E se Telecom Italia scorporasse anche TIM?

Ho difeso le idee di Nicola D’Angelo, ex commissario AGCom, che in un articolo apparso su Il Fatto del 19-giu-2013 ha proposto una stategia molto orginale per risollevare le telecomunicazioni da questa fase di stagnazione, ridando fiato a Telecom Italia, vittima e carnefice al tempo di una serie di operazioni che l’hanno ridotta a dover elemosinare un allentamento della regolamentazione in cambio della cessione della rete in rame in una nuova società partecipata da Cassa Depositi e Prestiti.
Il tema nodale sollevato dal noto Magistrato riguarda non tanto e non solo il perimetro della rete scorporata insieme a modalità, governance e tempistiche.
Questa è solo una parte – seppur grande – del problema. Il vero segreto del successo di questa operazione sarebbe – ed io concordo con lui -includere anche la rete mobile, apparati e frequenze, nell’operazione di scorporo.
Trovo personalmente che questa sia un’idea geniale. Lo dico senza timore di essere smentito, anche perché sono note a tutti le difficoltà che un operatore fisso incontra nel poter replicare un’offerta convergente dell’ex monopolista, unitamente al fatto che in questo momento, le cose non vanno gran che bene anche agli altri operatori mobili virtuali (MVNO, quelli che comprano traffico all’ingrosso dagli operatori mobili infrastrutturati). (…)

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