Paolo Gentiloni, con il suo editoriale su la Repubblica di oggi 4 maggio 2026 intitolato “L’Europa si prenda la Nato”, ha scritto uno dei testi più lucidi e inquietanti degli ultimi mesi sul futuro del continente. Non si tratta di retorica europeista di routine: è un allarme strategico. Mentre gli Stati Uniti di Donald Trump riducono l’impegno atlantico – definendo la Nato una “tigre di carta” e annunciando ritiri di truppe dalla Germania – l’Europa rischia di restare paralizzata dalla nostalgia per l’ombrello americano. Invece di reagire con unità, gli europei stanno procedendo “in ordine sparso”. Il risultato? Una frammentazione della difesa che potrebbe rivelarsi letale in un mondo multipolare sempre più aggressivo.
Dario Denni: “Oggi Gentiloni ha scritto un fondo meraviglioso. Prendiamoci la NATO o rischiamo che la Germania si armi da sola (180miiardi in difesa). A chi parla? Chi l’ha letto? Quando bastonava su allentamento aiuti di Stato e sussidi esteri chi l’ha ascoltato? Principalmente servono due riforme 1) Stati Uniti d’Europa 2) esercito comune comando unico. Se vogliamo rimanere democratici e imitare quello che fanno gli altri Paesi, inizierei da qui. Di Artico non si parla più da un mese. Abbiamo tutti i leader europei usurati, Macron in uscita, Merz debole dentro casa, Meloni a fine legislatura, Sanchez che sta affamando gli spagnoli con un PIL in crescita e loro poveri. Su Economist si dice che ora che c’è il nuovo ungherese come faranno i Leader UE a dire che è colpa di Orban se non vogliono piu’ aiutare l’Ucraina? Gentiloni ha ragione ma questo scenario di debolezza è pericolosissimo e sta proprio al vertice decisionale”.
Gentiloni centra il paradosso: l’incremento della spesa militare europea è necessario e sacrosanto, ma se avviene senza coordinamento produce squilibri strutturali mai visti dal dopoguerra. E qui entra in gioco il nodo tedesco. La Germania di Friedrich Merz sta accelerando il riarmo come non accadeva dagli anni Cinquanta. Il bilancio ordinario per la difesa 2026 prevede circa 108 miliardi di euro (con proiezioni pluriennali che, includendo fondi speciali, possono spingersi verso i 140-180 miliardi di euro tra il 2026 e il 2029), con l’obiettivo dichiarato del 3,5% del Pil entro il 2029. La “Zeitenwende” lanciata da Scholz è diventata, sotto Merz, una vera e propria politica industriale della sicurezza: la Bundeswehr punta a diventare il più forte esercito convenzionale d’Europa entro il 2035.
Se questo processo resta nazionale, come avverte Gentiloni, rischiamo esattamente ciò che temeva il fondatore della Repubblica Federale: una Germania armata da sola, economicamente dominante e politicamente ingombrante. I 180 miliardi rappresentano proiezioni medie-alte di un Paese che ha sospeso il freno costituzionale al debito proprio per finanziare difesa e infrastrutture. Senza un quadro europeo comune, si creano duplicazioni, sprechi e gerarchie di fatto. La Francia, con il suo arsenale nucleare, guarderà con sospetto; l’Italia e gli altri medi Paesi rischiano di restare a rimorchio.
E qui che emergono le due riforme indispensabili:
- La costruzione degli Stati Uniti d’Europa, intesa come unione politica vera con sovranità condivisa su esteri e difesa;
- Un esercito comune europeo con comando unico integrato.
Non sono utopie: sono l’unica risposta realistica alla “rinazionalizzazione” delle difese. L’articolo 42.7 del Trattato UE e il fondo Safe da 150 miliardi sono passi timidi. Un comando unico richiederebbe un trattato nuovo, cessione di sovranità e referendum. Difficile? Certamente. Ma il vuoto attuale rende l’alternativa peggiore.
Il contesto geopolitico rende l’urgenza drammatica. L’Artico, per esempio, è sparito dai radar mediatici da circa un mese. Tra gennaio e febbraio 2026 era ovunque: esercitazioni NATO, preoccupazioni per l’asse Russia-Cina. Oggi, a maggio, il tema è evaporato. Ma la realtà strategica non si ferma: la Russia ha rafforzato le basi artiche e Pechino investe in infrastrutture dual-use.
A complicare tutto c’è il vuoto di leadership. The Economist lo ha fotografato con crudezza: “Europe’s unpopular leaders are paralysing the EU”. Emmanuel Macron è in uscita, con un gradimento intorno al 16-19%; Friedrich Merz è debole in casa a causa di un calo rapido di consensi. Giorgia Meloni è a fine legislatura (elezioni entro dicembre 2027), con un gradimento intorno al 34%. Pedro Sánchez guida una Spagna con il PIL in crescita, ma percepito negativamente sulle disuguaglianze.
In questo quadro è esploso il caso ungherese. Ad aprile 2026 Péter Magyar, con il partito Tisza, ha vinto con il 53% e una maggioranza dei due terzi, spodestando Orbán dopo 16 anni. Magyar è pro-UE e ha promesso il rispetto degli accordi su Kiev. Fine della scusa “è colpa di Orbán”.
Questo scenario di debolezza al vertice è pericolosissimo. La guerra in Ucraina è al quarto anno, la Cina accelera, Trump tratta la Nato come un costo. L’Europa ha risorse (Pil secondo al mondo), ma senza volontà unitaria resta un “supermercato ricco in un quartiere pericoloso”. Gentiloni chiude con una frase secca: “La nostalgia non è una strategia”. Ha ragione. O l’Europa cresce come soggetto geopolitico – con gli Stati Uniti d’Europa e un esercito comune – o rischia l’irrilevanza. Il riarmo tedesco solitario è solo il sintomo più visibile. Il tempo stringe.
Se vuoi approfondire altri temi geopolitici leggi:
- L’Europa si prenda la Nato
https://www.repubblica.it/commenti/2026/05/04/news/l_europa_si_prenda_la_nato-425321426/ - Europe’s unpopular leaders are paralysing the EU
https://www.economist.com/europe/2026/04/29/europes-unpopular-leaders-are-paralysing-the-eu - Peter Magyar wins Hungary election, unseating Viktor Orban after 16 years
https://www.aljazeera.com/news/2026/4/12/hungary-election-early-results-show-magyars-tisza-ahead-of-orbans-fidesz - Orbán era swept away by Péter Magyar’s Hungary election landslide
https://www.bbc.com/news/articles/cd9vg782kx7o - Hungary election 2026 results: Péter Magyar wins, Trump ally Viktor Orbán concedes landmark defeat
https://edition.cnn.com/2026/04/12/world/live-news/hungary-election-orban-magyar - €180 billion: Germany’s defense budget growing far more rapidly than planned
https://table.media/en/security/feature/eur180-billion-germanys-defense-budget-growing-far-more-rapidly-than-planned - German parliament passes debt-heavy 2026 budget
https://www.reuters.com/business/german-parliament-passes-debt-heavy-2026-budget-2025-11-28/ - Germany news: Lawmakers pass 2026 budget
https://www.dw.com/en/germany-news-lawmakers-pass-2026-budget/live-74936743 - Russia-China cooperation in Arctic is a concern for NATO, top general says
https://www.reuters.com/world/china/russia-china-cooperation-arctic-is-concern-nato-top-general-says-2026-01-22/ - Where is the threat from Russia and China in the Arctic?
https://www.npr.org/2026/01/25/nx-s1-5682932/where-is-the-threat-from-russia-and-china-in-the-arctic - How popular are national leaders in Europe? March 2026
https://yougov.com/en-gb/articles/54488-how-popular-are-national-leaders-in-europe-march-2026









