Due parole sul Digital Service Act

Voglio scrivere due parole sul prossimo Digital Service Act che dovrebbe regolare le piattafome online diventate ormai dei centri di imputazione giuridica ed economica di rilievo mondiale.

Atteso per metà dicembre, il DSA in realtà non avrà risvolti immediati ma aprirà solo un dibattito destinato a durare circa 3 anni. Non è detto che nel frattempo non ci siano “fughe in avanti” della magistratura o dei legislatori nazionali.

La responsabilità del provider negli ultimi 20 anni si è evoluta spostando il focus dall’utente al gestore delle piattaforme (sbagliato ma con qualche distinguo). Ieri ho partecipato ad un webinar molto illuminante sull’argomento introdotto dal Prof. Alberto Gambino che ha postulato l’esigenza di introdurre un nuovo tassello nel “danno aquilano”. Siamo abituati a ricondurre le fattispecie sotto le categorie del dolo, colpa, responsabilità per l’evento dannoso. Viene di fatto interrotta ogni forma di accondiscendenza a tollerare contenuti ai limiti della legalità.

Tra i relatori anche la professoressa Giusella Finocchiaro che ha riaperto la vicenda dell’anonimato su Internet auspicando che torni centrale nel dibattito in corso.

Con grande chiarezza, poi, Oreste Pollicino ha colto il distinguo tra diritti democratici e diritto della concorrenza (il DSA si pone come tradeoff tra Democracy Action Plan e Market Action Plan). Diciamo quindi che la regolazione delle piattaforme interessa un po’ tutti, dal Garante Privacy all’AGCOM, dall’Antitrust fino alla politica. Il tema delle piattaforme pone certamente problemi di concorrenza(es. amazon privilegia i propri prodotti rispetto al marketplace) ma la via antitrust è sembrata finora troppo lunga e tortuosa.

Si è pensato quindi ad una forma di regolazione ex ante come nelle TLC ma se cosi fosse, il percorso che avvierà il DSA non sarà meno lungo (es. istruttoria, analisi di mercato, consultazione, delibera, ricorso, altra istruttoria, sanzione, ricorso). Lato diritti umani queste piattaforme ne toccano diversi specialmente in relazione alla materia di cui si occupano (immaginate il vaccino covid distribuito da amazon – sanità).

A chiudere la giornata, l’intervento del Garante Privacy Pasquale Stanzione che ha tenuto una vera e propria lectio magistralis di immenso valore. Del suo discorso ho annotato le parole-chiave e alcuni hashtag per ripercorrere insieme il crescendo del suo intervento: #biopolitica #biocrazia #panottico #oclocrazia #neurodiritti #microtargeting #hatespeech #aporie #eteroregolazione #parapubblicistico #N&TD #ingiunzionedinamica #dirittiautoriali #libertàVSdignità

Beh, c’è ancora molto da fare quindi, ma se mai si comincia…