C’è una nuova società e una nuova APP per TikTok in America ma poco cambia se i dati continuano a fluire, anche indirettamente in Cina. Molti problemi restano irrisolti.
L’accordo sulla joint venture per TikTok negli Stati Uniti segna la tregua ma non la fine di una lunga battaglia politica che rischiava di far sparire l’app dal mercato più importante al mondo. Dopo anni di accuse, leggi approvate dal Congresso e minacce di ban, alcune perpetrate in un clima di sostanziale indeterminatezza, ecco come l’intervento di Trump ha portato a una soluzione che sembra un compromesso: ByteDance tiene una quota minoritaria (circa il 20%), mentre la maggioranza finisce in mani americane, con investitori come Oracle di Larry Ellison e altri gruppi vicini all’amministrazione attuale. Per gli utenti americani, al momento non cambia quasi niente ci dicono, ma non è detto che qualcosa resti invisibile agli occhi. Per ogni tiktoker americano l’esperienza resterà “globale”, con i creator statunitensi visibili ovunque e le aziende che possono ancora fare pubblicità internazionale. Però l’algoritmo verrà “riqualificato” per gli USA, e questo lascia aperti quasi tutti i problemi.
Infatti ByteDance resta dentro con una quota significativa e controlla ancora funzioni chiave come e-commerce e marketing negli USA, dove si raccolgono comunque dati sensibili. Quindi tutti i rischi paventati all’inizio di accesso cinese ai dati o di manipolazione restano. Sembra di essere di fronte ad un’operazione più politica che tecnica, con Ellison e altri investitori vicini a Trump che guadagnano influenza enorme sui media digitali ma chi controlla davvero l’informazione lo vediamo ogni giorno. E questo non dovrebbe sfuggire ai campioni globali del Tech che sono proprio americani. E concorrenti di Tiktok non solo come piattaforma social ma anche per la pubblicità e l’ecommerce.
