(RegTech News) – ROMA, 17 MAR – L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha pubblicato la Delibera n. 58/26/CONS, approvando la nuova analisi dei mercati dell’accesso alla rete fissa. Il provvedimento recepisce ufficialmente l’assetto nato dalla separazione strutturale della rete di TIM, operativa da luglio 2024, e definisce il nuovo perimetro regolatorio per FiberCop.
Aumentano i comuni concorrenziali. Obblighi alleggeriti per l’ex rete TIM.
IL NUOVO ASSETTO – L’Autorità ha qualificato FiberCop come operatore “wholesale only” (solo all’ingrosso). La decisione si basa sull’assenza di integrazione verticale: né FiberCop né la controllante KKR operano nei mercati al dettaglio (retail), né sussistono accordi di esclusiva con operatori finali. Tale status permette un alleggerimento degli obblighi regolamentari previgenti, sostituiti da vincoli di accesso, non discriminazione e applicazione di “prezzi equi e ragionevoli”.
L’analisi registra una netta espansione delle aree del Paese ritenute pienamente concorrenziali:
- Mercato 1A (Accesso locale): I comuni competitivi salgono a 239 (erano 14 nella precedente analisi).
- Mercato 2A (Capacità dedicata): Raggiunti i 136 comuni (incremento di 132 unità).
REGOLAZIONE DIFFERENZIATA – Nelle aree meno competitive, FiberCop mantiene la qualifica di operatore con significativo potere di mercato (SMP). Tuttavia, AGCOM ha introdotto una distinzione in tre tipologie di territori, applicando obblighi differenziati in base allo sviluppo infrastrutturale locale. L’obiettivo dichiarato è favorire gli investimenti nella rete FTTH (fibra fino a casa) garantendo al contempo condizioni di mercato paritarie per tutti gli operatori.
L’Antitrust (AGCM) è d’accordo con Agcom nel considerare FiberCop (la società che ha preso in carico l’ex rete fissa di Tim) un operatore wholesale-only, cioè attivo solo all’ingrosso e non più integrato verticalmente come in passato. Lo afferma l’Antitrust in un parere inviato ad Agcom sui mercati dei servizi di accesso alla rete fissa. Tuttavia, l’Autorità aggiunge una precisazione importante: non si può escludere che FiberCop riesca ancora a sfruttare la sua posizione, sia attraverso le condizioni economiche di fornitura, sia tramite aspetti tecnico-qualitativi (come i tempi di esecuzione dei lavori, la disponibilità del servizio), ostacolando così lo sviluppo del mercato all’ingrosso. Questo potrebbe spingere gli altri operatori (quelli che comprano l’accesso) verso scelte inefficienti, alterando la concorrenza. Per questo motivo, l’Antitrust auspica che si valuti l’introduzione di un trattamento regolamentare uniforme e tecnologicamente neutro per i servizi accessori legati al provisioning (attivazione) e all’assurance (assistenza e manutenzione), in modo da tutelare le dinamiche competitive sia nel mercato all’ingrosso sia in quello al dettaglio.



