(regtechnews) ROMA, 26 MAR – “La misura di oscuramento di due siti per adulti che non hanno rispettato una norma voluta dal Parlamento dimostra che le regole vanno rispettate e che il web deve tornare a essere un ambiente protetto”. Lo dichiara in una nota Massimiliano Capitanio, Commissario di Agcom, commentando i primi provvedimenti di blocco adottati dall’Autorità nei confronti di portali pornografici inadempienti sugli obblighi di verifica dell’età.
“Episodi come quello di Trescore confermano che soprattutto i minori non possono essere esposti senza filtri a contenuti illegali, violenti, pericolosi o inappropriati che possono condizionare il loro sviluppo psicofisico”.
Secondo il Commissario, tuttavia, la sola azione repressiva non è esaustiva: “I divieti non sono sufficienti: serve maggior consapevolezza e uno strumento come l’educazione civica obbligatoria e curricolare andrebbe valorizzata maggiormente nelle scuole italiane”, conclude la nota.
Sommario
Agcom: primi blocchi per mancata verifica dell’età
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha ordinato il blocco dell’accesso ai siti giochipremium.com e hentai-ita.net, entrambi gestiti dalla società italiana Onlab S.R.L.S., a causa del mancato rispetto delle norme sulla tutela dei minori.
L’intervento si basa sull’art. 13-bis del Decreto Caivano, che impone ai siti pornografici l’obbligo di verificare la maggiore età degli utenti. I dettagli tecnici per tale accertamento sono stati definiti dall’Autorità con la delibera n. 96/25/CONS, che prevede:
- Standard di sicurezza adeguati al rischio.
- Rispetto della privacy tramite la minimizzazione dei dati personali.
- Decorrenza degli obblighi dal 12 novembre 2025 (per soggetti stabiliti in Italia o fuori dall’UE).
Le violazioni e il provvedimento
Nonostante i siti in questione fossero già stati inseriti in una “black list” pubblicata il 31 ottobre 2025, l’attività di vigilanza ha accertato la permanente assenza di sistemi di verifica dell’età.
A seguito dell’inottemperanza a una precedente diffida (che concedeva 20 giorni per adeguarsi), l’Agcom ha disposto:
- L’ordine ai fornitori di connettività di inibire l’accesso ai siti tramite blocco del DNS.
- La validità del blocco fino a quando la società non ripristinerà condizioni di fornitura conformi alla legge.
Interviene anche la Commissione Europea
La Commissione europea ha individuato in via preliminare quattro grandi siti porno, Pornhub, Stripchat, Xnxx e XVideos come potenziali violatori della Legge sui Servizi Digitali (DSA) per non aver tutelato adeguatamente i minori dall’esposizione a contenuti pornografici. Secondo Bruxelles, queste piattaforme non hanno analizzato con la dovuta diligenza i rischi che i loro servizi rappresentano per i ragazzi. Anche quando hanno riconosciuto l’esistenza di tali rischi, non li hanno valutati in modo serio e completo, usando metodi oggettivi. Al contrario, avrebbero dato troppa importanza a problemi di immagine e commerciali (come il danno reputazionale), trascurando invece gli effettivi rischi sociali per i minori, come richiesto dal DSA.Se queste accuse verranno confermate, la Commissione potrà emettere una decisione di non conformità, che potrebbe portare a multe fino al 6% del fatturato annuo globale di ciascuna azienda. Inoltre, potrà imporre sanzioni periodiche finché le piattaforme non si adegueranno alle regole.

