Il codice del futuro di Viola e De Biase è un libricino elegante e pulito che prova a dipanare la Dichiarazione europea sui diritti e principi digitali in chiave divulgativa. Sprizza ottimismo ad ogni pagina. Non ho gradito il richiamo salvifico a Breton che telefona ad Hastings in lockdown, non fu quello a salvare l’operatività in quel momento di crisi. Per il resto si attribuisce troppa importanza alla Carta, ignorata totalmente come tutti i principi non assistiti da sanzione. Non è precettiva: questo il punto. Infatti i giganti digitali continuano ad imperversare tradendone lo spirito. Fatta l’Europa dobbiamo fare gli europei, ma convinti come De Biase e competenti come Viola ce ne sono pochi. Assente contraddittorio, una dissenting opinion: va davvero tutto bene?

Bertola e Quinterelli “Internet fatta a pezzi”
Passiamo ora a #bertola #quintarelli internet fatta a pezzi. Sembra un lunghissimo articolo di cronaca. Primi 4 capitoli di storia molto noti agli addetti ai lavori. Successivi più interessanti. Si parla di tutto, ma dubito sinceramente che il ddl italiano mai approvato avrebbe ispirato il #DMA. Manca un richiamo al #fairshare chiesto dalle big telco (si poteva mettere dove si parla di retI private OTT e CDN). Per essere tecnico è un libro facile da leggere. Per essere divulgativo è invece troppo complicato, ma lo sforzo di chi legge è ripagato in pieno. Vale la pena dunque leggere il paragrafo che spiega “internet a bolle” ed i balletti su tiktok (una possibile spiegazione). Nelle conclusioni avrei parlato dell’esilio imposto a Jack Ma #alibaba nella parte in cui si spiega il conflitto sovranità Stato vs Platforms, oggi rinfrancato da Xi. Su #Runet si poteva dire qualcosa in più. Su VPN pure (non solo a che servono ma anche i pericoli sottesi da certo utilizzo). Infine si poteva pure parlare agenzie cybersicurezza per bilanciare conclusioni. Comunque un gran bel libro. Da leggere per inquadrare tutte le questioni e rileggere per assimilarlo meglio.


