Il garante della privacy Pizzetti smonta la sentenza di Magi sul caso Google

Oggi sono felice. Ho letto l’intervista al Garante della Privacy Pizzetti (Sole 24 ore – A. Longo) dove praticamente si smonta pezzo a pezzo la sentenza aberrante emessa dal giudice Magi che condannava i dirigenti di Google per non aver sufficientemente informato l’utente (aguzzino di un bambino autistico) sui rischi di lesione della privacy altrui.

Come primo commento, a caldo, dissi e scrissi che non si poteva sanzionare chi affitta le macchine per non aver informato il conducente (autore di una rapina) avvertendolo di dover rispettare il codice e non superare i limiti di velocità (nella fuga col bottino).

Oggi leggo questa intervista:

DOMANDA del giornalista: Secondo il giudice, Google avrebbe dovuto dire ai propri utenti: prima di pubblicare questo video, state attenti a non violare prima la privacy delle persone riprese, chiedete il loro consenso. Ma le norme sulla privacy non obbligano Google a fare così?

RISPOSTA di Pizzetti: NO, quest’obbligo non rientra nell’articolo 13 e non c’e’ nell’attuale diritto. Per questo motivo credo che la sentenza non reggerà all’appello.

Ecco. Sarei contento se chi ha parlato di ‘buffetto dato a Google’ facesse una bella marcia indietro insieme a tutti i colpevolisti che hanno necessario bisogno di rivedere certe visioni creative della Privacy, che in certi casi sembrano esser fatte valere ad hoc per Google.

16 apr 2010, | Filed under Diritto, Telecomunicazioni
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La morte di Alice Casa

La notizia della morte di Alice Casa mi ha colto di sorpresa.

Magari ai comuni mortali può passare del tutto inosservata una pagina come questa che mostra la sua sintomatica pregnanza solo se correlata a una serie di osservazioni.

Alice casa era l’offerta di Telecom Italia piu’ discussa da inizio anno per profili legati alla concorrenza.

Se ne sono accorti a Bruxelles quando gli operatori concorrenti hanno consegnato a Neelie Kroes un dettagliato rapporto sui rischi di margin squeeze legati a questa offerta.

Se ne sono accorti in Italia quando l’autorità Antitrust ha sanzionato Telecom Italia per pubblicità ingannevole.

Qualcuno sostiene che Alice Casa non vendeva. Eppure i dati diffusi e il numero di sottoscrittori ci mostrano il contrario.

Altri sostengono che Telecom Italia sta abbandonando il brand ‘Alice’. E’ vero ma poichè residuano altre 4 offerte col brand ‘Alice’ ci sentiamo legittimati a sospettare del fatto che sia stata rimossa dal mercato proprio Alice casa.

Potrei continuare all’infinito, se fossi certo che questo argomento fosse di maggiore interesse per i miei lettori. Mi fermo qui.

15 apr 2010, | Filed under Telecomunicazioni
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Internet fai da te a Lyddington (UK)

Questa notizia sembra carente ed ha alcuni lati oscuri. Se può essere vero che una spinta popolare è il volano migliore per portare investimenti in fibra ottica sul territorio, e’ ancora piu’ vero che laddove ci fosse una domanda così importante di banda larga essa sarebbe sicuramente intercettata da qualche operatore. L’area non sarebbe piu’ a fallimento di mercato e quindi ci sarebbe interesse a investire. L’iniziativa di Lyddington è meritevole e può rappresentare un caso di successo per la soluzione del divario digitale in certe aree. Ossia una crescita della domanda è uin enorme facilitatore della crescita dell’offerta. Vedremo gli sviluppi. Magari questo caso cadrà nel dimenticatoio prima di domani. Oppure diventerà un caso di scuola da snocciolare nei convegni in cui si discetta sul tema.

RIF – Lyddington Fast Broadband

15 apr 2010, | Filed under Esteri, Telecomunicazioni
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Progetto Parisi: una società della rete tra Fastweb Wind e Vodafone

La Repubblica di oggi riferisce che era pronto il progetto tra Fastweb, Vodafone e Wind di far partire la società della rete per l’infrastrutturazione in fibra ottica delle 15 città principali italiane, con FTTH (Fiber to the home).

La notizia era circolata mesi fa, solo che oggi ci dicono che era vera.

A paragonarla con la presentazione di Oscar Cicchetti di ieri mi sembra che le differenze di strategia tra Telecom Italia e gli Alt Net siano tangibili.

Rame Vs Fibra, che tipo di fibra e che tipo di investimenti e dove, sono solo i principali fattori di contrasto.

Tutto questo rende l’esistenza di un ‘progetto Parisi’ ancora piu’ credibile e forse necessario per il nostro Paese.

LINK: Presentazione di Oscar Cicchetti alla comunità finanziaria:

http://www.telecomitalia.it/content/dam/telecomitalia/en/archive/documents/investors/Presentations/Investor_Relations/2010/4_OC_13apr.pdf

Dario

14 apr 2010, | Filed under Telecomunicazioni
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Mio commento all’aberrante sentenza contro Google per il video di bullismo contro un bambino down

Se il fine di lucro di Google bastasse a giustificare una responsabilità penale del fatto altrui commesso su Youtube dagli aguzzini del bambino down, provate ad immaginare come può sentirsi ipoteticamente chi affitta automobili (fine di lucro) e magari ne affitta una proprio al giudice che ha scritto la sentenza di Google che magari la usa per andare a fare una rapina in banca.

La colpa è di chi ha dato in affitto la macchina perchè non si è limitato a metterla a diposizione ma ci ha guadagnato (dalla macchina, non dalla rapina), oppure è solo del giudice che va a fare le rapine con un’auto in affitto?

12 apr 2010, | Filed under Diritto, Telecomunicazioni
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Durante, il nuovo romanzo di Andrea De Carlo

Non è certo ‘nuovo’ ma Durante è sicuramente l’ultimo romanzo di Andrea De Carlo.

L’ultimo in ordine cronologico, il quindicesimo in ordine di pubblicazione. L’autore infatti ha appena annunciato di aver chiuso la prima stesura del romanzo successivo di prossima uscita.

Ma mentre in passato ho letto voracemente i libri di Andrea De Carlo, questa volta ho impiegato di piu’ io a leggerlo che lui a scriverlo.

Precisamente sono passati due anni. Due anni dalla sua uscita nelle librerie. Due anni anche dall’incontro occasionale che ho avuto con Andrea De Carlo e che è stato talmente inaspettato che se non avessi ora il suo autografo, non saprei nemmeno come documentarlo.

Anche con la lettura di Durante ho avvertito quel coinvolgimento giusto che deve crearsi tra lettore e narratore, che poi è la base per far nascere l’interesse sufficiente a conoscere il protagonista del romanzo e cercare la chiave di lettura utile ad assimilare la sua storia. Assimilare inteso in senso etimologico, come ‘rendere simili a se’.

Sia ben chiaro: non voglio raccontarvi il plot. Mi limiterò solo a dire che ci sono molti luoghi tipici di Andrea De Carlo, che a volte ritornano.

Ad esempio c’è la descrizione accurata di certi comportamenti umani estremi, espressione di forte antisocialità civile che diventa una fuga dalla società multisistemica e globalizzata. C’è anche la ricerca della natura e dei rapporti che si creano seguendo percorsi semplici e puri.

Ricorre perfino – ed è tipica dello stile narativo di De Carlo – una descrizione ipnotica e meticolosa del reale. Ad esempio se c’è un cane di grossa taglia che abbaia dentro casa, i protagonisti sentono degli scoppi. Il bello è che anche chi legge sente degli scoppi. Ha la percezione immediata della scena. In questo modo leggere il libro è esattamente come vedere un film.

Per questo Durante è un romanzo di quelli che voglio tenere vicino al letto per ruminarli di tanto in tanto, prima di andare a dormire.

C’è molto di piu’ di un mondo dentro.

9 apr 2010, | Filed under Cultura
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E’ davvero importante la neutralità della rete in America?

Capita molto spesso di rimanere a ricasco delle soluzioni adottate dagli altri per giustificare il nostro immobilismo, colpevole e latente nelle dannate scelte che il nostro Paese non sa prendere.

Non voglio banalizzare il dibattito sulla Network Neutrality tanto per renderlo divulgabile su un blog. C’è gia’ chi lo fa da prima di me e meglio di me. Né voglio imbarazzarvi con discorsi ampollosi tecnico regolamentari che oggi prorpio non ci porterebbero lontano. Vorrei solo lanciare due provocazioni e altrettanti quesiti che non trovano risposta.

La prima provocazione riguarda questo modo da pappagallo ammaestrato che abbiamo di osservare con un occhio morboso le vicende degli Stati Uniti e della improvvida FCC sulla neutralità della rete, mentre con l’altro assistiamo impotenti all’avanzare di scelte private di operatori telefonici, che in Italia ormai sono disposti a tutto pur di ostacolare l’avanzata tecnologica che erode voracemente i loro margini di profitto.

La seconda provocazione, invece, va letta a prospettiva rovesciata con un campo piu’ spostato dall’esterno verso l’interno. Ossia, se provassimo ad osservarci per un attimo da fuori, che immagine stiamo proiettando verso l’esterno, che spettacolo triste stiamo recitando? Due dei maggiori operatori del nostro Paese appaiono invischiati in torbidi affari internazionali di natura fraudolenta, a fronte poi di una intollerabile assenza di un decisore politico che si riflette inevitabilmente in un’accusa agli interessi personali del capo del Governo, complice perfino di una paralisi del regolatore del settore.

Dunque, detto fuori dai denti, se la provocazione iniziale è quella di non dover seguire necessariamente le scelte prese da altri Paesi su temi così delicati come la neutralità della rete ma di trovare il coraggio di procedere su tematiche come queste anticipando scelte che dopo tutto appaiono inevitabili, la domanda sorge spontanea. Chi decide in Italia su questi temi? Chi ha o chi dovrebbe avere questo compito, e da dove gli discende questo potere e perché non lo esercita.

Ecco. Di seguito a questa provocazione c’è un nuovo quesito misterioso, che si spiega tornando all’apparente immobilismo del mercato italiano, affastellato da vicende societarie torbide che scuotono i mercati e i titoli azionari delle aziende, di cui si occupano i giornali e la campagna politica pre elettorale quando ci racconta di strane telefonate – normali in un Paese africano, meno normali in un Paese civile – la domanda è: come possiamo preoccuparci della neutralità della rete in America se prima non definiamo in Italia i ruoli al punto che l’Autorità torna a fare le regole, gli imprenditori ci mettono i soldi – e non fanno finanza spericolata da galera – i politici collaborano, i lobbisti orientano e l’ecosistema riparte?

8 apr 2010, | Filed under Politica, Telecomunicazioni
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