Inauguriamo qui uno spazio di riflessione sui libri, non semplici recensioni ma impressioni di un lettore appassionato. Pier Luigi Bersani “Chiedimi chi erano i Beatles” è un volumetto storico-filosofico che ripercorre alcuni passaggi di storia repubblicana e di vita vissuta come amministratore pubblico. Non è un’autobiografia.
Non troverete molti aneddoti ma alcuni in particolare, sono molti efficaci, raccontati sempre con l’intelligenza popolare, l’esperienza di sindaco paragonata all’esperienza genitoriale, lo sciopero dei chierichetti, la protesta delle lucciole, e diverse altre citazioni da Aldo Moro a Massimo Cacciari, dai filosofi greci a Marx in un bellissimo “non bisogna essere galileiani per usare il cannocchiale”. Memorabile anche “una marea che può sollevare tutte le barche”.
E’ un libro descrittivo che vola molto alto, sui sistemi, non coglie momenti specifici ma li enuncia per inquadrare la cornice temporale, e comunque non approfondisce. E’ come uno studio sull’accelerazione della storia, con la voglia di raccontare tutto un secolo in poche pagine. La globalizzazione e il salto tecnologico occupano uno spazio particolare nel testo che da metà volume in poi, li trasforma in due pilastri della narrazione attraversando il ruolo dell’Europa nel mondo.
I problemi sono tutti enumerati, ma pochi sono spiegati e su nessuno offre soluzioni in maniera chiara. E’ il momento di una parità salariale. Si, ma come. E’ il momento del superamento della precarietà. Si, ma come? Qualche elemento in più su aree interne, spopolamento, ruolo dei Comuni e delle Regioni. Dunque cosa fare con le autonomie? Una bicamerale.
L’ultima parte del libro è un excursus di storia di partito, ma anche in questo caso inteso in modo autoreferenziale. Il problema del partito è il partito, come organizzare l’oggetto, lo statuto, i dirigenti, il finanziamento, il radicamento, la leadership. Bersani stesso si domanda se è un partito degli elettori o un partito degli eletti. E il problema è aperto. Quanto all’etica “nessuno mai potrà sostituire lo specchio in cui ti guardi”. Inarrivabile come capacità di sintesi e di chiarezza espositiva.


