Tim, Vodafone, Wind, H3g: La grande guerra degli operatori telefonici – di Dario Denni

 

 

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Gli ultimi 5 anni sono stati difficili per il mercato della telefonia mobile. Gli operatori italiani o, per meglio dire, gli operatori che offrono servizi in Italia (visto che Wind è russa, Vodafone inglese, H3G cinese) hanno combattuto tra loro una guerra fratricida. Dopo l’iniezione di nuove SIM necessarie per far navigare i Tablet-pc come l’iPad, il mercato è tornato a crescere facendo salire il livello di competizione al punto che la concorrenza è degradata ad una semplice guerra di tariffe infra-operatore (ossia tra reti diverse) e addirittura intra-operatore – ossia all’interno della stessa rete tra proprietario infrastrutturato e l’operatore mobile virtuale (cioè quello che compra traffico e lo rivende con un suo brand e una sua scheda). Per il resto si sono tutti allineati a una selling proposition uniforme che non mi sembra abbia portato alcun vantaggio. Se mi seguirete in questo lungo post, cercherò di non annoiarvi troppo con acronimi e numeri.

Dunque: tradizionalmente il mercato della telefonia ha ricevuto delle forme di incentivi per l’infrastrutturazione. Vale a dire che si è cercato di garantire un ritorno del capitale a chi – dopo aver investito fior di quattrini per l’acquisto delle frequenze – era chiamato anche a mettere le antenne ed i tralicci e l’informatica necessaria per farli funzionare. Un delicato sistema di pesi e contrappesi ha dato vita a una serie infinita di compromessi. Storica fu l’abolizione dei costi di ricarica barattata con il rinnovo gratuito della durata delle licenze. Ma andiamo avanti.

  • PROFITTI, EXTRAPROFITTI e SUSSIDI INCROCIATI
  • LA MESSAGGISTICA ISTANTANEA e LE OFFERTE FLAT
  • VENDITORI DI TRAFFICO TELEFONICO O DI TELEFONI CELLULARI?
  • LE OFFERTE PREDATORIE COME SEGNALE DI DECLINO
  • IL RUOLO DEL MARKETING NELLA FORMAZIONE DEI CLIENTI DI TELEFONIA
  • MA COME RISOLLEVARE I PREZZI DOPO LA GRANDE SVENDITA?

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