ATTENTI ALLE MOSSE DI STEFANO PARISI: IL SUO RUOLO È DESTINATO A CRESCERE

Ancora un evento da segnalare nelle telecomunicazioni. Anzi due. Forse 3.

Il primo evento è la presentazione del libro per i 10 anni di Fastweb.

il secondo evento è l’intervista a Bernabè ieri dall’Annunziata

E il terzo evento è l’intervista annuncio oggi del viceministro Romani che in tema di rete di nuova generazione propone uno spezzatino di fibra qua e là.

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ATTENTI ALLE MOSSE DI STEFANO PARISI: IL SUO RUOLO È DESTINATO A CRESCERE (tratto da Dagospia)

Oggi pomeriggio la Milano industriale e finanziaria si ritrova alle 18 al Pirellone per la presentazione del libro sui dieci anni di storia di Fastweb.
STEFANO PARISI
Il clima non è dei migliori per discutere sulla storia dell’azienda di Stefano Parisi e per ragionare del futuro delle telecomunicazioni, ma intorno al tavolo ci saranno Tronchetti Provera, Fedele Confalonieri, il guru senza casa Francesco Caio, Flebuccio De Bortoli e Gabriele Albertini, il sindaco “visionario” che fin dal luglio 1999 incoraggiò l’avventura nella fibra ottica.

È probabile che in platea, oltre a Francesco Micheli e Silvio Scaglia (i due padri di Fastweb), ci sia anche Ferdinando Napolitano, il consulente di “Booz Allen” che insieme a Caio ha disegnato il progetto di una nuova società per la Rete di cui Mediaset dovrebbe attraverso una sua controllata acquisire il 10%.

Su questo argomento la confusione regna sovrana anche se Parisi nei giorni scorsi ha lasciato la porta aperta alla possibilità di lasciare a Telecom il controllo di una società “veicolo” per la nuova Rete aperta al capitale di altri soggetti pubblici e privati.

Il problema di fondo è rappresentato dall’atteggiamento di Franchino Bernabè che ancora ieri nel programma televisivo di Lucia Annunziata si è dichiarato nettamente contrario allo scorporo dell’infrastruttura e ad “altre alchimie finanziarie”. Nell’intervista Franchino ha avuto anche modo di mandare un segnale ai soci di Telco e in particolare a Cesarone Geronzi che considera scaduto il tempo massimo per il manager di Vipiteno.

In questa situazione Stefano Parisi sembra muoversi con la volontà di chi vuole mettersi al centro del gran dibattito sulla Rete e sulla fibra ottica. Per quest’ultima dovevano arrivare i famosi 800 milioni del Cipe, ma il ministro dell’aeroporto di Albenga che in questo momento si trova in India per “turismo industriale”, ha già detto che se ne parlerà nel 2010.

BERNABE’
Dopo la presentazione del libro avvenuta a Roma all’inizio del mese, questa di oggi a Milano è un’ulteriore conferma della voglia di visibilità di Parisi. A questa si aggiunge la determinazione con cui ha preso la guida di Asstel, l’Associazione che in Confindustria rappresenta le aziende di telecomunicazione.

Venerdì scorso davanti al ministro Bondi e ai suoi collaboratori ha duramente contestato il progetto di una tassa di 200 milioni che le aziende dei telefonini dovrebbero versare come royalty alla Siae.

In Confindustria tengono d’occhio le mosse di Parisi che a viale dell’Astronomia è stato direttore generale quando alla presidenza c’era il napoletano Antonio D’Amato, e nei corridoi del Palazzo c’è chi sostiene che il ruolo del 53enne manager di Fastweb sia destinato a crescere.