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Pandemione

Luca Conti era una persona di qualità. Estremamente garbato, competente, era facilissimo fare amicizia con lui. 20 anni fa i blog iniziavano a monetizzare molto bene. Lui era un campione, bravissimo, aveva già grandi clienti, tra questi ricordo con un sorriso Jean-Paul Gaultier e l’evento a Milano dove mi ha coinvolto. Era un periodo di passaggio al Web 2.0. C’erano grandi speranze nel potenziale di Internet per le Istituzioni e le Aziende ed erano tutte speranze positive. Quel lontano 2008 fu il suo migliore anno, professionale e personale. Non faccio fatica a crederlo. In quel periodo mi ha dato numerosi suggerimenti di business.

Luca era una persona colta. Ci siamo persi per strada perché spesso succede, crescendo, di seguire strade diverse. Ironia della sorte, ci siamo scritti su Telegram, a fine ottobre 2023, per via di una notifica “Luca Conti si è iscritto a Telegram”. E’ apparsa sul cellulare e gli ho scritto subito di getto, senza pensarci. Ci siamo scambiati due ricordi in chat.

Luca era un blogger puro. Il suo blog è ancora online con tanti suoi pensieri intelligenti. Merita di essere sfogliato come un libro, un piccolo saggio che ci ha lasciato su questa Terra. Ci sono consigli di lettura, migliaia di libri, film, viaggi, visioni del mondo, del sapere, del cibo, della musica, del fitness, sull’amicizia.

Grazie a lui ho letto Andrè Gorz ad esempio. E continua ancora ad ispirarmi moltissimo. Avrà letto almeno 15mila libri, divorava tutto. Io solo saggi. Vedeva 250 film l’anno. Un cinefilo. Mi accontenterei di riuscire a leggere almeno la metà dei suoi libri preferiti che sono comunque nel mio radar da tempo, caricati sul carrello e in attesa di acquisto e lettura. A differenza del suo metodo, devo dire che io, forse, ho imparato prima di lui che significa essere sommerso di cose che non servono. Come nell’aneddoto del Dalai Lama:

As the Dalai Lama once reminded me, people have ten fingers but buy twenty rings. This positionality is part of how we are naturally wired.

Quando Luca parla di minimalismo capisco bene che significa. Quello che possiedi ti possiede. Mi sono ritrovato con divani, 10 sedie, un televisore gigantesco, ogni dispositivo elettronico duplicato, triplicato, l’ho regalato. Purtroppo possiedo ancora troppe cose.

Tanti altri consigli ci ha lasciato Luca per fare buone letture ed è mia intenzione ripercorrere il suo viaggio intellettuale nella letteratura fin dove riuscirò a farlo.

Le novità librarie incalzano, da parte di autori che ho apprezzato e da autori che non ho ancora apprezzato, ma che trattano temi stuzzicanti. Nel primo gruppo stanno Naoise Dolan e Antonio Sgobba, che hanno pubblicato entrambi un nuovo libro. Dopo Tempi eccitanti, che ho sottolineato forsennatamente, Dolan ha pubblicato La coppia felice. Sgobba, apprezzato per il suo libro sull’ignoranza, ne ha scritto un altro sull’essere scettici. Entrambi da leggere.

Incollo di seguito qualche suo pensiero molto intelligente tratto dal suo blog:

“non possiamo bere da un’idrante”. Ho infinite fonti di informazione senza seguire i profili social di alcunché e per me la conoscenza condivisa non è sul social web, ma su libri ed eventualmente su video lunghi. Se voglio sapere qualcosa preferisco l’approfondimento e la profondità: niente contenuti snack, qualsiasi sia la forma. Tengo a coltivare la mia attenzione. Mi perdo qualcosa? Va benissimo. Tutti ci perdiamo qualcosa: non possiamo essere ovunque e non possiamo bere da un’idrante.

Luca si era allontanato dai social networks, io ho intenzione di seguire il suo esempio, di chiudere i profili e basta, tornare alle community, a spazi controllabili. Regtech è questo.

Mi piace l’idea che tra le centinaia di pubblicazioni, Luca abbia trovato spazio per leggere il libro di Doctorow

Cory Doctorow ha pubblicato un nuovo titolo contro Big Tech. Non per niente, l’argomento mi interessa molto, anche se non più professionalmente, ma da cittadino responsabile e attento all’uso che fa degli strumenti e di Internet. Il libro si chiama The Internet Con e l’attacco mi fa già voglia di iniziare a leggerlo

Mi ha impressionato l’identità di vedute che abbiamo avuto nel tempo, senza nemmeno confrontarci, ad esempio su La Repubblica che io sono obbligato a leggere per lavoro, ma la sua visione mi sta convincendo che non ce ne ho bisogno. Ho già una dieta mediatica superiore al 99% delle persone.

Oggi ho persino messo un filtro sul desktop per non avere neanche la tentazione di leggere un articolo o di andare sulla prima pagina. Molto raramente sfoglio il PDF senza grande soddisfazione, soprattutto dall’avvento della direzione Molinari. La Repubblica di quella volta non esiste più. Amen.

Il pozzo, l’acqua e la sete è un post da stampare

Hai bisogno di bere, hai sete. Con grande fatica hai scavato un pozzo. Ci hai messo del tempo, hai impiegato molte energie, ci sei riuscito. Ora cominci a pompare. L’atto in sé ti diverte, ti rende realizzato. L’acqua che pompi è tanta, troppa e finisce fuori dal bicchiere. Ne bevi uno, ma torni a pompare. Ti dicono che sei bravo e continui a pompare. Fino al punto che ti dimentichi di bere. Non puoi fermarti. Arrivi alla fine della giornata che sei assetato, nonostante hai pompato tutto il giorno.

Voglio “tenere aperto” questo post, come se fosse un lungo dialogo con lui, infinito, mano mano che affioreranno ricordi o leggerò libri che lui ha suggerito, lo annoterò qua. Grazie Luca. Ovunque tu sia il nostro pensiero ti raggiungerà.