire la loro infrastruttura ai concorrenti, a prezzi regolati

Riferisce l’ottimo Alessandro Longo su Repubblica che la UE si appresta a pubblicare una Raccomandazione (per ora circolata in bozza) in cui sono presenti i capisaldi della disciplina a cui le Autorità di regolazione nazionale dovranno attenersi nel regolare l’accesso alle infrastrutture in fibra ottica di nuova generazione.

La mia personale opinione – che non vincola nè coinvolge enti diversi da me medesimo – è la seguente.

Esprimo un forte apprezzamento per la bozza di raccomandazione europea che promana dal Commissario Kroes. Non può sfuggire infatti il grande avanzamento che la neo eletta Commissaria ha fatto su queste tematiche, frutto di tanta esperienza maturata probabilmente anche nel precedente mandato, alla Concorrenza. Sembrerebbe infatti potersi registrare un enorme progresso regolamentare nel voler permettere l’accesso alle infrastrutture suddette a condizioni orientate ai costi degli operatori dotati di significativo potere di mercato. Questo non gia’ rileva per il suo peso ontologico, di principio cardine di una giusta regolamentazione pre-competitiva, quanto piuttosto perchè determinati aspetti ad essa riconnessi – che spaziano dalla parità di accesso a condizioni non discriminatorie e terminano con una sana tutela della concorrenza – tendono ad essere schiacciati da chi antepone un forte potere imprenditoriale, portato avanti da chi gode di posizioni privilegiate sul mercato e non si accontenta di un adeguato ritorno degli investimenti ma – profittando di una situazione di vantaggio – tende quasi sempre a schiacciare la seppur scarsa concorrenza che oggi si registra in questo settore. Incoraggiare gli investimenti infrastrutturali così costosi, si da per il darsi di una spinta maggiore verso una sana concorrenza, sempre più basata sui contenuti e sui servizi migliori che gli operatori possono vantaggiosamente offrire ai clienti finali, divesificandone il numero e il prezzo.

13 Mag 2010, | Filed under Telecomunicazioni
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Il celebre discorso di Marco Antonio ne “Giulio Cesare” di Shakespeare

Il Giulio Cesare di Shakespeare è ai vertici della letteratura mondiale e sicuramente può essere collocato al primo posto nella mia personale classifica delle opere letterarie più coinvolgenti e armoniose che la mia scarsa cultura ha permesso di saper apprezzare con pienezza. Forse c’è una poesia di J.R. Wilcock a contendersi ex-aequo il primo posto. Ma non c’è Foscolo, Pavese o Dante che possa tener testa a quella enorme manifestazione di orgoglio e di vitalità che si sprigiona dalle parole di Marco Antonio che qui leggiamo nel celebre discorso ai Romani. Buona lettura. Dario
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Ascoltatemi amici, romani, concittadini…

Io vengo a seppellire Cesare non a lodarlo.

Il male che l’uomo fa vive oltre di lui.

Il bene sovente, rimane sepolto con le sue ossa… e sia così di Cesare.

Il nobile Bruto vi ha detto che Cesare era ambizioso. Grave colpa se ciò fosse vero e Cesare con grave pena l’avrebbe scontata.

Ora io con il consenso di Bruto e degli altri poichè Bruto è uomo d’onore e anche gli altri. Tutti, tutti uomini d’onore…

Io vengo a parlarvi di Cesare morto.

Era mio amico. Fedele giusto con me… anche se Bruto afferma che era ambizioso e Bruto è uomo d’onore.

Si è’ vero. Sul pianto dei miseri Cesare lacrimava.

Un ambizioso dovrebbe avere scorza piu’ dura di questa.

E tuttavia sostiene Bruto che egli era ambizioso e Bruto è uomo d’onore.

Si è anche vero che tutti voi mi avete visto alle feste dei Lupercali tre volte offrire a Cesare la corona di Re e Cesare tre volte rifiutarla. Era ambizione la sua?

E tuttavia è Bruto ad affarmare che egli era ambizioso e Bruto, voi lo sapete, è uomo d’onore.

Io non vengo qui a smentire Bruto ma soltanto a rifervi quello che io so.

Tutti voi amaste Cesare un tempo, non senza causa. Quale causa vi vieta oggi di piangelo. Perché o Senna fuggi dagli uomini per rifugiarti tra le belve brute.

Perdonatemi amici il mio cuore giace con Cesare in questa bara. Devo aspettare che esso torni a me.

Soltanto fino a ieri la parola di Cesare scuoteva il mondo e ora giace qui in questa bara e non c’è un solo uomo che sia così miserabile da dovergli il rispetto signori.

Signori se io venissi qui per scuotere il vostro cuore, la vostra mente, per muovervi all’ira alla sedizione farei torto a Bruto, torto a Cassio, uomini d’onore, come sapete.

No, no. Non farò loro un tal torto. Ohh… preferi farlo a me stesso, a questo morto, a voi, piuttosto che a uomini d’onore quali essi sono.

E tuttavia io ho con me trovata nei suoi scaffali una pergamena con il sigillo di Cesare, il suo testamento.

E bene se il popolo conoscesse questo testamento che io non posso farvi leggere perdonatemi, il popolo si getterebbe sulle ferite di Cesare per baciarle, per intingere i drappi nel suo sacro sangue, no…

No amici no, voi non siete pietra nè legno ma uomini.
Meglio per voi ignorare, ignorare… che Cesare vi aveva fatto suoi eredi.

Perché che cosa accadrebbe se voi lo sapeste. Dovrei… dovrei dunque tradire gli uomini d’onore che hanno pugnalato Cesare?

E allora qui tutti intorno a questo morto e se avete lacrime preparatevi a versarle.

Tutti voi conoscete questo mantello. Io ricordo la prima sera che Cesare lo indosso’. Era una sera d’estate, nella sua tenda, dopo la vittoria sui Nervii.

Ebbene qui, ecco..

Qui si è aperta la strada il pugnale di Cassio.
Qui la rabbia di Casca.
Qui pugnalo’ Bruto, il beneamato.

E quando Bruto estrasse il suo coltello maledetto il sangue di Cesare lo inseguì vedete, si affacciò fin sull’uscio come per sincerarsi che proprio lui, Bruto avesse così brutalmente bussato alla sua porta.

Bruto, l’angelo di Cesare.

Fu allora che il potente cuore si spezzò e con il volto coperto dal mantello, il grande Cesare cadde.

Quale caduta concittadini, tutti… io, voi, tutti cademmo in quel momento mentre sangue e tradimento fiorivano su di noi.

Che …ah… Adesso piangete?

Senza aver visto le ferite del suo mantello?

Guardate qui, Cesare stesso lacerato dai traditori…

No… no, amici no, dolci amici… Buoni amici… Nooo… non fate che sia io a sollevarvi in questa tempesta di ribellione.

Uomini d’onore sono coloro che hanno lacerato Cesare e io non sono l’oratore che è Bruto ma un uomo che amava il suo amico, e che vi parla semplice e schietto di ciò che voi stessi vedete e che di per sè stesso parla.

Le ferite, le ferite… Del dolce Cesare… Povere bocche mute…

Perché se io fossi Bruto e Bruto Antonio, qui ora ci sarebbe un Antonio che squasserebbe i vostri spiriti e che ad ognuna delle ferita di Cesare donerebbe una lingua così eloquente da spingere fin le pietre di Roma a sollevarsi, a rivoltarsi.

13 Mag 2010, | Filed under Cultura
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