Io sono un grande compratore di libri prima ancora che un grande lettore di libri. Prova ne sia la coda di volumi che ho accumulato in attesa di lettura. Un anno fa ho comprato un bel volumetto con tante recensioni ingannatorie. Leggo oggi che amazon inonda il mercato di libri FALSI e recensioni false. I librai a Parigi si inalberano. Via Jeff Bezos dalla fiera del libro. Il suo sistema di intermediazione inonda il mercato di paccottiglia e di anti-scienza. Abbiamo già molti esempi.
Con l’esplosione degli strumenti di intelligenza artificiale generativa nel 2024-2025 il fenomeno dei libri di scam, ripetuti, vuoti di senso, ma ben recensiti è diventato epidemico. Su Kindle Direct Publishing (KDP), la piattaforma self-publishing di Amazon, chiunque può caricare un ebook o un libro cartaceo in pochi minuti. Gli scammer sfruttano questo accesso aperto: usano tool come ChatGPT o Claude per generare testi vuoti, ripetitivi o plagiati, spesso rubando copertine, sinossi e persino nomi di autori reali, per vendere a dismisura e accumulare guadagni enormi.
E quindi? E quindi ecco le Biografie false su celebrità dello sport e dello spettacolo, guide di viaggio inventate, self-help generici o cloni di bestseller usciti da poche ore. Falsi libri scientifici, analisi approfondite del nulla cosmico, vantate nelle recensioni come studi scientifici di qualità.
Questi libri fake scalano le classifiche grazie a recensioni false acquistate su broker illegali (Telegram, Facebook, siti cinesi o indiani). Una volta in alto nel Best Sellers Rank, attirano vendite reali e page reads su Kindle Unlimited (KU), drenando il fondo condiviso che dovrebbe remunerare gli autori legittimi. Gli scammer incassano royalty fino al 70% su ebook senza costi di scrittura: zero per l’AI, zero per l’autore vero.
Amazon non sta facendo abbastanza, gli autori sono stremati, subiscono da tempo l’erosione della lettura dovuta alla cattura dell’attenzione da parte di altri media ricreativi e adesso accusano anche la concorrenza sleale di soggetti che inondano il mercato di contenuti AI di scarso valore, a saturare la nicchia ristretta di lettori di libri, quegli eroi irriducibili che vengono a loro volta ingannati. Amazon non vieta l’AI, ma promette rimozioni per violazioni di copyright o spam. Peccato che la reattività sia lenta, non sappiamo dire se volutamente lenta, perchè forse non ha interesse a rimuovere i contenuti con rapidità: serve spesso una denuncia pubblica o prove di trademark per far rimuovere un titolo.



