Non è più fantascienza, ma una questione di equilibri di mercato globali. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha ufficialmente aperto un’indagine conoscitiva (denominata IC59) sul settore del Quantum Computing. La decisione, presa nell’adunanza del 10 marzo 2026 sotto la presidenza di Roberto Rustichelli e con la relazione della Professoressa Elisabetta Iossa, segna un punto di svolta nel monitoraggio delle tecnologie di frontiera in Italia.
Il Quantum Computing (QC) non è un semplice miglioramento dei computer attuali, ma un cambio di paradigma basato sulle leggi della fisica quantistica. Mentre i computer tradizionali leggono bit (0 o 1), le macchine quantistiche operano con i qubit, capaci di esistere in più stati contemporaneamente grazie a fenomeni come la sovrapposizione e l’entanglement. Questa capacità promette una “supremazia quantistica”: una potenza di calcolo esponenzialmente superiore a quella attuale, in grado di stravolgere settori critici come la Cybersecurity, la farmaceutica, il Fin-Tech e la logistica. Secondo le stime citate dall’Autorità, il valore di questo mercato, oggi di circa un miliardo di dollari, è destinato a superare i 100 miliardi entro il 2040.
Il timore principale dell’Antitrust riguarda la struttura del mercato. La tecnologia quantistica richiede investimenti massicci e infrastrutture fisiche uniche, creando barriere all’ingresso altissime che favoriscono l’emergere di pochi attori dominanti. Al centro dell’analisi ci sono i cosiddetti Hyperscaler, i giganti del tech che già dominano le infrastrutture Cloud. L’Autorità evidenzia una tendenza preoccupante: questi operatori agiscono come intermediari privilegiati, offrendo potenza di calcolo quantistica come servizio attraverso le proprie piattaforme. È il modello del “Quantum-as-a-Service”. Il rischio è che le posizioni di dominio già acquisite nel mercato del Cloud (IaaS) vengano replicate meccanicamente nel settore quantistico, soffocando la concorrenza sul nascere.
Sommario
Le Trappole del “Lock-In” e la Guerra dei Brevetti
L’indagine punta il dito su due pericoli specifici per le imprese italiane ed europee:
- Vendor Lock-In: La mancanza di standardizzazione nei linguaggi di programmazione e nelle interfacce dei qubit potrebbe “ingabbiare” i clienti. Un’azienda che sviluppa software su una piattaforma proprietaria potrebbe trovarsi nell’impossibilità di migrare i propri algoritmi su hardware diversi, restando legata a vita a un unico fornitore.
- Tech Preemption: L’Antitrust rileva una crescita senza precedenti nella registrazione di brevetti legati al QC, superiore alla media di qualsiasi altra tecnologia. Questa “corsa all’accaparramento” intellettuale potrebbe essere utilizzata per bloccare preventivamente l’ingresso di nuovi concorrenti.
Nonostante il potenziale, siamo ancora in una fase definita NISQ (Noisy Intermediate-Scale Quantum). I computer attuali sono “rumorosi”, ovvero soggetti a frequenti errori e perdita di stabilità. La sfida tecnologica è passare a sistemi FTQC (Fault-Tolerant), capaci di gestire i guasti in modo autonomo. In questa fase di transizione, chi detiene l’hardware (basato su superconduttori, ioni intrappolati o fotoni) spesso controlla anche il software, rendendo i confini tra i due mercati molto sfumati. L’iniziativa dell’AGCM non è isolata. Si inserisce in un contesto di investimenti strategici nazionali ed europei, come la Quantum Europe Strategy. L’Italia ha recentemente adottato una strategia nazionale per le tecnologie quantistiche per garantire che il Paese non resti spettatore passivo di questa rivoluzione. L’obiettivo è proteggere la “sovranità tecnologica” e la resilienza dei sistemi nazionali.
Obiettivi dell’Indagine e Consultazione
- (i) Strutture dei mercati esistenti e attesi: L’Autorità mira a comprendere la distinzione o l’interrelazione tra hardware e software quantistici, il ruolo dei servizi cloud, il modello “Quantum-as-a-Service” e le applicazioni verticali.
- (ii) Dinamiche concorrenziali: Si analizzano la leadership tecnologica e il cosiddetto “First-Mover Advantage”. Un punto critico riguarda il rischio che il Quantum Computing venga assorbito come semplice modulo complementare all’interno di ecosistemi Cloud già dominanti.
- (iii) Diritti di proprietà intellettuale: Viene richiesto un parere sul rilievo attuale e futuro dei brevetti e degli altri diritti di proprietà intellettuale nel settore.
- (iv) Acquisizioni e Venture Capital: L’indagine si concentra sulle strategie di consolidamento già osservabili, con particolare attenzione all’assorbimento di Start-Up da parte di grandi player e al ruolo dei capitali di ventura nello sviluppo del settore.
- (v) Dipendenza strategica e sovranità: Questo punto riguarda l’accesso all’hardware e ai servizi critici, i rischi di Lock-In tecnologico-commerciale dovuti a standard proprietari e gli effetti sulla sicurezza, resilienza e “sovranità tecnologica”.
Come Partecipare alla Consultazione
Il Quantum Computing (QC) è un sistema di calcolo basato sulla fisica quantistica che utilizza i qubit anziché i bit tradizionali.
- Capacità: Offre una potenza di calcolo superiore in modo esponenziale rispetto ai computer classici (supremazia quantistica).
- Stato attuale: La tecnologia è in fase NISQ (Noisy Intermediate-Scale Quantum), ovvero ancora soggetta a frequenti errori e perdita di coerenza.
- Evoluzione: Si punta al modello FTQC (Fault-Tolerant Quantum Computing), più stabile e tollerante ai guasti.
L’Autorità osserva che il settore è in forte espansione, con un valore stimato oltre i 100 miliardi di dollari entro il 2040. Tuttavia, emergono diverse preoccupazioni:
- Gatekeeping degli Hyperscaler: I grandi fornitori di servizi Cloud potrebbero agire come intermediari obbligati per l’accesso alla potenza quantistica (Quantum-as-a-Service).
- Lock-In: Esiste il rischio che utenti e imprese rimangano vincolati a un unico fornitore a causa della mancanza di standardizzazione nei linguaggi e nelle interfacce.
- Tech Preemption: Si registra un’impennata di brevetti che potrebbe limitare la possibilità per nuovi attori di entrare nel mercato.
- Acquisizioni strategiche: Il Garante monitora il rischio di acquisizioni “precoci” di start-up innovative da parte di operatori già dominanti.



