La distinzione tra interoperabilità orizzontale e verticale si basa sulla posizione che i prodotti o i servizi occupano all’interno della catena del valore digitale:

Interoperabilità Orizzontale

L’interoperabilità orizzontale si riferisce alla capacità di prodotti e servizi che si trovano allo stesso livello della catena del valore di funzionare insieme direttamente e senza costi aggiuntivi.

  • Esempio: Due diversi social network o due sistemi operativi sono orizzontalmente interoperabili se gli utenti di una rete possono interagire con gli utenti o i contenuti dell’altra.
  • Scopo: Permette a prodotti sostituibili di connettersi tra loro, aiutando a condividere gli effetti di rete e a ridurre i costi di passaggio (switching costs) per gli utenti.
  • Caso storico: Il caso U.S. v. Microsoft (1998) è un esempio di mancanza di interoperabilità orizzontale, poiché le applicazioni per Windows non erano compatibili con quelle per Mac, rafforzando il dominio di Microsoft attraverso l’incompatibilità.

Interoperabilità Verticale

L’interoperabilità verticale permette a prodotti o servizi situati a livelli diversi della catena del valore di funzionare insieme senza attriti.

  • Esempio: Il sistema operativo di un dispositivo mobile che interagisce con app di terze parti o periferiche hardware (come uno smartwatch non prodotto dalla stessa azienda del telefono).
  • Scopo: Mira a garantire che una piattaforma (l’organizzatore dell’ecosistema) non limiti ingiustamente l’accesso alle funzioni per i “complementatori” a valle. Si concentra quindi sul principio di non discriminazione, permettendo a soggetti indipendenti di “collegarsi” all’infrastruttura di una piattaforma dominante su base paritaria.
  • Caso attuale: Il caso U.S. v. Apple (2023) solleva questioni di interoperabilità verticale, con accuse secondo cui Apple favorirebbe le proprie app ostacolando la funzionalità di app di terze parti sull’iPhone.

In sintesi, mentre l’interoperabilità orizzontale riguarda la connessione tra rivali o prodotti sostitutivi, quella verticale riguarda la capacità di produttori indipendenti di integrarsi efficacemente nell’infrastruttura di una piattaforma dominante.