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Orizzonte Tech 2026: Tra l’espansione del calcolo AI, la crisi dei chip e le nuove frontiere del controllo normativo e sociale

Il settore dell’intelligenza artificiale continua a muovere capitali immensi. Genki Robotics, la startup di robotica umanoide co-fondata da Andy Rubin, ha raggiunto una valutazione di 1 miliardo di dollari dopo un round Series A. Nel frattempo, Google consolida la sua posizione dominante: secondo Epoch AI, l’azienda controlla il 25% della potenza di calcolo globale con circa 3,8 milioni di TPU e 1,3 milioni di GPU. Questo è un dato che non sorprende. Tutte le bigtech del cloud sono intenzionate ad operare un controllo dell’intero stack tecnologico. La mossa di Google con le TPU è di verticalizzare un sistema proprietario e distintivo per superare la dipendenza dei fornitori. Quando si ha disponibilità di cassa potenzialmente infinita, si possono fare miracoli, anche per questo ci sta riuscendo.

Hardware e Semiconduttori: La Corsa ai Chip

La domanda di chip per l’AI sta spingendo i colossi dell’hardware a ritmi record:

  • ASML prevede di produrre 60 macchine EUV standard quest’anno (+36% rispetto al 2025).
  • Intel mostra segnali di ripresa sotto la guida di Lip-Bu Tan; il valore della quota detenuta dal governo USA è quadruplicato, raggiungendo i 36 miliardi di dollari.
  • Mercati: La borsa di Taiwan ha superato quella del Regno Unito per capitalizzazione (4,3 trilioni di dollari), trainata dai giganti dei semiconduttori.
  • Samsung: Nota di cautela per la divisione mobile, che potrebbe registrare la sua prima perdita annuale a causa della carenza di componenti RAM e storage.

E’ questa la corsa all’oro dell’intelligenza artificiale: i chip hanno una domanda invincibile in questo momento storico. I prezzi sono saliti in modo esponenziale. Questo non sta fermando i compratori e gli azionisti. Nonostante dal momento dell’ordine alla messa in operazione possano passare mesi, non preoccupa nemmeno l’obsolescenza di Hardware e Semiconduttori. Quello che è il posizionamento è comprensibile. Quello che è speculazione è materia di analisti finanziari. I Chip si inseriscono trasversalmente su tutti i mercati dell’innovazione influenzando pesantemente le filiere produttive.

In questo momento sta andando alla grande, soprattutto per le aziende che producono memorie. Solo tre anni fa Micron aveva fatto la perdita più grande della sua storia, mentre oggi si prevede che diventerà uno dei titoli più redditizi d’America, con quasi 100 miliardi di dollari di utili nei prossimi dodici mesi. I prezzi delle sue memorie speciali per l’AI sono schizzati alle stelle e lo stesso vale per Samsung e SK Hynix. Queste aziende stanno guadagnando tantissimo e stanno trainando anche i mercati azionari. Però il settore dei chip di memoria è sempre stato ciclico: quando la domanda sale, i prezzi e i profitti esplodono, le aziende investono miliardi per costruire nuove fabbriche e dopo qualche anno arriva troppa offerta. A quel punto i prezzi crollano e tornano le grosse perdite, come è successo nel 2022-2023. Micron sta investendo 150 miliardi di dollari in nuovi stabilimenti proprio adesso. Gli investitori lo sanno e comprano questi titoli a prezzi abbastanza bassi rispetto agli utili previsti. La storia però insegna che tante volte si sono sbagliati e hanno perso tanti soldi proprio quando sembrava un affare sicuro. Il rischio più grande è che l’AI diventi molto più efficiente e abbia bisogno di meno memoria, oppure che la domanda cresca più lentamente del previsto, o che arrivino nuovi concorrenti attirati dagli enormi guadagni. Per ora la domanda è ancora più forte della nuova offerta, quindi i profitti restano alti. Ma più dura questo boom, più aumenta la possibilità che il ciclo si inverta. Ma ancora oggi sembra tutto bellissimo per i produttori di chip per AI, ma chi investe deve sapere che non è un treno che corre per sempre. È un settore che sale e scende in modo molto forte.

Legale, Sicurezza e Geopolitica

Lunedì inizierà l’attesissima battaglia legale da 134 miliardi di dollari tra Elon Musk e Sam Altman, con Musk che accusa il CEO di OpenAI di aver tradito la missione non-profit originale. Sul fronte della sicurezza informatica, Citizen Lab ha denunciato campagne di spionaggio che sfruttano vulnerabilità nei protocolli di rete (SS7 e Diameter) per tracciare le posizioni degli utenti su scala globale. Elon ha pochissime possibilità di farcela. Tuttavia lo show mediatico porterà vantaggi indiretti ad entrambe i contendenti. La cifra è fuori di testa. Soprattutto non è ancorata a parametri specifici. In punto di diritto vedremo cosa accadrà.

Per quanto riguarda la sicurezza aziendale, i costi per la protezione dei CEO sono esplosi: Jensen Huang (Nvidia) ha raggiunto una spesa di 3,5 milioni di dollari, mentre Mark Zuckerberg ha toccato i 22 milioni. Non sappiamo dire se questo dato sia dovuto agli intrecci politici in momenti di tensione militare si amplificano i rischi a dismisura. Manca un parametro di confronto. Già essere miliardari complica le cose. L’esposizione mediatica le amplifica. Ma l’intersezione con la politica crea mostri.

Società e Nuove Tendenze

In Australia, il divieto dei social media per i minori mostra limiti evidenti: il 60% dei teenager dichiara di aver mantenuto l’accesso ai propri account. Parallelamente, cresce l’interesse per soluzioni “analogiche”: alcune scuole stanno adottando Tin Can, un telefono fisso retro da 100 dollari, nel tentativo di ridurre l’uso degli smartphone tra gli studenti. Ora con tutto il rispetto per la buona volontà di difendere i minori dai contenuti pericolosi sui social, si sta segnando il passo con la censura di internet. La rete delle reti nasce per scopi militari, proprio per far comunicare due nodi indipendentemente da cosa accade in centro. E allora ogni filtraggio su Internet è destinato ad essere superato. Ma non c’è niente che possa fermare un minore dal suo desiderio di continuare a fruire dei contenuti social a cui ormai è avvezzo. Nativi digitali da un lato, e vecchia scuola dall’altro.

A Stanford, si segnala il fenomeno dei venture capitalist che offrono finanziamenti e mentorship a studenti di soli 18 e 19 anni, cercando di intercettare il talento prima ancora del completamento degli studi. Sembra una notizia strana ma è proprio quello che sta accadendo. Il talento matematico si esprime facilmente nell’età primaria. Certi percorsi formativi non sono in grado di intercettare la domanda di tecnici che possano aiutare le aziende Tech a crescere sull’AI. Per questo un ragazzo di 20 anni, anche solo 18, potrebbe seguire le voci delle sirene, vieni da noi, ti insegneremo un lavoro. Non è banale ed è un fenomeno destinato a crescere.

Business e Infrastrutture

  • Finanza: Chiuso il finanziamento da 16 miliardi di dollari per un mega data center di Oracle nel Michigan, destinato a supportare i servizi di OpenAI.
  • Gaming: I vertici di Xbox puntano a un rilancio della console come “esperienza di prima classe” dopo il memo interno “Return of Xbox”.
  • M&A: Adyen ha pianificato l’acquisizione di Talon.One per 750 milioni di euro, operazione prevista per la seconda metà del 2026.

La crescita dei data center non ha limiti, si recuperano soldi facili nel terreno degli investitori. Nel caso di Oracle sembra una strada obbligata. Ha imminente bisogno di 100 miliardi di dollari per continuare la sua avventura con OpenAI ed il finanziamento da 16 miliardi per il mega data center in Michigan è un buon primo passo.

Sul fronte dei videogiochi sarà difficile rilanciare XBox ma non impossibile. Il gaming online è cloud gaming, esperienze condivise, facilità, interazione. Cosa ci possa essere di premium in una console è facile dirlo: le funzioni. Per un provider di gaming il lago si sta stringendo in pozzanghere se pensa di tornare al sistema piattaforma chiusa. Si può pensare a una evoluzione che tocchi aspetti di sicurezza nel perimetro di affari, asimmetrie, rincorse e acquisizioni. Monitoriamo il mercato che ha profili antitrust nascosti ma mai letteralmente sopiti.