(regtechnews) – ROMA, 25 MAR – “Il 2025 è stato un anno importante per Open Fiber, non solo per i numeri in crescita, ma per ciò che rappresentano: la conferma che un’infrastruttura strategica per il Paese può crescere in modo sostenibile e responsabile”. Lo ha dichiarato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, Giuseppe Gola, tracciando un bilancio delle attività dell’azienda.
Secondo il manager, i risultati sono stati raggiunti “grazie al forte supporto dei nostri azionisti, al lavoro continuo svolto con tutti gli stakeholder e all’impegno delle persone che lavorano in Open Fiber”.
Guardando al futuro prossimo, Gola ha sottolineato come il 2026 rappresenti un punto di svolta per la società: “Con il progressivo completamento dei piani pubblici, il 2026 apre una nuova fase. Il focus si sposta sullo sviluppo commerciale, con l’obiettivo di trasformare la rete in fibra ottica in un moltiplicatore di benefici economici e sociali per cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni”.
“Solo così – ha concluso l’AD – potremo contribuire concretamente alla digitalizzazione del Paese”.
Il Bilancio di Open Fiber
Sono stati approvati dal CdA di OpenFiber, presieduto da Enrico Cucchiani, il Bilancio d’esercizio, il Bilancio consolidato e il Report di Sostenibilità 2025.
Il 2025 si chiude con risultati in crescita: 798,1 milioni di euro di ricavi (+18%), 409,5 milioni di EBITDA (+53%), 3,8 milioni di utenti attivi (+17%) e 1,6 miliardi di euro investiti per realizzare la rete in fibraottica: numeri che raccontano un percorso industriale in crescita.
Come sottolineato da Giuseppe Gola, Amministratore Delegato Open Fiber: “La sfida adesso è accelerare l’adozione della fibra ottica: vogliamo contribuire in modo concreto alla digitalizzazione del Paese, abilitando servizi innovativi per cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni”.
Oggi tutti gli Operatori italiani di TLC e oltre 300 Operatori Partner anche di altri settori e internazionali utilizzano la nostra rete FTTH che, a fine 2025, ha raggiunto 17 milioni di unità immobiliari in 248 città e 5.729 comuni. Open Fiber si conferma così primo operatore italiano per estensione della rete FTTH e per numero di clienti attivi.
Un impatto economico ma anche sociale e ambientale: il Report di Sostenibilità 2025 conferma l’impegno ESG di OpenFiber, riconosciuto a livello internazionale con la CDP Climate Change A-List e il rating 5 stelle nel GRESB Infrastructure Asset Assessment.
Analisi della Posizione Finanziaria Netta (PFN): 6,84 miliardi di euro (debito netto).
La PFN (in inglese Net Financial Position o Net Debt) è uno degli indicatori più importanti del bilancio.
Misura quanto debito finanziario netto ha l’azienda, cioè: PFN = Debiti finanziari totali (prestiti, bond, finanziamenti a breve e lungo termine) – Liquidità e attività finanziarie liquide (cassa, conti correnti, titoli facilmente vendibili).
- Se i debiti > liquidità ? la PFN è positiva ? significa indebitamento netto (debito).
- Se la liquidità > debiti ? la PFN è negativa ? significa cassa netta (l’azienda ha più soldi che debiti).
In pratica, per le aziende come Open Fiber (che fanno tanti investimenti), la PFN è quasi sempre positiva e molto alta.

L’indebitamento resta strutturalmente elevato, come tipico di un operatore wholesale FTTH in piena fase di heavy build-out. Il multiplo Net Debt/EBITDA a 16,7x è tra i più alti del settore europeo delle infrastrutture fiber, ma mostra un miglioramento significativo rispetto al 2024 (quando l’EBITDA era ~276 mln e il leverage superava i 21-22x).
Punti di forza della struttura finanziaria:
- L’EBITDA margin al 51% è eccellente e conferma l’elevata scalabilità del modello wholesale-only una volta raggiunta la massa critica di copertura e take-up. Questo genera deleveraging organico molto rapido: ogni 50-60 mln di crescita dell’EBITDA riduce il leverage di circa 1x.
- Il debito è prevalentemente project finance di lungo termine, con covenant flessibili tipici di questo tipo di operazioni (headroom su leverage e interest coverage già rinegoziati nel 2025).
- Nel corso del 2025 la società ha completato un importante rifinanziamento (nuove linee da 1,05 mld + impegno azionisti per aumento di capitale ~1 mld), allungando le scadenze e rafforzando la liquidità in vista del picco residuo degli investimenti.
Rischi principali:
- Fino al raggiungimento del cash flow positivo (target confermato entro il 2028), Open Fiber continuerà a bruciare cassa per i capex residui (il nuovo Piano 2025-2034 prevede circa 10 miliardi di investimenti totali).
- Qualsiasi ritardo nel ramp-up dei ricavi o nel take-up potrebbe richiedere ulteriore supporto dagli azionisti (CDP Equity 60% e Macquarie 40%).
- La bassa capitalizzazione (equity solo ~15% del totale attivo) rende la società sensibile a variazioni dei tassi di interesse o a shock regolatori/operativi.
Prospettiva 2026-2028: Se l’EBITDA continuerà a crescere a doppia cifra (scenario plausibile con l’espansione della base clienti e l’aumento del take-rate), il leverage dovrebbe scendere verso 10-12x entro fine 2027 e avvicinarsi a livelli più “confortevoli” (8-10x) nel 2028-2029, una volta superata la fase di massima intensità degli investimenti. A quel punto Open Fiber entrerebbe nella tipica fase di “harvest” delle infrastrutture FTTH: alti margini, capex di manutenzione bassi e generazione di cassa ricorrente.
Da analista, considero l’indebitamento elevato ma gestibile e in via di normalizzazione. Non è un segnale di debolezza, bensì la conseguenza logica di un investimento infrastrutturale strategico da oltre 15-17 miliardi cumulativi. Il vero test sarà l’esecuzione del Piano, se Open Fiber consegnerà il cash flow positivo entro il 2028 come promesso, il deleveraging sarà rapido e la struttura finanziaria diventerà solida. In caso contrario, potrebbe essere necessario un ulteriore intervento degli azionisti o un’operazione di mercato (es. parziale monetizzazione o ulteriore ricapitalizzazione).
Tutto questo al netto di ogni considerazione su una eventuale “rete unica” tra Open Fiber e Fibercop o un’eventuale operazione “a sorpresa” che potrebbe emergere da parte della futura Poste Italiane + TIM se avrà successo l’OPAS annunciata in questi giorni.
Il Comunicato stampa di Open Fiber e le dichiarazioni di Giuseppe Gola
Link al Comunicato Stampa di Open Fiber
Giuseppe Gola, Amministratore Delegato di Open Fiber, ha commentato: “Il 2025 conferma la solidità del nostro percorso industriale: registriamo risultati in crescita e una struttura finanziaria in progressivo miglioramento, grazie anche al forte supporto dei nostri azionisti, al lavoro continuo svolto con tutti gli stakeholder e all’impegno delle persone che lavorano in Open Fiber. Siamo oggi in una fase chiave di evoluzione: Open Fiber dispone della rete FTTH più estesa d’Italia, un’infrastruttura strategica per il Paese; la sfida adesso è costruire lo sviluppo digitale dei prossimi anni. Per questo motivo, nel 2026 rafforzeremo ulteriormente il nostro impegno nella spinta all’adozione della fibra, lavorando insieme agli operatori e alle istituzioni per accelerare la migrazione verso le nuove reti e massimizzare l’utilizzo degli asset realizzati. Vogliamo contribuire in modo sempre più concreto alla digitalizzazione del Paese, abilitando servizi innovativi per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”.
Il CdA ha, inoltre, approvato il Report di Sostenibilità, giunto alla sua sesta edizione, con cui Open Fiber rendiconta in modo trasparente le proprie performance ESG e l’avanzamento delle iniziative in ambito ambientale, sociale e di governance. Tra i principali risultati evidenziati nel documento figurano importanti riconoscimenti a livello internazionale, tra cui l’inclusione nella CDP Climate Change A-list e il conseguimento del rating a 5 stelle nel GRESB Infrastructure Asset Assessment. Risultati che evidenziano il ruolo dell’azienda nella creazione di valore per il territorio e testimoniano l’impegno verso un modello di sviluppo sostenibile, orientato all’innovazione.



