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Nuovo accordo 2026-2032 tra Open AI e Microsoft, ma vince sempre Nadella

Ecco cosa ha comunicato OpenAI:

Il rapido ritmo dell’innovazione ci impone di continuare a far evolvere la nostra partnership a vantaggio dei nostri clienti e di entrambe le aziende.

Già in premessa si percepisce il tono grave di quanto stanno per annunciare. Lo fanno per i clienti non per loro. Questa è una strategia di marketing usurata, a dire poco.

Oggi annunciamo un accordo modificato per semplificare la nostra partnership e il modo in cui collaboriamo, basato su flessibilità, certezza e un’attenzione particolare alla diffusione dei vantaggi dell’IA su vasta scala. Ancora una volta si parla di vantaggi su larga scala.

Da un lato quindi si ammette che l’accordo ha portato forme di restrizione alla scala. Ma sostanzialmente, nei fatti, qualcosa era già avvenuto. Vediamo cosa cambia davvero.

La maggiore prevedibilità offerta dall’accordo modificato rafforza la nostra capacità congiunta di costruire e gestire piattaforme di IA su larga scala, fornendo al contempo a entrambe le aziende la flessibilità necessaria per perseguire nuove opportunità.

Microsoft non aveva alcun pregiudizio dall’accordo, sostanzialmente era ed è sempre stata libera di perseguire nuove opportunità. Forse OpenAI, no.

L’accordo specifica quanto segue:  

  • Microsoft rimane il principale partner cloud di OpenAI e i prodotti OpenAI saranno inizialmente distribuiti su Azure, a meno che Microsoft non sia in grado e scelga di non supportare le funzionalità necessarie. OpenAI può ora offrire tutti i suoi prodotti ai clienti su qualsiasi provider cloud.

Microsoft, non serviva nemmeno ribadirlo, vanta una primazia assoluta su OpenAI. Ribadirlo significa rafforzare l’idea del legame forte tra le due aziende. E’ evidente però che il cloud di Microsoft rappresentava un limite qualitativo per l’azienda di Altman, quasi un limite tecnologico, un lock-in contrattuale da superare. L’accordo si centralizza sul fatto che i servizi OpenAI possono essere ora offerti su qualsiasi provider cloud. E’ un’apertura necessaria alla scala. Ma Microsoft resta il principale partner. Nadella ha la primazia assoluta.

Microsoft incassa di più e spende di meno: vince Nadella

Adesso passiamo al lato economico. Microsoft sta traendo grande giovamento dalla sua posizione di azionista di maggioranza di OpenAI e la crescita è chiara.

  • Microsoft manterrà la licenza per la proprietà intellettuale di OpenAI per modelli e prodotti fino al 2032. La licenza di Microsoft non sarà più esclusiva. 
  • Microsoft non verserà più una quota dei ricavi a OpenAI.
  • I pagamenti di compartecipazione ai ricavi da parte di OpenAI a Microsoft continueranno fino al 2030, indipendentemente dai progressi tecnologici di OpenAI, nella stessa percentuale ma soggetti a un tetto massimo complessivo. 
  • Microsoft continua a partecipare direttamente alla crescita di OpenAI in qualità di azionista di maggioranza. 

Dunque perchè Nadella vince sempre:

  • Ricavi ricorrenti prevedibili: +5 miliardi+ annui da revenue share (crescente con OpenAI). Questo è “pure profit” marginale, dato che i costi di Azure sono già coperti.
  • Azure Cloud: Rimane partner primario. Anche con multi-cloud, la maggior parte del traffico OpenAI resterà su Azure per ragioni tecniche e di integrazione. Microsoft ha già dichiarato impegni OpenAI per centinaia di miliardi di dollari di spesa Azure nei prossimi anni.
  • Equity upside: 27% di OpenAI vale già decine di miliardi di unrealized gain. Se OpenAI raggiunge proiezioni da 100+ miliardi di ricavi, la partecipazione azionaria potrebbe valere centinaia di miliardi aggiuntivi.
  • EPS e margini: Il CFO Microsoft ha già evidenziato contributi da OpenAI (es. +7,6 miliardi di dollari di net income da investimento nel Q2 FY2026). Questo accordo rafforza ulteriormente la guidance.

Rischio limitato: Perdita di esclusiva cloud, ma compensata dalla certezza del 20% fino al 2032.

Sam Altman è stato costretto? Ora OpenAI è davvero investment-friendly

Sebbene questo emendamento semplifichi la partnership, il lavoro che stiamo svolgendo insieme rimane ambizioso. Dall’ampliamento della capacità dei data center a gigawatt, alla collaborazione sui semiconduttori di nuova generazione, all’applicazione dell’intelligenza artificiale per migliorare la sicurezza informatica e altro ancora, siamo entusiasti di continuare a collaborare per promuovere e diffondere l’intelligenza artificiale a beneficio di persone e organizzazioni in tutto il mondo.

Costo: Pagamento 20% (con cap) riduce i ricavi netti trattenuti. Su 25 miliardi ARR ? ~5 miliardi vanno a Microsoft. Questo pesa sul cash burn (già alto: perdite previste 14-17 miliardi nel 2026 per capex e training).Vantaggi:

  • Flessibilità multi-cloud ? possibilità di negoziare prezzi inferiori e scalare più velocemente (cruciale per modelli di prossima generazione).
  • Fine del pagamento inverso da Microsoft ? semplificazione contabile.
  • Maggiori opportunità di distribuzione diretta (non più vincolata ad Azure) ? accelerazione ricavi enterprise e consumer.

Valutazione e IPO: L’accordo rimuove incertezze, rendendo OpenAI più attraente per investitori/IPO (valutazione stimata 500-850+ miliardi). Il cap sui pagamenti rende la struttura più “investor-friendly”.

Dunque l’accordo è fortemente favorevole a Microsoft sul piano finanziario (flussi certi + equity + Azure), mentre per Sam Altman è un trade-off accettabile tra costo fisso e libertà operativa. Riduce la complessità della vecchia struttura “reciproca” e allinea gli incentivi verso la scalabilità dell’IA. I numeri reali (20% su 25+ miliardi ARR) rendono questo uno dei flussi di cassa più importanti nel tech attuale.