Il garante della privacy Pizzetti smonta la sentenza di Magi sul caso Google

Oggi sono felice. Ho letto l’intervista al Garante della Privacy Pizzetti (Sole 24 ore – A. Longo) dove praticamente si smonta pezzo a pezzo la sentenza aberrante emessa dal giudice Magi che condannava i dirigenti di Google per non aver sufficientemente informato l’utente (aguzzino di un bambino autistico) sui rischi di lesione della privacy altrui.

Come primo commento, a caldo, dissi e scrissi che non si poteva sanzionare chi affitta le macchine per non aver informato il conducente (autore di una rapina) avvertendolo di dover rispettare il codice e non superare i limiti di velocità (nella fuga col bottino).

Oggi leggo questa intervista:

DOMANDA del giornalista: Secondo il giudice, Google avrebbe dovuto dire ai propri utenti: prima di pubblicare questo video, state attenti a non violare prima la privacy delle persone riprese, chiedete il loro consenso. Ma le norme sulla privacy non obbligano Google a fare così?

RISPOSTA di Pizzetti: NO, quest’obbligo non rientra nell’articolo 13 e non c’e’ nell’attuale diritto. Per questo motivo credo che la sentenza non reggerà all’appello.

Ecco. Sarei contento se chi ha parlato di ‘buffetto dato a Google’ facesse una bella marcia indietro insieme a tutti i colpevolisti che hanno necessario bisogno di rivedere certe visioni creative della Privacy, che in certi casi sembrano esser fatte valere ad hoc per Google.