Tutti ne stanno parlando, i prezzi delle memorie RAM sono alle stelle e questo è dato dalla richiesta dell’industria dell’intelligenza artificiale.
Il tuo prossimo smartphone costerà di più, già adesso costa di più perchè i grandi colossi dell’AI, ovvero le grandi aziende come Google, Microsoft, Meta e OpenAI hanno bisogno di tantissima memoria per far funzionare i loro modelli super potenti nei data center. Questa memoria speciale, chiamata HBM o simili, dà profitti altissimi ai produttori di chip.
Così Samsung, SK Hynix e Micron che da soli praticamente controllano quasi tutto il mercato, hanno spostato la produzione verso questi componenti per l’AI, lasciando poca roba per i telefoni normali. La memoria che serve agli smartphone (quella DRAM e NAND per RAM e storage) è diventata scarsa. I prezzi sono schizzati in alto, a volte raddoppiati o triplicati in pochi mesi. Per un telefono di fascia media la memoria rappresenta una bella fetta dei costi di produzione, intorno al 15-20%, mentre per i top di gamma è un po’ meno, circa il 10-15%.
Quando i costi salgono così tanto, le aziende non possono assorbirli tutti: devono per forza alzare i prezzi al negozio o tagliare qualcosa nelle caratteristiche. Il risultato è un vero terremoto per il mercato. Gli esperti prevedono che nel 2026 le vendite globali di smartphone caleranno tantissimo, forse del 12-13%, il calo più forte degli ultimi dieci anni o più. Meno telefoni venduti significa meno scelta, soprattutto nella parte bassa del mercato. I modelli economici, quelli sotto i 200 euro o addirittura sotto i 100, stanno diventando quasi impossibili da fare con un minimo di guadagno. Molti spariranno dagli scaffali, arriveranno in ritardo o usciranno con meno RAM e meno memoria interna per tenere i prezzi “accettabili”.
Il prezzo medio di uno smartphone nel mondo dovrebbe salire parecchio, arrivando a livelli record intorno ai 500 dollari o oltre, secondo varie previsioni. La situazione non durerà per sempre, ma non finirà presto. La stabilizzazione vera arriverà probabilmente solo dalla seconda metà del 2027, quando entreranno in funzione nuove fabbriche e la produzione aumenterà. Fino ad allora, preparati a spendere di più per cambiare telefono, con meno opzioni low-cost e forse qualche compromesso sulle specifiche. L’AI sta cambiando il mondo, ma sta anche rendendo più caro il nostro smartphone di tutti i giorni.
Ecco gli impatti dell’impennata dei prezzi delle memorie sul mercato della telefonia, dei PC e del tech in generale
Prezzi in forte aumento Il prezzo medio di vendita (ASP) globale degli smartphone dovrebbe salire del 14% nel 2026, raggiungendo un record storico di circa 523 dollari (fonte: IDC e Counterpoint Research). Alcuni analisti parlano di incrementi anche superiori per i modelli di fascia bassa.
Crollo delle spedizioni IDC prevede un calo del 12.9% nelle spedizioni globali di smartphone nel 2026 (circa 1.12 miliardi di unità), il peggior calo annuale da oltre un decennio. Counterpoint parla di -12%, Gartner di cali simili. È un “reset strutturale” del mercato, non solo un intoppo temporaneo
Addio (o quasi) agli entry-level I modelli sotto i 200 dollari (soprattutto Android economici) sono i più colpiti: margini già sottili non reggono l’aumento dei costi di memoria (che può rappresentare il 15-20% del BOM di un mid-range). Molti rischiano di sparire o di vedere ritardi nei lanci, specifiche ridotte (meno RAM/storage) e prezzi forzatamente più alti. Alcuni analisti dicono che smartphone sotto i 100 dollari diventeranno “impossibili da produrre” con profitto.
Flagship più resistenti ma non immuni I top di gamma (iPhone, Galaxy S, Pixel premium, Xiaomi Ultra ecc.) assorbono meglio l’aumento perché hanno margini più alti e pesano meno sulla memoria nel BOM complessivo (~10-15%). Però anche lì potresti vedere RAM ferma a 12 GB invece di salire a 16 GB, o aumenti di listino.
Il problema grosso è la memoria RAM, in particolare quella speciale per l’IA chiamata HBM (High Bandwidth Memory). È una memoria velocissima che si attacca direttamente alle schede potenti (come quelle di Nvidia) e serve per “ricordare” enormi quantità di dati mentre l’IA impara o risponde. L’IA mangia HBM come un lupo affamato. Le aziende che la producono (SK hynix, Samsung, Micron) stanno spostando quasi tutta la produzione verso questo tipo, perché rende di più. Nel 2026, circa il 23-25% di tutta la memoria del mondo va in HBM per l’IA. Il resto (quella normale per PC, smartphone, server normali) resta poco. Risultato: prezzi alle stelle.
Dall’inizio del 2026, i prezzi della memoria DRAM (quella comune) sono saliti del 50-100% o più in pochi mesi. Alcuni tipi sono quasi raddoppiati in un trimestre. La HBM è spesso sold out fino al 2027. Chi vuole costruire un grande sistema IA oggi paga molto di più del previsto, e a volte non trova nemmeno la memoria. Anche i normali computer e cellulari costano di più: un PC economico potrebbe sparire sotto i 500 euro entro il 2028, e i telefonini nuovi costano di più perché la memoria scarseggia.
Le grandi aziende tech lo sapevano e hanno corso per accaparrarsi tutto. Le altre rischiano di aspettare anni, pagando prezzi altissimi per recuperare. In pratica, l’IA non è più solo una questione di intelligenza o di software. È diventata una gara per materie prime fisiche: megawatt di energia, tonnellate di rame, acciaio, silicio per la memoria. Il 2026 è l’anno in cui il sogno immateriale dell’IA si scontra duramente con la realtà degli atomi e del tempo. Senza risolvere questi colli di bottiglia (fabbriche nuove, energia alternativa come nucleare o gas, accordi speciali), la crescita rallenterà aumentando la concentrazione in poche grandi aziende globali.



