BRUXELLES (RegTech News) – Niente “sovranità di facciata” e stop alla dipendenza dai giganti tech extra-UE: il cloud europeo lancia l’ultimatum alla Commissione.

DIGITALE: CISPE E 24 CEO PRESENTANO MANIFESTO PER IL “CLOUD AND AI DEVELOPMENT ACT”

(RegTech News) – Il futuro dell’autonomia digitale europea passa da cinque pilastri inderogabili. Alla vigilia dei negoziati decisivi con la Vicepresidente esecutiva della Commissione Europea, Henna Virkkunen, l’associazione CISPE (Cloud Infrastructure Services Providers in Europe) e i vertici di 24 aziende leader del settore hanno inviato una lettera congiunta per delineare i requisiti del prossimo Cloud and AI Development Act (CAIDA).

La posta in gioco è l’indipendenza tecnologica dell’Unione. Secondo i firmatari, il CAIDA rappresenta una “occasione irripetibile” per riportare l’Europa in una posizione di leadership, evitando che il mercato dell’intelligenza artificiale e dell’infrastruttura dati diventi un monopolio di attori stranieri.

La lotta al “Sovereignty-Washing”

Il punto centrale della missiva è la denuncia del cosiddetto “sovereignty-washing”. Per il Segretario Generale del CISPE, Francisco Mingorance, non basta che un fornitore extra-UE abbia una sede fisica o una certificazione di sicurezza in Europa: la vera sovranità risiede nel controllo legale e operativo dei dati. “L’Europa ha una scelta chiara: costruire un ecosistema cloud competitivo e sovrano o rischiare di rafforzare la dipendenza da fornitori non europei”, avverte la nota.

I cinque principi per il CAIDA

Il documento inviato a Bruxelles stabilisce le “linee rosse” per la nuova legislazione:

  1. Sovranità reale: Il controllo deve essere giuridico e operativo, non basato solo sulla presenza territoriale.
  2. Autonomia operativa: Laddove la sovranità totale non sia possibile, devono essere garantite la crittografia controllata dal cliente e la piena portabilità dei dati tra diversi provider.
  3. Appalti “Buy European”: Viene proposto il principio “Buy European, Ensure Resilience, or Explain”, obbligando la pubblica amministrazione a giustificare la scelta di fornitori non UE.
  4. Interoperabilità anti-monopolio: Impedire il legame forzato (bundling) tra servizi cloud e modelli di IA, pratica che soffoca la concorrenza locale.
  5. Priorità agli investimenti UE: I fondi pubblici per l’infrastruttura IA devono essere destinati prioritariamente allo sviluppo dell’ecosistema europeo.

Una sfida per la competitività

Il CAIDA, pilastro della strategia digitale per il 2026, mira a triplicare la capacità dei data center europei entro il 2030. I CEO firmatari sottolineano però che l’espansione dell’infrastruttura deve andare di pari passo con la tutela della concorrenza, impedendo che gli investimenti dei contribuenti europei finiscano per finanziare indirettamente l’egemonia delle grandi aziende tecnologiche d’oltreoceano.

Il messaggio alla Commissione Virkkunen è perentorio: senza regole chiare sulla sovranità, l’Europa rischia di perdere definitivamente la sovranità sui propri dati e sulla propria economia digitale.

(RegTech News) – 17-Mar-26 13:05

Cloud UE, l’ultimatum dei CEO a Bruxelles: “Basta sovranità di facciata”

BRUXELLES, 17 marzo 2026 – Il mondo del cloud europeo serra i ranghi e invia un messaggio inequivocabile alla Commissione Europea. Mentre il Cloud and AI Development Act (CAIDA) muove i suoi passi decisivi verso l’adozione, venticinque leader dell’industria digitale del Continente hanno firmato un appello congiunto indirizzato alla Vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen.

La richiesta è perentoria: l’Europa deve scegliere se diventare una potenza digitale autonoma o restare una colonia tecnologica dei grandi player extra-UE. I firmatari avvertono che una politica debole rischierebbe di legittimare il cosiddetto “sovereignty washing”, ovvero pratiche che simulano la sovranità senza garantirla realmente, finendo per rafforzare il dominio degli “hyperscaler” stranieri.

I 5 Punti per un’Europa Sovrana

Il manifesto si articola su principi cardine che puntano a trasformare radicalmente il mercato:

  • Il Controllo prima di tutto: La sovranità non è una questione di server posizionati sul suolo UE o di semplici certificazioni. Deve essere definita dal controllo effettivo, dalla proprietà della tecnologia e dalla protezione dalle leggi extraterritoriali (come il U.S. Cloud Act).
  • Resilienza Obbligatoria: Dove non è possibile utilizzare servizi puramente sovrani, deve essere garantita l’autonomia operativa, assicurando che i dati e i carichi di lavoro siano protetti da interferenze governative straniere.
  • Priorità al “Made in EU”: Per i dati sensibili, i CEO chiedono quote di appalti riservate ai provider europei. Il mantra proposto è chiaro: “Compra europeo, o assicura la resilienza, o giustifica la scelta”.
  • Stop ai Monopoli AI: La politica europea deve impedire il “bundling” anticoncorrenziale, ovvero la vendita legata di servizi AI e infrastruttura cloud, promuovendo invece l’interoperabilità e l’open-source.
  • Investimenti Etici: I soldi dei contribuenti devono finanziare l’ecosistema locale, sostenendo la produzione europea di chip e memorie, nel rispetto di rigidi criteri di sostenibilità ambientale.

I Protagonisti: I 25 Firmatari

Il fronte dei firmatari rappresenta l’ossatura dell’infrastruttura digitale europea, con una forte presenza di campioni nazionali e innovatori del settore:

  1. Arno Schäfer, CEO di UpCloud
  2. Stefano Cecconi, CEO di Aruba
  3. Svenja de Vos, Co-CEO di Leaseweb
  4. Marc Oehler, CEO di Infomaniak
  5. Emile Chalouhi, CEO di Opiquad
  6. Alexander Windbichler, CEO di Anexia
  7. Claudio Santiago Abad, CEO di Deda Tech
  8. Antonio Giannetto, CEO di Reevo
  9. Dirk Schiffner, CEO di Adestis
  10. Jake Madders, CEO di Hyve Managed Hosting
  11. Frank Karlitschek, CEO di NextCloud
  12. Jacqueline van de Werken, Chairwoman di CISPE
  13. Mathew Burden, CEO di Black Box Hosting
  14. Quentin Adam, CEO di Clever Cloud
  15. Dung Ly, CEO di Ikoula Cloud
  16. Ruud Alaerds, Managing Director della Dutch Cloud Community
  17. Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb
  18. Luana Girolama, CEO di Testudo
  19. Cristiano Boscato, CEO di Dinova
  20. Victor Guerrero, CEO di Grupo Gigas
  21. Ruben Bryon, CEO di Verda
  22. Antoine Fournier, CEO di Thésée Datacenter
  23. Eric Haddad, CEO di Numspot
  24. David Amorin, CEO di Jotelulu
  25. Philippe Notton, CEO di SiPearl

L’incontro odierno a Bruxelles tra i CEO e la Commissione segna l’inizio di una trattativa che definirà chi controllerà i dati e l’intelligenza artificiale dell’Europa nei prossimi decenni.