(RegTech News) – BRUXELLES, 15 APR 2026 – Il Digital Markets Act (DMA) europeo, pur essendo in vigore da due anni, presenta falle strutturali che lo rendono attualmente “non adatto” a regolamentare i mercati del cloud. È quanto emerge da un nuovo studio della Fondazione Konrad Adenauer (KAS), a firma del professor Antonio Manganelli, esperto di diritto della concorrenza.

Secondo l’analisi, l’attuale impianto del DMA è pensato per piattaforme “a due lati” (come motori di ricerca o app store) che fungono da intermediari diretti con i consumatori. I servizi cloud operano invece su una struttura “a piramide” (infrastruttura, piattaforma, software) dove l’utente finale spesso non ha un rapporto diretto con il fornitore della base tecnologica. Questo schema impedisce il raggiungimento delle soglie quantitative previste dalla legge (45 milioni di utenti finali e 10.000 utenti aziendali), nonostante il potere di mercato di giganti come Microsoft Azure e Amazon Web Services (AWS), attualmente sotto indagine da parte della Commissione Europea.

Per superare l’impasse, lo studio di Manganelli suggerisce due strade per classificare gli hyperscaler come “gatekeeper”:

  • Marketplace come piattaforme: riconoscere i marketplace cloud come intermediari classici che connettono fornitori di software e clienti.
  • Utenti finali indiretti: conteggiare chi utilizza software (come Microsoft 365 o Google Workspace) come utente effettivo del cloud sottostante, poiché la dipendenza tecnologica è di fatto totale.

L’Ossigeno dell’Innovazione: Il Cloud come Precondizione dell’IA

Nell’attuale scacchiere geopolitico, il cloud computing non è più un semplice servizio IT da inserire a bilancio; è l’ossigeno che alimenta l’intero ecosistema dei dati e la precondizione essenziale per la leadership europea nell’intelligenza artificiale (IA). Se l’Europa sta cercando di costruire i “polmoni” dell’innovazione attraverso nuovi modelli di IA, deve comprendere che l’aria stessa è oggi fornita e controllata da tre soli attori d’oltreoceano. Senza un’infrastruttura neutrale, la sovranità digitale rimane un’aspirazione teorica, destinata a infrangersi contro una realtà di mercato che sta rapidamente cristallizzando in una forma di “feudalismo digitale” permanente.

I dati raccolti nello studio di Antonio Manganelli delineano un quadro d’urgenza: nonostante il mercato cloud europeo cresca a ritmi del 25-30% annuo e il 52,7% delle imprese UE con oltre 10 dipendenti utilizzi già servizi cloud, la ricchezza prodotta è quasi interamente drenata dai tre grandi “iperscalari” (AWS, Azure, Google), che controllano oltre il 70% dei ricavi a livello IaaS (Infrastructure as a Service). Questa dominanza non è frutto di una transitoria superiorità tecnologica, ma di barriere strutturali insormontabili: costi fissi colossali per i data center e strategie commerciali aggressive come le “tasse d’uscita” (egress fees) imprevedibili e gli sconti vincolanti (committed spend discounts). Il risultato è un mercato blindato dove le PMI europee non possono competere, rendendo il Digital Markets Act (DMA) un’arma spuntata nel settore più strategico di tutti.

Il Paradosso dei Gatekeeper: Perché il DMA non sta fermando bigtech

Il Digital Markets Act (DMA) è nato per essere lo strumento ex-ante capace di prevenire i fallimenti del mercato prima che diventino irreversibili. Eppure, siamo di fronte a un paradosso: il cloud è esplicitamente elencato tra i “servizi di piattaforma di base”, ma nessun iperscalare è stato designato come gatekeeper per questo specifico settore. Siamo intrappolati in un “blind spot” regolatorio che i giganti tecnologici stanno sfruttando per consolidare il proprio potere.

Il problema risiede in quello che Manganelli definisce un “mismatch analitico” strutturale:

  • La Logica del DMA (Piattaforme Two-Sided): Pensata per social network e motori di ricerca, dove la piattaforma mette in contatto due gruppi (es. utenti e inserzionisti).
  • La Struttura del Cloud (Vertical Pipeline): Il cloud opera come una “pipeline” verticale, dove l’infrastruttura è un input a monte per servizi a valle.

I criteri quantitativi del DMA, come la soglia dei 45 milioni di utenti finali, falliscono nel catturare il business B2B, dove i clienti sono organizzazioni complesse e non masse di consumatori singoli. Inoltre, lo strumento classico dell’Antitrust (Articolo 102 TFEU) si rivela “strutturalmente inadeguato” a gestire una configurazione oligopolistica: è quasi impossibile dimostrare una dominanza individuale o collettiva secondo gli standard legali attuali. Per uscire dall’angolo, la Commissione Europea deve sfruttare le indagini qualitative avviate nel novembre 2025, riconoscendo che la dominanza non si misura solo con il numero di contratti, ma con la capacità di condizionare l’intero ecosistema. Per superare l’impasse, è necessario mappare il potere dove esso si esercita realmente: nei marketplace e nell’integrazione tra software e infrastruttura.

Intermediazione Integrata: La Fonderia dell’IA

Oggi il potere si è spostato verso la “Intermediazione Integrata”. Piattaforme come AWS Marketplace, Azure AI Foundry o Amazon Bedrock non sono semplici negozi: sono i luoghi dove gli iperscalari agiscono come gatekeeper su due lati. Da una parte, gli sviluppatori di modelli di IA (business users) dipendono da queste “fonderie” per la distribuzione; dall’altra, le aziende (end users) vi accedono per integrare l’IA nei loro processi. In questo scenario, il gatekeeper controlla l’infrastruttura, il mercato di vendita e, contemporaneamente, compete con i propri modelli, creando un conflitto d’interessi sistemico.

La Cattura Indiretta: Il “Cavallo di Troia” del Software

Ancora più insidiosa è la “Cattura Indiretta dell’Ecosistema”. È una strategia da “Cavallo di Troia”: le imprese non scelgono l’infrastruttura Azure perché è la migliore, ma perché adottano Microsoft 365 (SaaS) per la produttività. Una volta adottato il software a valle, la scelta dell’infrastruttura a monte diventa quasi inevitabile per ragioni di compatibilità. Le aziende credono di acquistare strumenti di lavoro, ma stanno inconsapevolmente cedendo la propria sovranità infrastrutturale. Questo leveraging dal basso verso l’alto permette ai giganti di catturare l’ecosistema senza mai dover passare per una scelta consapevole dell’utente sul layer IaaS.

Verso la “Neutralità del Cloud”: Una Lezione dalla Storia della Rete

La soluzione proposta da Manganelli è tanto radicale quanto necessaria: la “Cloud Neutrality”. Così come la Net Neutrality ha impedito agli operatori di rete di discriminare il traffico dati, dobbiamo imporre che l’infrastruttura cloud rimanga neutrale rispetto alle applicazioni che ospita.

L’applicazione rigorosa dell’Articolo 6(6) del DMA deve tradursi in un regime di “Equivalenza di Accesso”. Ciò significa che un gatekeeper non può degradare le prestazioni di un software concorrente (ISV) o applicare tariffe e condizioni tecniche più vantaggiose ai propri servizi integrati. Se un iperscalare gestisce l’infrastruttura, deve trattare le proprie applicazioni e quelle di terzi con lo stesso identico metro. Solo così le eccellenze del software europeo potranno competere ad armi pari, basandosi sulla qualità del codice e non sulla “gentile concessione” del proprietario dei server.

Oltre il Cloud: L’Identità come “Piano di Controllo” e le Catene dei Dati

Il vero lock-in moderno non risiede solo nella difficoltà di spostare i dati, ma nel controllo del sistema nervoso dell’azienda: l’Identity and Access Management (IAM). Sistemi come Microsoft Entra ID (ex Azure AD) costituiscono il vero “Administrative Control Plane”.

Non basta che il Data Act renda i dati portabili se le “chiavi di casa” ovvero le gerarchie dei ruoli, i permessi e i service principals rimangono ostaggio del sistema proprietario del gatekeeper. Queste sono le vere catene che impediscono a un’azienda di migrare. L’Articolo 5(7) del DMA deve essere usato per spezzare il legame forzato (tying) tra infrastruttura cloud e sistemi di autenticazione. L’identità aziendale deve essere indipendente dal fornitore di server. Solo combinando la portabilità dei dati (Data Act) con l’interoperabilità dei sistemi di identità e la fine delle “tasse d’uscita”, passeremo da una libertà di movimento nominale a una reale.

Una Strada Percorribile per la Sovranità Digitale

La tesi di Antonio Manganelli non è solo un’analisi accademica, è un monito: il Digital Markets Act può e deve disciplinare il cloud, ma richiede un adattamento concettuale immediato. Siamo a un bivio critico. Le indagini della Commissione Europea del novembre 2025 rappresentano l’ultima chiamata per evitare che la dominanza attuale si cristallizzi in un monopolio generazionale.

Senza un settore cloud competitivo e neutrale, l’Europa non potrà mai esercitare una vera indipendenza tecnologica nell’era dell’IA. È una questione di “ora o mai più”. Per approfondire le soluzioni tecniche e il percorso giuridico necessario, è essenziale consultare lo studio integrale: “Gatekeepers in the Cloud – Integrated Intermediation, Indirect Ecosystem Capture, and the Case for Cloud Neutrality”.

La “Neutralità del Cloud” non è un lusso normativo, ma la sine qua non per garantire che il futuro digitale europeo sia scritto a Bruxelles e non solo nei board di Seattle o Mountain View. L’urgenza dell’azione regolatoria è la misura della nostra libertà futura.

SE VUOI APPROFONDIRE QUESTE TEMATICHE LEGGI ANCHE:

La battaglia del DMA per la libertà digitale nell’era dei gatekeeper
https://www.dariodenni.it/la-battaglia-del-dma-per-la-liberta-digitale-nellera-dei-gatekeeper/

Simonetta Vezzoso a Wired: applicare DSA e DMA per minare il modello estrattivo dei social networks
https://www.dariodenni.it/simonetta-vezzoso-a-wired-applicare-dsa-e-dma-per-minare-il-modello-estrattivo-dei-social-networks/

Cosa sono le Progressive Web App e quali vantaggi offrono? Ce lo spiega il podcast DMA Vox Populi
https://www.dariodenni.it/cosa-sono-le-progressive-web-app-e-quali-vantaggi-offrono-ce-lo-spiega-il-podcast-dma-vox-populi/

Il talento di Teresa Ribera
https://www.dariodenni.it/il-talento-di-teresa-ribera/

Il baratto digitale: la sovranità europea diventa negoziabile
https://www.dariodenni.it/il-baratto-digitale-la-sovranita-europea-diventa-negoziabile/

Giovani e impatti sul lavoro dell’intelligenza artificiale
https://www.dariodenni.it/giovani-e-impatti-sul-lavoro-dellintelligenza-artificiale/

Il futuro del diritto della concorrenza: verso un’antitrust equa alla ricerca del bene comune
https://www.dariodenni.it/il-futuro-del-diritto-della-concorrenza-verso-unantitrust-equa-alla-ricerca-del-bene-comune/

Digital Markets Act: l’UE alza il tiro, sanzioni rapide e niente pressioni esterne sui gatekeeper
https://www.dariodenni.it/digital-markets-act-lue-alza-il-tiro-sanzioni-rapide-e-niente-pressioni-esterne-sui-gatekeeper/

UE-Netflix: colloquio Virkkunen, vertici streaming focus su AI e revisione AVMSD
https://www.dariodenni.it/ue-netflix-colloquio-virkkunen-vertici-streaming-focus-su-ai-e-revisione-avmsd/

RegTech News del 16 marzo 2026: Luciano Floridi, Chat Control, Anthropic, LeCun
https://www.dariodenni.it/regtech-news-del-16-marzo-2026-luciano-floridi-chat-control-anthropic-lecun/

RegTech News: indipendenza energetica, Digital Markets Act, Magyar Telekom, BEREC, Digital Omnibus, DigitalBridge
https://www.dariodenni.it/regtech-news-indipendenza-energetica-digital-markets-act-magyar-telekom-berec-digital-omnibus-digitalbridge/

Apple Ads ed Apple Maps esclusi dal Digital Markets Act
https://www.dariodenni.it/apple-ads-ed-apple-maps-esclusi-dal-digital-markets-act/