Malinconico FIEG propone una tassa su Internet per finanziare i ricavi dei giornali in calo

I giornali sono in crisi. Da sempre. Hanno fruito di finanziamenti di ogni tipo, ma sempre in crisi sono.

Internet pure – se vogliamo – è in crisi nel senso che dietro al web c’è una infrastruttura in rame vetusta, da sostituire con una moderna fibra ottica che richiede investimenti forti che nessuno fa.

Con cadenza ciclica i settori in crisi (ma anche quelli meno in crisi come l’audiovisivo), chiedono che dal costo dell’abbonamento ad Internet sia stornato un finanziamento per altri settori, cinema, editoria, audiovisivo ecc.

Dicesi TASSA DI SCOPO. La forma di tassazione piu’ odiosa che ci sia. Ad esempio c’è una tassa di scopo sulle memorie digitali, hard disk, CD e DVD vergini per l’errato assunto che si utilizzino per violare il diritto d’autore.

Ovviamente MALINCONICO di Fieg vuole chiamarla mini-tassa come se usare un vezzeggiativo rendesse meno sporca la proposta da lui avanzata.

Un settore in crisi come quello dell’editoria merita ben altre considerazioni. Forse è ora di finirla di assicurarsi prebende di Stato per vendere un prodotto che nessuno piu’ vuole, quantomeno in quel formato. E’ come se Termini Imerese continuasse a produrre la DUNA e lo Stato pagasse per tenere in piedi un’azienda fallimentare. Ma mi rendo conto che il paragone non coglie in pieno nel segno visto che Internet pure ha ben altri problemi da affrontare. Almeno in Italia.

Siamo il Paese che usa meno Internet in Europa. Lasciamo indietro la Spagna e la Grecia. Gli operatori dovranno affrontare alti investimenti. Una tassa di scopo, anche se mini, anche se micro (che poi micro non è visto che 1 caffe’ al mese sono un euro su 15 euro al mese) è il disincentivo piu’ grande all’uso di Internet – perchè alzerebbe inevitabilmente il prezzo dell’abbonamento aprendo la via anche ad altri sciacalli che avanzerebbero le stesse ingiustificate pretese.

Riferimento: MALINCONICO VUOLE TASSARE INTERNET