Sanità italiana: arriva “Mia”, l’IA per i medici di famiglia
In Italia parte un progetto importante per la sanità digitale, finanziato con i fondi del PNRR. Si chiama “Mia” (Medicina e Intelligenza Artificiale) ed è la prima piattaforma nazionale di intelligenza artificiale pensata per supportare i medici di base. Non sostituisce il dottore, ma lo aiuta analizzando dati sanitari certificati per suggerire diagnosi, percorsi di cura, prescrizioni di farmaci e attività di prevenzione. L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), che funge da Agenzia per la Sanità digitale, ha gestito la gara da circa 8,3 milioni di euro per la messa in esercizio e la gestione della piattaforma. La gara è stata vinta dall’azienda italiana BV Tech, guidata dal CEO Raffaele Boccardo. Agenas, insieme alle Regioni, ha già selezionato i primi 1.500 medici di famiglia che parteciperanno alla fase di test durante il 2026, dopo un corso di formazione. L’obiettivo è estendere “Mia” a molti più medici nei prossimi anni, integrandola con il Fascicolo Sanitario Elettronico e la telemedicina. Un passo avanti per una sanità più moderna e vicina ai cittadini.
Agcom e la sanzione a Cloudflare: dubbi interni
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha sanzionato Cloudflare, la società americana di servizi internet, con oltre 14 milioni di euro per non aver bloccato contenuti pirata segnalati tramite Piracy Shield, il sistema antipirateria italiano. La multa, notificata l’8 gennaio, è pari all’1% del fatturato globale di Cloudflare ed è arrivata dopo un ordine non rispettato. Ma non tutti in Agcom sono d’accordo. La commissaria Elisa Giomi ha votato contro e ha definito la sanzione “tecnicamente e giuridicamente fragile”. Giomi condivide la lotta alla pirateria, ma critica Piracy Shield per rischi di overblocking (blocchi eccessivi), interruzioni di servizi legittimi, standard probatori poco trasparenti, blocchi rapidi ma correzioni lente, mancanza di audit indipendenti e scarsa responsabilità per segnalazioni sbagliate. Il dibattito resta aperto sul bilanciamento tra tutela del copyright e stabilità di internet.
Iran: proteste e jamming su Starlink
In Iran continua il blackout internet quasi totale per fermare le proteste. Donald Trump ha parlato di inviare terminali Starlink per aggirare la censura, ma i dispositivi sono già usati illegalmente nel Paese dal 2022. Ora però funzionano male: esperti segnalano perdite di dati dal 30% fino all’80% in alcune zone. Il regime non blocca i satelliti Starlink direttamente (difficile per la tecnologia a fasci stretti), ma usa lo “spoofing” GPS: falsi segnali per confondere le antenne, che non riescono più a localizzarsi e puntare i satelliti. È una tecnica militare simile a quella russa in Ucraina. Non è totale, alcuni terminali funzionano ancora, ma è efficace nelle città. In Ucraina gli utenti hanno aggirato problemi simili attivando il posizionamento solo via Starlink o modificando le antenne. La Cina ha simulato che servono migliaia di droni jammer per bloccare Starlink su aree vaste.
Spazio: Eutelsat ordina 340 satelliti OneWeb ad Airbus
Eutelsat ha affidato ad Airbus Defence and Space la costruzione di altri 340 satelliti per la costellazione OneWeb in orbita bassa. Si aggiungono ai 100 ordinati nel 2024, per un totale di 440. I nuovi satelliti, prodotti a Tolosa su una linea dedicata, arriveranno dalla fine del 2026 e garantiranno continuità al servizio, con upgrade per carichi utili extra (osservazione Terra, usi militari o scientifici). OneWeb ha oltre 600 satelliti attivi, genera ricavi in forte crescita (+80% nel 2025) e si posiziona come opzione europea sovrana contro Starlink e futuri rivali, focalizzata sul mercato B2B e governativo.
Baviera: lite tra ministri su Microsoft
In Baviera è scoppiato un duro scontro tra il ministro delle Finanze Albert Füracker (CSU) e il ministro del Digitale Fabian Mehring (Freie Wähler) sui contratti con Microsoft per la pubblica amministrazione. Füracker vuole consolidare licenze per risparmiare e dice che la sovranità dati è garantita dai data center statali. Mehring chiede una revisione per evitare dipendenze strategiche dagli USA, specie dopo cambiamenti geopolitici, e cita leggi che privilegiano open source quando possibile. Il premier Markus Söder ha criticato la lite pubblica e si è schierato con Füracker, definendo esagerata la discussione su sovranità digitale. Il caso divide la coalizione e tocca un tema nazionale: l’indipendenza tecnologica.

