Intervento del Prof. Roberto Baldoni al Senato della Repubblica, un resoconto dettagliato sugli argomenti principali.
Tratto dall’audizione del professor Roberto Baldoni, Senior Advisor per le politiche tecnologiche e di cybersicurezza dell’Ambasciata d’Italia a Washington, sull’Affare assegnato n. 9 (Gli aspetti istituzionali della strategia commerciale dell’Unione europea).
Sommario
La Tecnologia come Proiezione Assiologica e Campo di Battaglia Ideologico
Il relatore apre l’intervento con un principio cardine: la tecnologia non è neutrale. Essa non è composta solo da algoritmi e codici, ma agisce come un contenitore che incarna e riflette i valori e la cultura delle società che la modellano. Per decenni, lo sviluppo digitale è avvenuto prevalentemente in Occidente, in particolare negli Stati Uniti, e questo ha fatto sì che i concetti di democrazia e libertà individuale venissero inseriti “automaticamente” nelle architetture tecnologiche.
Tuttavia, questo primato non può più essere considerato un dato acquisito (“given for granted“). Attualmente è in corso una battaglia continua in cui le autocrazie organizzate — guidate dalla Cina e seguite dalla Russia — stanno mettendo a dura prova il dominio tecnologico occidentale. Questa sfida è definita “esiziale”: la perdita della supremazia tecnologica significherebbe che la società del futuro adotterebbe tecnologie intrinsecamente legate al controllo sociale anziché alla libertà, poiché i regimi autocratici vi inserirebbero i propri valori autoritari.
Metamorfosi dell’Autonomia Strategica: Dalla Materia al Bit
L’autonomia strategica ha subito una trasformazione radicale negli ultimi quarant’anni:
- Il Vecchio Paradigma (Pre-globalizzazione): Circa 40 anni fa, l’autonomia si fondava quasi esclusivamente sull’energia. Le catene di approvvigionamento erano corte, lineari, uniformi e fisiche. Una volta messo in sicurezza l’approvvigionamento energetico, si garantiva la stabilità dei settori derivati come la difesa, l’aerospazio e il nucleare. Il relatore cita le “austerity” del passato come esempio di come il blocco energetico potesse paralizzare istantaneamente un intero Paese.
- Il Nuovo Paradigma (Era Digitale): Negli ultimi 40 anni, la trasformazione digitale ha creato una società governata da piattaforme globali. Con l’avvento del cloud nei primi anni 2000, ogni settore economico (dall’agricoltura ai trasporti) è diventato digitale, portando a una compenetrazione totale tra il mondo fisico e quello virtuale. Questo ha generato colossi privati di dimensioni colossali: oggi cinque Big Tech americane hanno una capitalizzazione superiore al PIL italiano, erodendo drasticamente il confine tra pubblico e privato e creando costanti conflitti tra Stati e aziende.
La Nuova “Pila Tecnologica” (Tech Stack) e l’Interdipendenza Energetica
L’autonomia strategica contemporanea non dipende più solo dall’energia, ma dalla cosiddetta “pila tecnologica”, ovvero l’insieme stratificato di protocolli e infrastrutture che reggono il mondo moderno. Energia e pila tecnologica sono oggi equivalenti e interdipendenti:
- Senza energia, la tecnologia non funziona.
- Senza tecnologia, non è più possibile gestire l’energia (si pensi alle Smart Grid). Un esempio concreto è l’incidente nella penisola iberica di alcuni mesi fa, dove il crollo della infrastruttura digitale ha bloccato istantaneamente la distribuzione energetica. Inoltre, queste infrastrutture sono costantemente esposte a cyber attacchi, rendendo la sicurezza informatica un pilastro della sicurezza nazionale.
Complessità delle Supply Chain e i “Nodi Insostituibili”
A differenza delle catene energetiche del passato, le attuali supply chain tecnologiche sono reticolari e globali, coinvolgendo migliaia di aziende in decine di nazioni. In questo ecosistema, le grandi potenze possono essere contemporaneamente partner in alcune catene, competitor in altre e rivali sistemici sulla sicurezza nazionale.
Un concetto chiave è quello dei “nodi insostituibili” all’interno dei reticoli delle catene d’approvvigionamento:
- ASML (Olanda): Unica azienda al mondo capace di produrre macchinari per la litografia avanzata dei chip.
- Nvidia: Leader nell’hardware dedicato all’AI.
- OpenAI: Punto di riferimento per i modelli di linguaggio avanzati. Possedere una di queste aziende sul proprio territorio aumenta drasticamente l’autonomia strategica di uno Stato. Al contrario, un Paese privo di tali nodi diventa totalmente dipendente dalle decisioni politiche dei Paesi che ospitano tali aziende.
La “Weaponization” (Strumentalizzazione) delle Dipendenze
Le dipendenze tecnologiche vengono oggi utilizzate come vere e proprie armi geopolitiche (weaponization). Il relatore fornisce esempi concreti:
- Influenza Cinese: Attraverso l’acquisizione di aziende come Nexperia, la Cina può influenzare la fornitura di chip automotive in Europa.
- Restrizioni Strategiche: Gli USA impongono vincoli all’export di ASML e Nvidia per rallentare i rivali.
- Weaponization Indiretta: Strumenti come il Chips and Science Act e l’Inflation Reduction Act negli USA attirano le aziende europee a spostare la produzione in America, indebolendo l’autonomia industriale dell’Unione Europea.
La sfida dell’Intelligenza Artificiale e la questione della scala
L’Intelligenza Artificiale non è vista come una tecnologia fine a se stessa, ma come un abilitatore universale che accelera ogni altra forma di progresso scientifico e industriale, aiutando a sviluppare nuovi algoritmi e materiali. Tra dieci anni, l’attuale epoca digitale sembrerà arcaica quanto “l’epoca dei fax”.
Le democrazie sono per natura più lente delle autocrazie nell’implementare politiche industriali; pertanto, per competere, le nazioni libere devono connettersi in scala. Un dato critico riguarda la forza lavoro (workforce): la Cina forma 5 milioni di laureati STEM all’anno, contro i soli 750.000 degli Stati Uniti. Consapevoli di ciò, gli USA hanno stretto i cosiddetti “prosperity deal” con i loro “alleati di ferro” (UK, Israele, Corea del Sud, Giappone e Australia).
Trusted Technologies e la Cooperazione Strategica Italia-USA
Il concetto di “Trusted Technology” (tecnologia affidabile) emerge come una scelta politica fondamentale, basata su trasparenza, responsabilità e allineamento ai valori democratici (libertà, dignità umana, pluralismo).
- È in corso un dialogo Italia-USA per definire un quadro normativo comune, coinvolgendo il Krach Institute e la Fondazione SERICS.
- L’obiettivo è creare un framework di allineamento che protegga la ricerca e mantenga la leadership industriale.
- Esiste però un problema di disallineamento delle policy: mentre gli USA deregolamentano per favorire l’innovazione, l’Europa ha introdotto regolamentazioni molto pesanti (come l’AI Act) che rischiano di diventare una “palla al piede” per le imprese europee, favorendo indirettamente le autocrazie.
Le Criticità del Sistema Europeo e il Gap con gli USA
L’architettura istituzionale dell’Unione Europea è giudicata inadeguata, poiché la sicurezza nazionale (che oggi coincide con il digitale) è fuori dai trattati UE e rimane competenza dei singoli Stati membri. Senza riforme profonde, anche piani ambiziosi come il Piano Draghi avrebbero un impatto limitato poiché agirebbero sui singoli stati senza creare una vera scala europea.
È considerato illusorio pensare di poter creare oggi concorrenti diretti per le Big Tech americane partendo da zero; l’Europa dovrebbe invece puntare a prendere quote di mercato attraverso piani industriali coordinati, come il Polo Strategico Nazionale per il Cloud. Se l’Europa non agirà rapidamente con riforme e semplificazioni (come il “Digital Omnibus”), la cooperazione strategica si riorganizzerà fuori dai confini dell’Unione (es. verso UK, Norvegia e Svizzera).
Vulnerabilità e Opportunità per l’Italia e le sue PMI
Sebbene il contesto offra opportunità commerciali, le PMI italiane affrontano tre rischi critici:
- Sostituibilità: Senza prodotti unici (“non fungibili”), rischiano di essere rimpiazzate da partner di nazioni “alleate di ferro” nelle supply chain strategiche.
- Consapevolezza Geopolitica: Le PMI spesso ignorano i rischi e possono accettare capitali o partner “untrusted” per business immediato, diventando una falla nella sicurezza nazionale.
- Vulnerabilità Cyber: Una scarsa cultura della sicurezza informatica può trasformare una PMI da risorsa a “punto d’ingresso” per attacchi di attori ostili contro l’intera supply chain.
La Sovranità come Interdipendenza Strategica
Il messaggio finale dell’intervento è che la sovranità tecnologica nel XXI secolo non significa isolamento o protezionismo, ma la capacità di gestire una interdipendenza strategica tra partner fidati. Nessuna nazione può vincere questa sfida da sola. Le Trusted Technologies devono fungere da moltiplicatore democratico per assicurare che il futuro tecnologico rimanga ancorato ai valori della libertà e non a quelli del controllo autocratico.
Il Cambio di Paradigma: Dall’Energia alla Pila Tecnologica
L’evoluzione dell’autonomia strategica ha subito una metamorfosi profonda. Quarant’anni fa, la sicurezza nazionale era un concetto lineare, ancorato alla stabilità dei flussi energetici e alle risorse fisiche. Oggi, ci troviamo nell’era della “Pax Silica”, dove il potere non risiede più solo nel controllo delle materie prime estrattive, ma nella capacità di dominare una “pila” stratificata di tecnologie digitali interdipendenti.
Confronto dei Modelli di Autonomia Strategica
| Caratteristica | Autonomia Strategica Ieri (Modello Energetico) | Autonomia Strategica Oggi (Modello Tecnologico) |
| Asset Strategico | Risorse fisiche (Petrolio, Gas, Carbone) | Codice, algoritmi, semiconduttori, dati |
| Struttura Catena | Lineare, corta, uniforme, fisica | Reticolare, globale, complessa (migliaia di nodi) |
| Natura del Potere | Controllo dei flussi estrattivi | Controllo di protocolli, standard e nodi insostituibili |
| Logica di Dipendenza | Fisica (pressione sui flussi materiali) | Digitale (pressione su software e hardware critico) |
Connessione Strategica: La tecnologia non è neutrale; essa è un veicolo di valori politici. Se le democrazie non presidiano questa pila, gli algoritmi di controllo delle autocrazie sostituiranno i nostri principi di libertà, imponendo una governance basata sulla sorveglianza.
Anatomia della Pila (The Tech Stack): Gli Strati del Potere
La sovranità moderna si esercita attraverso il presidio di sei livelli critici. Questa struttura non è solo una gerarchia tecnica, ma una mappa della vulnerabilità nazionale.
- Terre Rare: Il punto di strozzamento materiale. Senza il controllo dei minerali critici, l’intera base hardware globale vacilla.
- Microprocessori: Il “cervello” del sistema. Rappresentano il vertice della capacità di calcolo e della potenza industriale.
- Data Center: Il “corpo” fisico del cloud. Se il server non è sotto giurisdizione amica, il dato è intrinsecamente vulnerabile.
- Telco: Le “arterie” della comunicazione. Il controllo delle reti (es. 5G) determina chi può osservare o interrompere il flusso vitale delle informazioni.
- Infrastrutture Cloud: Lo strato di gestione che abilita la trasformazione digitale di ogni settore, dall’agricoltura ai trasporti.
- Modelli di AI: Il vertice applicativo. L’AI non è solo un servizio, ma un “acceleratore di scoperta” capace di trovare nuovi materiali e algoritmi, moltiplicando il potere di chi la controlla.
- Elementi Trasversali: La Cybersecurity (difesa dell’integrità di ogni strato) e la Workforce (il talento STEM) sono i pilastri senza i quali la pila crolla. Se non possiedi la forza lavoro per controllare la tecnologia, sarai controllato da chi la possiede o dalle macchine stesse.
- Interdipendenza Critica: Il legame tra energia e tecnologia è ormai circolare. Senza energia la pila si spegne, ma senza la pila (si pensi alle Smart Grid) l’energia non viene distribuita. Un fallimento tecnologico è oggi un fallimento energetico.
I Chokepoint Strategici: Chi Controlla i Nodi?
All’interno della pila esistono nodi “insostituibili” che generano monopoli naturali o tecnologici. Chi detiene questi nodi esercita un potere negoziale assoluto.
- ASML (Paesi Bassi): Unico attore al mondo capace di produrre macchine per la litografia avanzata. Senza ASML, la produzione globale di chip di ultima generazione si ferma.
- NVIDIA & OpenAI (USA): Detentori dell’hardware e dei modelli dominanti che definiscono gli standard dell’intelligenza artificiale.
- Cina & Terre Rare: Pechino esercita un dominio quasi totale sull’estrazione e lavorazione, tenendo in scacco la base della pila.
- Il Caso Nexperia: Esempio critico di influenza cinese nel cuore dell’Europa (microchip automotive), che dimostra come il controllo degli investimenti esteri sia ormai una questione di sicurezza nazionale.
La Weaponization della Dipendenza: La dipendenza tecnologica viene oggi “armata” (strumentalizzata). Questo avviene in modo diretto (embargo sui chip) o indiretto, come nel caso del US Chips Act o dell’Inflation Reduction Act (IRA), che esercitano pressioni sugli alleati europei affinché delocalizzino la produzione negli Stati Uniti per non perdere competitività.
Valori e Visioni Contrapposte: Tecnologia come Specchio Politico
La competizione tecnologica è una sfida tra sistemi di governance. Le democrazie promuovono autodeterminazione e trasparenza; le autocrazie progettano tecnologie per il controllo puntuale.
“Il rischio esiziale è la perdita della supremazia tecnologica: se i valori democratici vengono sostituiti da algoritmi autocratici, le nostre società passeranno dalla libertà alla sorveglianza codificata. Chi perde questa sfida non perde solo mercati, ma la propria sovranità politica.”
L’Urgenza della Scala: La competizione si vince sui grandi numeri. La Cina sforna 5 milioni di laureati STEM all’anno, contro i 750.000 degli Stati Uniti. Nessuna nazione, nemmeno gli USA, può sostenere questa scala da sola. La cooperazione tra partner è l’unica via per non soccombere alla velocità decisionale delle autocrazie.
Verso una Soluzione: Trusted Technology e Cooperazione
Il framework delle “Trusted Technologies” è la risposta strategica per connettere le democrazie in scala, superando la distinzione tra “allievi di ferro” (UK, Giappone) e alleati fidati (UE).
- Protezione della ricerca: Difesa della proprietà intellettuale e delle aziende da interferenze ostili.
- Leadership industriale: Capacità di produrre e finanziare l’innovazione internamente.
- Resilienza supply chain: Diversificazione e fiducia reciproca nei flussi di approvvigionamento.
- Allineamento policy: Superamento delle divergenze normative. L’attuale AI Act europeo è visto da molte aziende come una “palla al piede” rispetto alla deregolamentazione americana; senza allineamento, regaliamo un vantaggio competitivo alle autocrazie.
- Technology governance: Definizione di standard globali basati su valori democratici.
Focus Italia e UE: L’Europa soffre di un’architettura istituzionale frammentata: la sicurezza nazionale è fuori dai trattati, lasciando spazio a 27 politiche divergenti. In questo vuoto, le PMI italiane corrono tre rischi:
- Sostituzione: Essere escluse dalle supply chain degli “alleati di ferro” se non offrono prodotti non fungibili.
- Inconsapevolezza Geopolitica: Entrare in catene di approvvigionamento “untrusted”.
- Modelli di Successo: Casi come IONQ (Quantum USA in Italia) e Roboze (Advanced Manufacturing italiano negli USA) dimostrano che la cooperazione bilaterale può generare ecosistemi sicuri e prosperi.
Per navigare l’economia digitale moderna, i decisori devono interiorizzare tre pilastri:
- La tecnologia non è neutrale: Chi progetta l’architettura digitale scrive le regole della società futura (Libertà vs Controllo).
- L’interdipendenza richiede partner fidati: La sovranità non è isolamento, ma capacità di operare in supply chain sicure con partner che condividono gli stessi valori.
- L’Effetto Boomerang: Non si può regolare ciò che non si produce. La regolamentazione senza produzione industriale diventa un freno punitivo per le proprie aziende, riducendo l’Europa a mero mercato subalterno.

