Bocciatura della Salva Mediaset

La bocciatura della norma salva-Mediaset ha tutti i sintomi di un Legislatore incapace, che non tiene conto del primo richiamo, che non tiene conto che a decidere è l’arbitro europeo di nazionalità francese, che non si scrivono Leggine, che non si possono più sopportare vizi procedimentali (mancata notifica) e di merito (ad aziendam, libera circ beni e servizi, pluralismo and so on).

(…) Proprio la mancata notifica produrrebbe l’inapplicabilità della legge. Almeno fino al definitivo giudizio europeo. Nel documento traspaiono inoltre i dubbi di merito. Che vanno da una possibile violazione della libertà di stabilimento garantita dai trattati Ue a un intervento sproporzionato. Insomma una legge incoerente con i Trattati comunitari. Nelle intenzioni del governo, la norma contestata dovrebbe coprire il buco provocato tre mesi fa dal giudizio della Corte di giustizia Ue che aveva cancellato la legge Gasparri proprio in relazione al caso Vivendi-Mediaset. La nuova normativa attribuisce all’Agcom il compito di verificare, con un’istruttoria, la «sussistenza di eventuali effetti distorsivi o di posizioni comunque lesive del pluralismo nei casi in cui un soggetto si trovi ad operare, contemporaneamente, nei mercati delle comunicazioni elettroniche e in un mercato diverso, integrato nel Sistema integrato delle comunicazioni». Tuttavia per Bruxelles la salva-Mediaset potrebbe incappare negli stessi difetti della Gasparri e non dovrebbe essere applicata fino a un esame formale Ue e, in caso contrario, il giudice nazionale può dichiararla inefficace.