A valle del bilaterale Francia Italia, i ministri Urso e Henanff hanno liberato una dichiarazione congiunta dove si evince una critica ragionata al Digital Networks Act europeo per dire no al centralismo di Bruxelles, no ad operatori transfrontalieri, no ad assegnazioni di spettro illimitate e ancora no ad assegnazioni di frequenze fuori dal perimetro nazionale.

Anne le Hénanff è Ministro francese delegato per l’Intelligenza Artificiale e la Tecnologia Digitale, mentre Adolfo Urso è il nostro Ministro delle Imprese e del Made in Italy.

Nella dichiarazione congiunta si citano le PMI ma manca la ricetta giusta per farle scalare, si dimentica il momento degli appalti che non sono ancora a misura di Piccole e Medie Imprese oppure quando sono gravate da obblighi orizzontali e non proporzionali che gravano sulle PMI in misura molto più forte rispetto alle grandi imprese, pari obbligate.

Le affermazioni sul “Buy European” rivelano che serve una forte volontà politica per mettere in protezione le nostre imprese, farle crescere con il public procurement e farle scalare.

La dichiarazione congiunta commentata

  1. Noi, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy e il Ministro delegato presso il Ministro dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità Industriale, Energetica e Digitale, incaricata dell’Intelligenza Artificiale e del Settore Digitale, ci siamo incontrati oggi per rafforzare la nostra cooperazione nel settore digitale. (La prima cosa che si nota è che l’Italia ha un ministero dell’Industria molto ampio, invece la Francia ha scelto di tenere le deleghe Energia e Digitale sotto il ministero dell’Economia).
  2. Riaffermiamo il nostro impegno verso gli obblighi assunti sin dall’entrata in vigore del Trattato del Quirinale firmato nel 2021, in particolare per quanto riguarda la transizione digitale e la sovranità digitale, nonché la nostra comune determinazione a far progredire il progetto europeo in linea con la nostra responsabilità di membri fondatori dell’Unione Europea. (Questo paragrafo serve a ribadire il Trattato del Quirinale del 2021 è una forma di superamento di tensioni accumulate tra i Paesi cugini, dunque questa stretta di mano ha un grande valore simbolico).
  3. In linea con i risultati del Consiglio Europeo informale del 12 febbraio 2026, l’Italia e la Francia guideranno gli sforzi per attuare un’agenda ambiziosa volta a stimolare la competitività, semplificare la regolamentazione, approfondire il mercato unico, favorire gli investimenti e l’innovazione e raggiungere l’autonomia strategica. (Questo paragrafo è di natura formale perché un bilaterale rafforza quanto determinato in Consiglio Europeo).
  4. Sosterremo decisioni tempestive e audaci a livello UE per (i) rispondere all’ambizione del Decennio Digitale e adempiere agli obiettivi stabiliti nelle tabelle di marcia nazionali; (ii) approfondire il mercato unico digitale, migliorare la competitività e favorire l’innovazione, in particolare attraverso un quadro normativo adeguato e una riduzione del carico amministrativo per le imprese; (iii) rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione nel settore digitale e accelerare lo sviluppo di soluzioni digitali europee in settori chiave; (iv) promuovere partnership e cooperazioni bilaterali, essenziali per rafforzare le catene del valore europee. (Anche il paragrafo N.4, come il N.3 è da intendersi premessa generale e astratta, riporta la strategia europea per il Decennio Digitale in pillars).
  5. Riteniamo fondamentale allineare le nostre posizioni per facilitare progressi costruttivi nelle discussioni tra gli Stati membri dell’UE e fornire risposte efficaci alle iniziative digitali della Commissione. (Ancora premessa, generale e astratta).
  6. In questa prospettiva, ci impegniamo ad affrontare congiuntamente le seguenti aree prioritarie.

Su intelligenza artificiale e calcolo ad alte prestazioni: progetti dal 2027

  1. L’industrializzazione delle tecnologie di IA deve essere perseguita a vantaggio dell’economia europea. Francia e Italia si impegnano a fornire effettivi guadagni di produttività e sovranità all’economia europea sostenendo progetti collaborativi faro per industrializzare le tecnologie di IA, in particolare nei settori strategici della sanità, dell’energia e del manifatturiero. Con l’obiettivo di avviare questi progetti all’inizio del 2027, Francia e Italia cercano di rispondere ai rapidi sviluppi dell’IA e all’urgenza dell’autonomia strategica e della sovranità digitale sostenendo iniziative per l’applicazione industriale dell’IA. (Se l’intenzione è quella di rafforzare la collaborazione, la notizia è che progetti saranno avviati nel 2027).

Sulle telecomunicazioni, una critica alla proposta del Digital Networks Act europeo

  1. Francia e Italia prendono atto della recente proposta della Commissione per un Digital Networks Act. Pur condividendo l’obiettivo di guidare il settore delle telecomunicazioni europeo verso maggiori investimenti e innovazione, riteniamo che le specificità dei mercati nazionali delle telecomunicazioni non debbano essere viste come un ostacolo al raggiungimento di tali obiettivi. (Questa è la prima critica al Digital Networks Act che vorrebbe imporre una centralità di Bruxelles rispetto alle autonomie degli Stati Membri e un superamento delle logiche nazionali in ottica di mercato unico. Delicatamente traspare da questa dichiarazione: va bene Bruxelles ma non rinunciamo alle nostre identità industriali. Sono posizioni comprensibili e condivisibili).
  2. In una prospettiva infrastrutturale, il mercato delle telecomunicazioni è intrinsecamente locale, poiché si basa su piani nazionali per la banda larga adattati alle specificità regionali, come la densità di popolazione, la topografia, la propensione dei consumatori o i sussidi governativi. Pertanto, essere un operatore pan-europeo non genera necessariamente sinergie significative, ma offre agli operatori in mercati maturi nuove vie di crescita al di fuori dei propri mercati nazionali. Le iniziative transfrontaliere possono tuttavia essere utili per rafforzare la capacità del settore per investimenti congiunti nella ricerca e nello sviluppo di future soluzioni di connettività. (Questo è il cuore della critica dei Ministri al DNA, non credono che un operatore che operi in più mercati europei possa scalare, ma solo condividere Ricerca e Sviluppo cosa che probabilmente gli operatori telefonici non fanno abbastanza).
  3. A questo proposito, i due Paesi sostengono la cooperazione transfrontaliera e le alleanze strategiche tra operatori europei, anche a livello bilaterale, al fine di facilitare gli investimenti nell’innovazione. (Si sottolinea che i due Paesi possono cooperare per investimenti e innovazione ma senza dire come).
  4. Francia e Italia sottolineano che la proposta della Commissione non affronta gli ostacoli a tali partnership transfrontaliere. Essa si concentra invece sulla modifica dell’attuale quadro normativo per le infrastrutture senza spiegarne i guadagni attesi. (Ulteriore critica al Digital Networks Act che non spiegherebbe le ricadute industriali delle partnership transfrontaliere, stavolta la critica è chiara e molto condivisibile, ma non è chiaro se trattasi di una alleanza per opporsi al DNA o di un suggerimento migliorativo da fare alla Commissione Europea).
  5. Più specificamente, Francia e Italia esprimono forti preoccupazioni circa gli impatti negativi di questa proposta, in particolare per quanto riguarda la gestione dello spettro. L’obbligo predefinito di fornire licenze per lo spettro illimitate potrebbe influenzare significativamente la concorrenza nel settore delle telecomunicazioni. Limitare l’autorità degli Stati membri nel rilascio delle licenze per lo spettro potrebbe ostacolare la loro capacità di adattare le politiche nazionali di pianificazione digitale. (Ulteriore critica al Digital Networks Act che però è condivisibile nella misura in cui assegnazioni di una risorsa scarsa come le Frequenze radio, a tempo illimitato, è un controsenso e quindi il superamento della pianificazione delle frequenze di ciascuno Stato Membro è ormai difficile da superare).
  6. Riguardo alla proposta del Digital Networks Act, Francia e Italia evidenziano inoltre l’importanza di garantire un approccio equilibrato ed efficace alle disposizioni sulle interferenze dannose (Articolo 14), in particolare nel contesto della gestione transfrontaliera dello spettro. Meccanismi di coordinamento chiari e attuabili tra gli Stati membri sono essenziali per garantire la certezza del diritto e la continuità operativa per gli operatori. In questo contesto, potrebbe essere necessaria un’ulteriore riflessione sui tempi di 12 mesi proposti per l’eliminazione delle interferenze dannose, tenendo conto della complessità tecnica delle procedure di coordinamento transfrontaliero. (Qui il tema si fa più tecnico, il tema delle interferenze dannose non è risolvibile a tavolino, servono studi scientifici e progettualità, dunque è chiara la richiesta di proroga: non stanno dicendo però che non si può fare o che non va fatta e questo è importante).
  7. Un’ulteriore armonizzazione dovrebbe essere considerata solo quando economicamente giustificata, come nel caso del settore satellitare, poiché tali mercati sono economicamente sostenibili solo su scale geografiche ampie. Francia e Italia sostengono l’istituzione di un meccanismo comune per applicare requisiti operativi minimi per i servizi satellitari e, in caso di scarsità di spettro, un meccanismo di selezione comune. Tuttavia, il rilascio delle licenze deve rimanere a livello nazionale. (Dunque il problema sono gli operatori satellitari che sono entrati nel mercato (come Starlink) e chiedono spettro di cui sono affamati. L’idea che si possa superare lo schema nazionale non convince Francia e Italia che si coalizzano per migliorare alcune previsioni del DNA).

Sulle tecnologie quantistiche e il Quantum Act

  1. Francia e Italia coopereranno all’attuazione della Strategia Quantistica Europea per posizionare l’Europa come leader globale nel settore e seguiranno da vicino lo sviluppo del futuro Quantum Act. È essenziale che esso stabilisca i quadri normativi necessari e assicuri finanziamenti adeguati per sostenere lo sviluppo, la diffusione e l’adozione industriale delle tecnologie quantistiche in Europa. Il Quantum Act svolgerà inoltre un ruolo cruciale nel valorizzare l’eccellenza della ricerca europea e accelerare il trasferimento tecnologico in Europa, garantendo che le innovazioni passino senza ostacoli dai laboratori all’industria e alle applicazioni reali. (I due Paesi vogliono collaborare sul Quantum, come sopra su Intelligenza Artificiale ma stavolta non dicono quando faranno partire un progetto comune).

Sulle catene del valore nei settori tecnologici chiave e strategici

  1. Francia e Italia sottolineano la necessità di rafforzare le catene del valore tecnologiche europee come leva fondamentale per aiutare le imprese innovative a diventare leader globali. Le tecnologie digitali sono ormai integrate in ogni settore dell’economia, fungendo da spina dorsale operativa dell’attività economica e industriale europea. Qualsiasi vulnerabilità, dipendenza o interruzione impatta direttamente sulla produttività, la resilienza e l’autonomia strategica dell’intero spettro industriale europeo. (Dichiarazione generale su resilienza e autonomia strategica, non si dice chiaramente come perseguirla).
  2. Il rapporto Draghi sottolinea che il principale divario di competitività dell’Europa deriva dal suo ritardo nella trasformazione digitale. Colmare questo divario non riguarda solo la promozione dell’innovazione; è essenziale affinché l’Europa mantenga la sua rilevanza economica in un ambiente globale in cui le prestazioni digitali guidano la leadership industriale. (E’ importante il riferimento condiviso al “rapporto Draghi”).
  3. La struttura dell’ecosistema digitale europeo rappresenta un’ulteriore sfida. La maggior parte delle aziende tecnologiche europee sono PMI con meno di 250 dipendenti. Sebbene innovative, raramente raggiungono la scala necessaria per competere con i giganti tecnologici globali che beneficiano di massicci effetti di rete. Senza un supporto mirato nei settori strategici, l’Europa rischia di continuare a generare innovazione all’avanguardia solo per perderne i benefici strategici ed economici nella fase di crescita dimensionale (scaling stage). (E’ interessante il richiamo alle Piccole e Medie Imprese perché nei bandi pubblici vengono spesso dimenticate nel momento in cui gli appalti sono troppo complessi o di importo non ragionevole per le piccole imprese).
  4. In questo contesto, e in linea con l’approccio presentato nell’Agenda Condivisa Italo-Francese per l’Industria e la Competitività in Europa, la discussione sulla preferenza europea nel settore digitale dovrebbe essere radicata in un approccio di politica strettamente industriale. Dovrebbe essere proporzionata, graduale e basata sull’evidenza, e non dovrebbe essere interpretata come protezionistica. Il suo obiettivo dovrebbe essere quello di rafforzare le catene del valore della tecnologia industriale e favorire lo sviluppo di tecnologie e servizi che producano valore in Europa. (Questa richiesta di una “preferenza europea” di natura non protezionistica rivela che ci sono ancora troppi distinguo sul “buy european” e quindi purtroppo l’obiettivo si allontana).
  5. Sulla base di questo approccio di politica industriale, Francia e Italia sono aperte a definire nelle prossime settimane un quadro per introdurre la preferenza europea in settori strategici chiave, comprese le tecnologie digitali, con l’obiettivo di rafforzare le catene del valore e ridurre le dipendenze.

Sulla protezione dei minori

  1. Riaffermiamo il nostro impegno a garantire un ambiente online più sicuro per bambini e adolescenti. Sono stati compiuti passi normativi significativi all’interno dell’UE per modellare l’ambiente digitale in conformità con i nostri valori e principi e per affrontare il tema della protezione dei minori online. Un’applicazione coerente ed efficace di questa legislazione deve rimanere una priorità.
  2. Questi sforzi devono essere sostenuti e intensificati. Francia e Italia sostengono un approccio ambizioso e armonizzato per la salvaguardia dei minori online come parte della prossima agenda digitale dell’UE. Per raggiungere questo obiettivo, sosteniamo pienamente l’introduzione di una maggiore età digitale UE e l’attuazione di sistemi di verifica dell’età efficaci e affidabili da parte delle piattaforme online, garantendo al contempo il rispetto dei principi di minimizzazione dei dati, limitazione delle finalità e fiducia degli utenti.(Questo è il cuore della proposta: Italia e Francia sono alleate per la verifica dell’età nei servizi online a protezione dei minori)
  3. A tal fine, Francia e Italia si impegnano a rafforzare la loro cooperazione reciproca e con qualsiasi altro Stato membro disponibile, con l’obiettivo di scambiare le migliori pratiche sull’attuazione e la diffusione di queste soluzioni tecniche, e creando un sistema di segnaletica europeo armonizzato progettato per migliorare l’esperienza dell’utente.

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