BRUXELLES – La dipendenza tecnologica dell’Europa dagli Stati Uniti non è più solo un tema di dibattito accademico, ma un rischio sistemico che richiede una “terapia d’urto” industriale. È quanto emerge dal paper strategico “EuroStack: Organizing ‘Demand Pull’, Not Just ‘Supply Push“, pubblicato oggi dai membri della EuroStack Foundation.
Il documento analizza il fallimento delle attuali politiche europee — troppo concentrate sulla regolamentazione (Antitrust) o sui sussidi a pioggia ai produttori locali — e propone una svolta radicale: lo spostamento del baricentro dai produttori agli acquirenti.
La trappola dell’inerzia e il “Lock-in”
Secondo l’analisi di EuroStack, le imprese europee sono intrappolate in un “paradosso dell’azione collettiva”. Sebbene la dipendenza dagli hyperscaler americani (calcolo, dati e IA) sia riconosciuta come un punto di vulnerabilità, la singola azienda non ha incentivi economici a migrare verso soluzioni sovrane. I costi di transizione, la formazione del personale e i rischi operativi rendono il cambiamento “irrazionale” a livello individuale, favorendo lo status quo.
La proposta: Alleanze tra acquirenti (Buyers’ Alliances)
Il cuore della strategia proposta è l’aggregazione della domanda privata. Invece di incentivare la creazione di nuovi prodotti sperando che il mercato li adotti, EuroStack suggerisce la creazione di coalizioni di grandi aziende che concordino standard comuni e volumi d’acquisto certi.
- De-risking: Il coordinamento riduce il rischio per la singola impresa.
- Segnali di mercato: Una domanda massiccia e compatta attira capitali privati verso i fornitori europei.
- Modelli di successo: Il paper cita l’Open Compute Project (OCP) come esempio di come il potere d’acquisto collettivo possa scardinare i monopoli hardware.
Settori chiave e il “Piano B” per l’Europa
Il modello punta a settori ad alta sensibilità:
- Finanza: Risposta concreta alle normative DORA sulla resilienza operativa.
- Manifatturiero e IA: Ambienti di sviluppo dove i dati industriali rimangono sotto controllo europeo.
- Startup: Un “kit di sovranità” per evitare che le nuove imprese vengano catturate precocemente dai crediti gratuiti dei giganti tech.
Tra le proposte più urgenti figura il “Sovereignty Recovery Package”: un set di servizi europei pre-testati e pronti all’uso, concepito come una polizza assicurativa contro possibili “Kill Switch” (interruzioni unilaterali) o emergenze geopolitiche.
Il ruolo di EuroStack
La Fondazione si definisce un “intermediario neutrale” e non profit. Il suo compito non è vendere software, ma orchestrare i requisiti degli acquirenti e negoziare standard di interoperabilità. L’obiettivo dichiarato è provocatorio: “Mettersi fuori mercato” una volta che l’ecosistema digitale europeo sarà diventato autosufficiente e competitivo.
La dipendenza dell’Europa dalle infrastrutture tecnologiche prevalentemente statunitensi (i cosiddetti “hyperscaler”) comporta una serie di rischi strategici, economici e di sicurezza che stanno spingendo le istituzioni e le imprese europee a cercare alternative locali.
Quali sono i rischi della dipendenza dai fornitori cloud americani?
1. Sicurezza e Resilienza Operativa
- Rischio “Kill Switch”: Molte aziende considerano realistico lo scenario in cui un fornitore cloud possa limitare unilateralmente o interrompere completamente l’accesso a servizi IT critici. Circa la metà delle aziende intervistate non dispone di un piano di emergenza per tale eventualità.
- Interruzioni Geopolitiche: In tempi di crescenti tensioni geopolitiche, esiste il rischio di interruzioni o degradazione dei servizi che potrebbero paralizzare attività industriali e commerciali essenziali.
- Mancanza di Sovranità Legale: I dati possono essere soggetti a obblighi di accesso extra-territoriali previsti dalle leggi straniere, compromettendo la sovranità dei dati sensibili.
2. Perdita di Agenzia e Controllo sull’Innovazione
- Direzione dell’Innovazione: La dipendenza impone all’Europa una traiettoria di innovazione su cui non ha alcuna agenzia o potere decisionale.
- Controllo dei “Punti di Controllo”: Il controllo straniero si estende a tutti i livelli dello “stack” tecnologico: calcolo, ambienti dati, strumenti di IA e infrastrutture fisiche e digitali.
3. Rischi Economici e di Mercato
- Vendor Lock-in (Blocco del fornitore): Gli hyperscaler utilizzano standard proprietari, interfacce chiuse e commissioni di uscita (egress fees) elevate per rendere costosa e tecnicamente complessa la migrazione verso altri fornitori.
- Pratiche Estrattive: I fornitori dominanti possono imporre prezzi elevati e strategie di bundling (vendita a pacchetto) che costringono le aziende ad adottare suite complete di servizi, anche quando ne servirebbe solo una frazione, aumentando ulteriormente la dipendenza.
- Concorrenza Diretta: Vi è una crescente preoccupazione per il fatto che i grandi fornitori cloud stiano entrando direttamente nei mercati core delle stesse industrie di cui ospitano le infrastrutture, diventandone di fatto concorrenti.
4. Impatto sullo Sviluppo Europeo
- Freno agli Investimenti: Questa dipendenza scoraggia gli investimenti in asset e soluzioni tecnologiche europee, indebolendo l’ecosistema locale.
- Costi Sommersi: Le aziende hanno investito massicciamente nella formazione del personale e in pipeline di sviluppo ancorate alle catene di strumenti dei fornitori americani; questi diventano costi sommersi che rendono irrazionale il passaggio a nuove soluzioni, anche quando sarebbe strategicamente necessario.
- Cattura delle Startup: Attraverso i crediti infrastrutturali, gli hyperscaler attirano le startup nelle fasi iniziali, vincolandole ai loro ecosistemi proprietari e creando una dipendenza tecnologica a lungo termine sin dalla nascita dell’azienda.
In che modo l’intelligenza artificiale influisce sulla sovranità digitale europea?
L’intelligenza artificiale (IA) agisce come un catalizzatore critico per la sovranità digitale europea, rappresentando sia una nuova forma di dipendenza tecnologica sia un’opportunità strategica per riaffermare l’autonomia del continente.
Ecco i principali modi in cui l’IA influisce sulla sovranità digitale:
1. Amplificatore della dipendenza infrastrutturale
L’IA non è un’entità isolata, ma si basa su diversi livelli dello “stack” tecnologico (computazione, ambienti dati, strumenti di IA) che sono attualmente dominati da infrastrutture di proprietà statunitense. Questa dipendenza limita l’agenzia europea sulla direzione dell’innovazione e comporta rischi per la sicurezza e la resilienza. In particolare, le startup europee vengono spesso “catturate” precocemente dai grandi fornitori di cloud (hyperscaler) attraverso crediti infrastrutturali, creando una dipendenza tecnologica a lungo termine.
2. Creazione di una “tempesta perfetta” geopolitica
L’emergere dell’economia dell’IA, unito alle turbolenze geopolitiche, sta creando una “tempesta perfetta” che spinge le organizzazioni europee verso soluzioni sovrane.
- Si stima che entro il 2027, il 70% delle organizzazioni in EMEA sceglierà piattaforme cloud sovrane da fornitori locali specificamente per i propri carichi di lavoro di IA.
- Il 60% delle imprese europee è oggi più propenso ad adottare soluzioni di sovranità digitale per l’IA a causa della necessità di una governance e di una conformità rigorose.
3. Opportunità nell’IA Industriale
L’Europa possiede un vantaggio strutturale nell’IA applicata ai settori industriali (manifattura, energia, automotive, sanità) grazie alla disponibilità di dati di dominio di alta qualità (registri di processo, dati dei sensori).
- Molte aziende sono restie a trasferire questi dati sensibili sui cloud degli hyperscaler statunitensi per timore di perdere il controllo competitivo.
- Esiste quindi una forte domanda di infrastrutture di IA sovrane che permettano di addestrare modelli specializzati senza cedere il controllo sui dati operativi.
4. Strategie di risposta: Alleanze tra acquirenti
Per contrastare il dominio esterno, si propone l’uso di “Buyers’ Alliances” (Alleanze di acquirenti) per aggregare la domanda di potenza di calcolo per l’IA. Queste alleanze mirano a:
- Ancorare i carichi di lavoro di IA in ambienti infrastrutturali europei.
- Sperimentare modelli di “asta doppia” per far combaciare in modo dinamico l’offerta e la domanda di risorse di calcolo per l’IA.
- Creare ambienti di sviluppo industriale condivisi dove le aziende possano accedere a capacità di calcolo esterna (potenzialmente collegate a EuroHPC) mantenendo la piena sovranità sui propri dataset.
Come evitare la dipendenza dagli Hypescaler USA
Le startup possono evitare la dipendenza dagli hyperscaler (lock-in) adottando strategie collettive e optando per infrastrutture che garantiscano l’interoperabilità sin dalle prime fasi di sviluppo.
1. Partecipazione a “Buyers’ Alliances” (Alleanze di acquirenti)
Le startup possono unirsi in coalizioni di domanda per ottenere un potere contrattuale che singolarmente non avrebbero. Queste alleanze, coordinate da intermediari neutrali come la Fondazione EuroStack, permettono di:
- Accedere a “startup kit” dedicati, che includono crediti computazionali e piattaforme di sviluppo su infrastrutture europee.
- Delegare a un intermediario il compito di valutare i fornitori e negoziare soluzioni ottimizzate per la resilienza legale e la sicurezza a lungo termine.
- Ridurre il rischio individuale di “muoversi per primi” verso nuovi fornitori, dividendo i costi di transizione e apprendimento con altri attori.
2. Adozione di stack tecnologici aperti e interoperabili
Per evitare di essere “catturate” dagli ecosistemi proprietari attraverso i crediti infrastrutturali gratuiti (che spesso vincolano la startup a lungo termine), le aziende emergenti dovrebbero privilegiare:
- Ambienti di sviluppo interoperabili che permettano di spostare i carichi di lavoro tra diversi fornitori senza dover riscrivere il codice (portabilità).
- Standard Open Source, che migliorano l’auditabilità e riducono il legame indissolubile con un singolo venditore.
- Soluzioni “hardware agnostic”, che garantiscano il funzionamento del software indipendentemente dall’ambiente infrastrutturale sottostante.
3. Sfruttamento di programmi di accesso europei
Esiste una proposta per creare un “terzo binario” specifico per le startup attente alla sovranità, che mira a:
- Reindirizzare i crediti infrastrutturali verso fornitori europei, garantendo alle startup la stessa facilità di accesso alle risorse di calcolo offerta dagli hyperscaler, ma senza i vincoli di dipendenza.
- Ancorare le attività di sviluppo iniziali all’interno di ecosistemi infrastrutturali locali, contribuendo contemporaneamente alla crescita di un mercato tecnologico sovrano in Europa.
4. Nuovi modelli di coordinamento (Double-Auction)
In futuro, le startup potrebbero beneficiare di modelli di coordinamento basati sul mercato, come il modello “double-auction” per il calcolo IA. Questo sistema permetterebbe di far incontrare in modo dinamico l’offerta di fornitori di infrastrutture e la domanda degli utenti industriali e delle startup, ottimizzando i costi e garantendo l’accesso a risorse critiche in modo trasparente e non discriminatorio.
Cos’è il rischio ‘Kill Switch’ nel cloud?
Il rischio “Kill Switch” nel contesto del cloud si riferisce alla possibilità che un fornitore di servizi (tipicamente un grande “hyperscaler” statunitense) possa limitare unilateralmente o interrompere completamente l’accesso a servizi IT critici.
- Percezione del rischio: Uno studio citato nei documenti indica che l’83% delle aziende (nella regione DACH) considera questo scenario realistico.
- Cause scatenanti: Tale interruzione potrebbe avvenire a causa di decisioni unilaterali del fornitore o essere influenzata da tensioni geopolitiche, portando a una degradazione o sospensione dei servizi essenziali per le attività industriali, commerciali o istituzionali.
- Mancanza di preparazione: Nonostante l’alta percezione del rischio, circa il 43% delle aziende non ha una strategia di uscita (exit strategy) e quasi la metà non dispone di un piano di emergenza o di un “Piano B” per affrontare una simile eventualità.
- Impatto sulla sovranità: Questo scenario è uno dei motori che spingono verso la ricerca di sovranità digitale, poiché la dipendenza da infrastrutture estere sottrae alle organizzazioni europee il controllo sulla propria resilienza operativa.
Quali sono i vantaggi degli standard Open Source?
L’adozione di standard Open Source e di interfacce aperte è considerata nelle fonti una strategia fondamentale per contrastare il dominio degli hyperscaler e rafforzare la sovranità digitale.
I principali vantaggi identificati nei documenti includono:
1. Riduzione del “Vendor Lock-in” e Portabilità
Gli standard Open Source riducono la dipendenza indissolubile da un singolo fornitore. A differenza delle interfacce chiuse e proprietarie che rendono la migrazione costosa e complessa, le soluzioni aperte favoriscono la portabilità dei carichi di lavoro, permettendo alle aziende di spostare i propri dati e applicazioni tra diversi fornitori senza dover affrontare pesanti re-ingegnerizzazioni.
2. Maggiore Audibilità e Trasparenza
L’uso di soluzioni basate su codice aperto migliora significativamente l’auditabilità dei sistemi. Questo è cruciale per la sicurezza e la sovranità, poiché permette alle organizzazioni di verificare direttamente come vengono gestiti i dati e di assicurarsi che non vi siano vulnerabilità nascoste o funzioni non dichiarate.
3. Abbattimento dei Costi e dei Margini dei Fornitori
Prendendo come esempio l’Open Compute Project (OCP), l’adozione di standard aperti nell’hardware ha permesso di:
- Eliminare le “scatole nere” dei fornitori tradizionali, che spesso includono funzioni non necessarie e contratti di manutenzione restrittivi e costosi.
- Permettere ai grandi acquirenti di bypassare gli intermediari e rivolgersi direttamente ai produttori originali (ODM), favorendo un mercato con margini più bassi e volumi più alti.
4. Interoperabilità e Standardizzazione del Mercato
Gli standard aperti garantiscono che componenti di diversi fornitori possano lavorare insieme. Questo è particolarmente rilevante in settori emergenti come l’infrastruttura per l’IA, dove la standardizzazione mira a creare un’industria interoperabile, evitando che i massicci investimenti nel settore rimangano bloccati in ecosistemi chiusi.
5. Rottura dei Monopoli e degli Oligopoli
Le alleanze che promuovono interfacce aperte (come la O-RAN Alliance nelle telecomunicazioni) permettono agli operatori di “mescolare e abbinare” (mix and match) venditori diversi. Questo meccanismo:
- Mantiene i prezzi “onesti” attraverso una concorrenza più serrata.
- Favorisce l’ingresso nel mercato di venditori piccoli e innovativi che altrimenti non potrebbero competere con i giganti del settore.
In sintesi, gli standard Open Source spostano il potere contrattuale dal venditore all’acquirente, permettendo a quest’ultimo di definire collettivamente quali tecnologie debbano essere costruite, invece di subire passivamente le scelte dei grandi fornitori.



