NESSUNO L’HA LETTO – A chi mi ha detto “E’ un libro osceno” ho risposto “Ma l’hai letto?”.
Lilli Gruber “Non farti fottere” è una lunga inchiesta sul rapporto giovani e pornografia, impatti sociali ed economici. Per farvi capire, il livello è molto alto, cita il #digitalserviceact e il #parentalcontrol introdotto come obbligo per gli operatori di accesso ad Internet dal Decreto Caivano. Problematizza i video fake prodotti da #intelligenzaartificiale e si chiede il parere di Rocco, di Dago, di Braidotti e di qualche creator di #onlyfans.
Sarebbe un libro di interesse scientifico se non fosse intriso di animosità malcelata verso la nostra Premier, chiamata spesso in causa, con personalismi che talvolta mi appaiono fuori luogo. Un’occasione mancata per uscire dal personaggio televisivo e tentare una narrazione analitica e imparziale come farebbe Milena Gabanelli.
Tuttavia Lilli Gruber ha il suo stile unico, inconfondibile, da grande giornalista, taglia, cuce, sposta con una grande velocità: salta sopra i temi con una forza di pensiero che le va riconosciuta. La sua voce si sente chiarissima in ogni pagina, non si può non riconoscere la sua penna. Nel merito, sembra che abbia dimenticato le #paytv satellitari nella ricostruzione storica dell’industria hard e la recente proposta tedesca di video a luci rosse pedagogici, ma finanziati dallo Stato con attori veri.
In conclusione è un ottimo libro, ricco di diversi punti di vista molto interessanti, merita la lettura.


