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Digital Markets Act, l’UE alza il tiro: sanzioni rapide e niente pressioni esterne sui gatekeeper

Eurocamera contro i Big Tech: “Concludete i procedimenti DMA senza ulteriori indugi”

BRUXELLES – I deputati europei chiedono alla Commissione Ue di concludere senza ulteriori indugi i procedimenti di non conformità avviati nei confronti dei gatekeeper per violazione del Digital Markets Act (DMA) e di garantire una tempestiva e rigorosa applicazione della legge.

Martedì la commissione per il Mercato interno e la tutela dei consumatori (IMCO) ha adottato a larga maggioranza una bozza di risoluzione che valuta l’attuazione del regolamento sui mercati digitali del 2022 e il suo impatto sul settore tech, in vista della revisione prevista per il 2026. Gli eurodeputati sottolineano che la revisione dovrà concentrarsi sul rafforzamento dell’efficacia e dell’applicabilità del quadro normativo esistente, senza riaprire gli obiettivi, la portata e l’architettura fondamentali della DMA.

Il testo evidenzia inoltre la necessità di affrontare le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale generativa e dalle infrastrutture cloud, per impedire che i soggetti dominanti utilizzino queste tecnologie per creare nuove forme di lock-in del mercato.

I parlamentari europei ribadiscono con forza che la Commissione deve resistere a qualsiasi pressione politica esterna che miri a indebolire il DMA, affermando che le norme Ue vanno applicate in modo equo e non discriminatorio a tutti gli operatori, indipendentemente dal loro luogo di stabilimento o nazionalità.

Gli eurodeputati invitano l’esecutivo Ue a utilizzare pienamente e proattivamente tutti gli strumenti a disposizione, ispezioni, misure provvisorie e sanzioni periodiche, per impedire elusioni della normativa. I procedimenti di non conformità devono concludersi senza indebito ritardo, rispettando i termini vincolanti e indicativi, e tenendo costantemente informato il Parlamento sui progressi.

Alla luce del ruolo strategico del cloud computing negli ecosistemi digitali e dell’IA, la risoluzione sollecita la Commissione a verificare con attenzione se tali servizi soddisfino i criteri per la designazione di gatekeeper. Particolare attenzione è rivolta anche agli strumenti di ricerca e assistenza basati sull’intelligenza artificiale offerti dai grandi operatori, che stanno diventando i principali punti di accesso a informazioni, commercio e servizi digitali: gli eurodeputati chiedono di accertarne l’equità e la competitività.

Pratiche sotto accusaIl documento elenca numerose criticità ancora presenti:

  • la tendenza di Google a privilegiare sistematicamente i propri servizi;
  • le schermate di consenso di TikTok che utilizzano tecniche comportamentali manipolative;
  • le modifiche alle impostazioni predefinite e le difficoltà di accesso ai concorrenti lamentate nei confronti di Microsoft;
  • l’uso persistente di clausole di parità vietate da parte di Booking.com.

L’efficacia del DMA, sottolinea la risoluzione, non si misura solo con la conformità formale, ma con risultati tangibili per i consumatori finali e per le imprese, che devono poter esercitare effettivamente i diritti riconosciuti dalla legge.Per questo gli eurodeputati chiedono un significativo rafforzamento delle risorse umane e finanziarie dedicate all’applicazione del regolamento, adeguandole alla complessità del mercato digitale.