La differenza principale tra Dario Amodei (Anthropic) e Sam Altman (OpenAI) sta nel modello di crescita. Amodei punta su uno sviluppo industriale e intersettoriale: oltre l’80% dei ricavi viene da grandi aziende private (farmaceutiche, finanza, manifattura). Ha portato nel board il CEO di Novartis e rifiuta certi contratti con il Pentagono (sorveglianza di massa e armi autonome), dimostrando di poter crescere senza dipendere dal governo USA. Altman segue invece un approccio più verticale verso il potere istituzionale: ha siglato rapidamente accordi con il Dipartimento della Difesa, integrando OpenAI nel complesso tecnocratico-militare americano.
Nel mondo rarefatto della “Frontier AI”, il 2026 verrà ricordato come l’anno del Grande Scisma. Non si tratta della solita diatriba tra “apocalittici” e “integrati”, né di una semplice competizione tra algoritmi. La frattura che si è consumata tra OpenAI e Anthropic è molto più profonda: riguarda la natura stessa dell’intelligenza artificiale e il suo ruolo nella società moderna. Da un lato, Sam Altman sta trasformando OpenAI in un asset strategico della sicurezza nazionale statunitense; dall’altro, Dario Amodei sta consolidando Anthropic come la grande “utility” industriale dell’economia globale. I due tecnocrati non si guardano in faccia e non hanno intenzione di stringersi la mano nemmeno in contesti pubblici.
I numeri parlano chiaro. Anthropic ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un run-rate di ricavi che sfiora i 20 miliardi di dollari. Ma è la composizione di questo fatturato a destare scalpore: oltre l’80% proviene dal settore enterprise. Non sono i dollari volatili degli abbonamenti consumer, ma contratti “stickier”, radicati nelle infrastrutture di giganti della finanza, del settore legale e, soprattutto, della sanità.
Sommario
La mossa Novartis e l’AI “in camice bianco” per Pharma e life-science
Il segnale più forte di questa strategia è arrivato ad aprile, con l’ingresso nel board di Anthropic di Vas Narasimhan, CEO di Novartis. È la prima volta che un leader dell’industria farmaceutica siede nel consiglio di amministrazione di un laboratorio di AI di frontiera. Per Amodei, non è solo una poltrona: è una dichiarazione di intenti. Non sfuggirà l’importanza economica e scientifica dell’uso dell’AI nel settore farmaceutico. Il più pronto, dopo la difesa, a implementare tecnologie di frontiera.
Mentre i competitor inseguono la “God-like AI” capace di scrivere poesie o generare video hollywoodiani, Anthropic si è trincerata nei laboratori di ricerca biologica. Claude, il loro modello di punta, è diventato lo standard per accelerare la scoperta di nuovi farmaci e l’analisi di dati clinici complessi. In questo scenario, l’AI non è un oracolo, ma un’infrastruttura critica, simile all’energia elettrica o al cloud computing: invisibile, onnipresente e indispensabile per l’economia reale.
Il “No” al Pentagono e la resilienza del mercato
La divergenza è diventata plastica nel febbraio scorso, quando si è consumato lo scontro con l’amministrazione Trump. Di fronte alle richieste del Pentagono per l’utilizzo dei modelli in operazioni di sorveglianza di massa e sistemi d’arma autonomi senza supervisione umana, Amodei ha tracciato una “linea rossa”. Anthropic ha rifiutato un contratto da 200 milioni di dollari, subendo come ritorsione una temporanea designazione di “supply chain risk”.
In passato, una mossa del genere avrebbe affossato una startup tech. Oggi, per Anthropic, quel contratto rappresentava meno del 2% dei ricavi. La crescita nel settore privato è stata talmente esplosiva da permettere all’azienda il lusso dell’etica — o, più pragmaticamente, il lusso dell’indipendenza. Rifiutando il Pentagono, Anthropic ha inviato un messaggio potentissimo ai clienti enterprise di tutto il mondo: “I vostri dati non finiranno nel tritacarne della geopolitica americana”. È un posizionamento che garantisce una resilienza senza precedenti, rendendo l’azienda meno vulnerabile agli umori mutevoli della Casa Bianca.
Altman e la via della “Ragion di Stato”
Al civico opposto, OpenAI ha intrapreso una strada radicalmente diversa. Sam Altman ha capito che la velocità di scala richiesta per l’AGI (Artificial General Intelligence) necessita di una quantità di energia e protezione politica che solo uno Stato può fornire. Quando Anthropic ha fatto un passo indietro rispetto al Dipartimento della Difesa, OpenAI ha fatto un passo avanti, siglando accordi per l’uso dei propri modelli in contesti classificati e militari.
La visione di Altman è quella di un’egemonia integrata. OpenAI non vuole solo vendere software; vuole essere il partner tecnologico fondamentale del secolo americano. Questa “verticalizzazione verso il potere” offre vantaggi immediati: accesso privilegiato alle infrastrutture energetiche per i data center e una scudo regolatorio contro le leggi antitrust. Se sei l’asset principale della sicurezza nazionale, è molto difficile che il governo decida di smembrarti.
La domanda che agita gli investitori della Silicon Valley è: quale modello prevarrà?
Il rischio di OpenAI è quello della “cattura normativa” e della burocratizzazione. Diventando un fornitore militare, OpenAI rischia di perdere quell’agilità creativa che l’ha resa famosa, rimanendo invischiata in cicli di sviluppo dettati dalla difesa e in restrizioni all’esportazione che potrebbero limitare il suo mercato globale.
Il rischio di Anthropic è l’isolamento. In un mondo dove la tecnologia è sempre più “dual-use” (civile e militare) e dove i governi vedono l’AI come un’arma, la neutralità di Amodei potrebbe essere interpretata come un atto di ostilità. In una fase di escalation geopolitica, lo Stato potrebbe decidere che non c’è spazio per utility indipendenti.
Per il momento, i mercati sembrano dare ragione alla strategia “orizzontale” di Anthropic. La capacità di scalare trasversalmente su pharma, finanza e manifattura sta creando un ecosistema economico che non dipende da una singola commessa pubblica o da un singolo alleato politico.
Se l’intelligenza artificiale deve davvero diventare la nuova rivoluzione industriale, il modello “utility” di Amodei appare come il più solido e meno esposto alle tempeste elettorali. Mentre OpenAI corre per vincere la guerra, Anthropic sta costruendo le fabbriche, gli ospedali e gli uffici del futuro. Resta da vedere se, nel lungo periodo, sarà possibile restare neutrali quando la tecnologia che hai creato è diventata la posta in gioco più alta della scacchiera mondiale.
Ovviamente il settore farmaceutico interessa tutte le aziende impegnate nello sviluppo di modelli AI. Da ultimo Amazon Web Services ha introdotto una soluzione chiamata Amazon Bio Discovery per snellire drasticamente il processo di creazione di nuovi farmaci, che solitamente è lungo e complesso. Questa piattaforma mette a disposizione dei ricercatori un vasto catalogo di modelli digitali specializzati nel progettare e testare virtualmente nuove molecole. La vera novità risiede nell’introduzione di un assistente virtuale intelligente che accompagna lo scienziato in ogni passo, dalla scelta degli strumenti giusti fino alla comprensione dei dati ottenuti, agendo come un consulente tecnico sempre disponibile.
L’intero sistema funziona come un ciclo continuo che collega il mondo digitale a quello reale: una volta che l’intelligenza artificiale ha individuato le molecole più promettenti, queste vengono inviate a laboratori partner per essere effettivamente create e testate. I risultati di questi esperimenti fisici non rimangono isolati, ma vengono caricati nuovamente nel sistema per perfezionare i modelli e rendere la ricerca successiva ancora più precisa. Secondo la visione di AWS, questo approccio serve a eliminare l’attuale “imbuto” operativo in cui si trovano i biologi computazionali, permettendo loro di trasformare molto più velocemente una semplice idea scientifica in una vera e propria pipeline di sviluppo automatizzata.
Note bibliografiche e riferimenti
Tensioni Anthropic-Pentagono: investitori in pressing per de-escalation
Link: https://www.dariodenni.it/sovranita-tech-2026-dallai-militare-al-dna-riscritto-leuropa-risponde-allamerica/
Le tecno-monarchie nel dibattito tra Anthropic e il Pentagono
Link: https://www.dariodenni.it/le-tecno-monarchie-nel-dibattito-tra-anthropic-e-il-pentagono/
Anthropic tra diritto d’autore e distillazione cinese: un caso di “pirata del pirata”
Link: https://www.dariodenni.it/anthropic-tra-diritto-dautore-e-distillazione-cinese-un-caso-di-pirata-del-pirata/
Parolin: la Chiesa in contatto con BigTech per regole AI
Link: https://www.dariodenni.it/parolin-la-chiesa-in-contatto-con-bigtech-per-regole-ai/
Il cattivo uso della AI nelle istituzioni ci sta danneggiando già adesso
Link: https://www.dariodenni.it/il-cattivo-uso-della-ai-nelle-istituzioni-ci-sta-danneggiando-gia-adesso/

