Non voltate le spalle alla povertà

Non voltate le spalle alla povertà: lo disse Papa Francesco nel suo discorso di insediamento e l’ha ripetuto l’imprenditore Brunello Cucinelli in uno dei suoi formidabili interventi pubblici.

Recentemente un signore si è abbassato la mascherina per farmi vedere che non aveva più i denti, neanche uno. Da 22 anni vedovo, vive in strada sotto il palazzo del tribunale di Roma, con tre coperte ed un giubbotto della misura sbagliata. Ovviamente come lui ce ne sono migliaia in fila alla Caritas, qualcuno si domanda se il cibo è buono, ma molti altri (come un mio amico ex-bancario e volontario) si domandano invece se il cibo che hanno da offrire è abbastanza.

Qualche volontario infatti si porta da casa dei pacchi di pasta in più, da cucinare la sera, proprio perché sa che chi soffre davvero la fame, fa un solo pasto al giorno e quindi pochi grammi di pasta in più possono fare la differenza.

La mia esperienza con la carità diciamo, è stata sempre molto negativa in passato: ho donato a diverse associazioni (di recupero tossicodipendenti e di terremotati). Associazioni piuttosto incerte, balzate alle cronache poi per essere… diciamo… “poco trasparenti”. Ed uso un eufemismo.

Ho anche donato, in passato, a un finto cardiopatico al semaforo e ad un cosiddetto “cappottaro” ossia un attore che si fingeva povero, travestendosi in piena estate nudo e scalzo, coperto solo da un cappotto di lana logoro e tremendamente sporco di grasso nero.

Mi piace ancora l’idea che ci sia qualcuno di “vero”, autentico, che abbia una storia e che possa aiutare in qualche modo.

Quindi ho molto riguardo per “Richard”, un venditore di calzini africano che ha tre figli e canta il gospel. Mi ha regalato a Natale una maglietta. Ho a cuore anche Giuseppe, il vedovo senza denti del tribunale. E adesso ho pure una new entry, un muratore stagionale che vive tra le panchine di un quartiere borghese, molto dimenticato, in attesa di un caporale che lo assuma a giornata.

C’è stato in passato un politico che si è occupato della povertà in modo significativo: è Giorgio La Pira (nessuno ormai lo ricorda ma meriterebbe di essere rivisto).

Mi è stato molto di ispirazione Brunello Cucinelli come dicevo, anche se l’imprimatur non è suo. Per quanto questo post possa essere letto da pochi, mi raccomando a tutti, cari lettori!

NON VOLTATE LE SPALLE ALLA POVERTA’.