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Che succede se bussi alla porta di Salvatore Lombardo e ti apre Giovanni Pitruzzella?

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#INFRATEL #ENELOPENFIBER #VODAFONE #BANDAULTRALARGA

Bandi Infratel: Enel Open Fiber si unirà a Metroweb per acciuffare i soldi del Governo?
Stupisce che gli estremi per la partecipazione alla gara non appaiano cuciti su misura del grande favorito dal Governo: Enel Open Fiber.

di Dario Denni

A leggere i giornali sembra che i fondi messi a disposizione dal Governo per la copertura in banda ultralarga delle aree depresse, siano “soldi facili”.
E invece no.
Non è così facile “acciuffarli”. Nelle pieghe del bando si nascondono i requisiti essenziali per portare la fibra ottica nelle aree più remote del Paese.
E sono pochi gli operatori che potranno cogliere il grappolo d’uva maturo che pende dal ramo del giardino di Infratel. La maggior parte di essi, anzi i favoriti tra essi devono comunque studiare bene le strategie migliori per presentarsi il prossimo 18 luglio alla porta di Infratel, senza correre il rischio che si apra quella dell’Antitrust.

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Tim, Vodafone, Wind, H3g: La grande guerra degli operatori telefonici – di Dario Denni

 

 

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Gli ultimi 5 anni sono stati difficili per il mercato della telefonia mobile. Gli operatori italiani o, per meglio dire, gli operatori che offrono servizi in Italia (visto che Wind è russa, Vodafone inglese, H3G cinese) hanno combattuto tra loro una guerra fratricida. Dopo l’iniezione di nuove SIM necessarie per far navigare i Tablet-pc come l’iPad, il mercato è tornato a crescere facendo salire il livello di competizione al punto che la concorrenza è degradata ad una semplice guerra di tariffe infra-operatore (ossia tra reti diverse) e addirittura intra-operatore – ossia all’interno della stessa rete tra proprietario infrastrutturato e l’operatore mobile virtuale (cioè quello che compra traffico e lo rivende con un suo brand e una sua scheda). Per il resto si sono tutti allineati a una selling proposition uniforme che non mi sembra abbia portato alcun vantaggio. Se mi seguirete in questo lungo post, cercherò di non annoiarvi troppo con acronimi e numeri.

Dunque: tradizionalmente il mercato della telefonia ha ricevuto delle forme di incentivi per l’infrastrutturazione. Vale a dire che si è cercato di garantire un ritorno del capitale a chi – dopo aver investito fior di quattrini per l’acquisto delle frequenze – era chiamato anche a mettere le antenne ed i tralicci e l’informatica necessaria per farli funzionare. Un delicato sistema di pesi e contrappesi ha dato vita a una serie infinita di compromessi. Storica fu l’abolizione dei costi di ricarica barattata con il rinnovo gratuito della durata delle licenze. Ma andiamo avanti.

  • PROFITTI, EXTRAPROFITTI e SUSSIDI INCROCIATI
  • LA MESSAGGISTICA ISTANTANEA e LE OFFERTE FLAT
  • VENDITORI DI TRAFFICO TELEFONICO O DI TELEFONI CELLULARI?
  • LE OFFERTE PREDATORIE COME SEGNALE DI DECLINO
  • IL RUOLO DEL MARKETING NELLA FORMAZIONE DEI CLIENTI DI TELEFONIA
  • MA COME RISOLLEVARE I PREZZI DOPO LA GRANDE SVENDITA?

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Se Bertoluzzo fa carriera perchè Vodafone dovrebbe diventare piu’ italiana?

“Uno fa carriera e 700 perdono il posto ma Vodafone è sempre piu’ italiana”

Abbiamo ritagliato questo articolo apparso su Il Corriere della Sera di oggi. E’ in buona compagnia perchè anche altri giornali, a cominciare da La Stampa (Il gruppo Vodafone parla sempre più italiano) hanno titolato così, sorprendendoci non poco.

Vodafone ben lungi dall’essere italiana. Wikipedia la definisce correttamente come una multinazionale con sede in UK e con il fatturato piu’ alto del mondo.

(…)

Siamo contenti per loro. Per gli inglesi soprattutto. E per Bertoluzzo che fa carriera perchè se lo merita.

Siamo decisamente molto meno contenti per i 700 lavoratori ITALIANI che hanno perso il posto in Vodafone. Esuberi li chiamano. E dobbiamo pure leggere che la trattativa con i sindacati “si è conclusa positivamente”. Capito? Po-si-ti-va-men-te.

Ma non abbiamo dimenticato.

Dobbiamo forse iniziare a valutare meglio il nostro interesse nazionale a tutelare le poche imprese italiane che ci sono rimaste nelle TLC. Salvaguardare loro, significa veramente arricchire il Paese.

Parafrasando maldestramente un detto, “Non può far piu’ rumore un albero che cresce di una foresta che cade”.

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