Archivi tag: telecom Italia

Enel Open Fiber: operatore di lungo periodo o investitore finanziario?

Enel Open Fiber: operatore di lungo periodo o investitore finanziario?
Il pericolo piu’ grande è il massacro del mercato wholesale
Di Dario Denni

Enel Open Fiber è un esperimento di politica industriale intentato dal Governo in collaborazione con un partner privilegiato come Enel per la stesura della fibra ottica non solo nelle aree a fallimento di mercato, ma anche nelle aree piu’ ricche dove si verifica una concorrenza tra operatori infrastrutturati.

Molto spesso il focus è centralizzato sull’aspetto del risparmio che Enel Open Fiber potrebbe avere nella stesura della fibra ottica per via della sostituzione dei contatori, rispetto a un qualunque altro operatore – pure impegnato nello stesso business – che però è appesantito da una struttura di costi irrecuperabili legati ai lavori di scavo e senza il privilegio di poter godere di sinergie con settori economici attigui, come ad esempio quello elettrico.

LEGGI L’ARTICOLO INTEGRALE SU KEY4BIZ

Earnings Call Q3 Telecom Italia:

Nella Earnings Call Q3 Marco Patuano porta un simpatico minus dei ricavi totali e dei servizi anno su anno e ovviamente mette il cappello sulla conversione delle azioni di risparmio Telecom Italia.

Ma c’è una cosa che fa spuzzare Goldman Sachs: l’EBITDA 2016 non tiene conto della litigation.

Sul Brasile Patuano nega di aver ricevuto offerte dirette, altrimenti le avrebbe presentante.

Su Metroweb si limita a dire che è irrilevante il loro investimento.

Sul cablaggio delle case il problema sono i borghi storici.

Tappeto rosso sotto i piedi di Cristoforo Morandini, presente, presentato ma non coinvolto.

Bel botta e risposta con Nomura sulla vendita degli smarphone 4G che da margini senza troppi sussidi.

Credit Suisse gli chiede dell’equivalence sul wholesale: Patuano risponde che costerà tempo (+1Y) e denaro.

Patuano dichiara chiusa la controversia con Fastweb ma l’accordo resta confidenziale.

Xavier Niel: chi era costui?

Chi è Xavier Niel? Tutto quello che c’è da sapere sulla scalata francese a Telecom Italia ve lo spiego in due articoli:

________________________________________________

La scalata francese a Telecom Italia: intrigo internazionale?

di Dario Denni
Per spiegare la scalata francese a Telecom Italia senza ricorrere a termini tecnici che renderebbero noiosa l’intera trattazione dobbiamo necessariamente far partire l’indagine dal passato imprenditoriale e familiare del magnate francese Xavier Niel. Approfondire le sue relazioni, significa riportare alcune illazioni giornalistiche che trattano i rapporti ben noti che questo imprenditore ha con la politica e con la finanza, non solo in Francia ma in molte aree del pianeta, dalla Russia all’America.

Continua a leggere su Fanpage.it

 

_______________________________________________

Sulla scalata francese a Telecom Italia indaghi l’Antitrust

di Dario Denni
La Consob e l’Antitrust sono due autorità che vigilano sui mercati. La prima è presidio delle operazioni per le Società e la Borsa; la seconda invece è presidio della concorrenza. Avendo competenze separate, la prima indaga su eventuali abusi di natura finanziaria, mentre la seconda va a caccia di fattispecie collusive. È bene tenerle a mente entrambe per la vicenda che andiamo ora a raccontare.

di Dario Denni

Continua a leggere su Huffingtonpost

Ecco perchè non spetta ad Enel fare la banda ultralarga

di Dario Denni

È il nuovo miracolo italiano e ce lo hanno dato per certo: la fibra ottica fino a casa ce la porterà Enel, un operatore attivo nel mercato elettrico che dovendo cambiare i contatori ormai obsoleti nelle case degli italiani, potrebbe nel mentre approfittare per cablare gli appartamenti con un cavo ottico che poi dovrebbe essere messo a disposizione degli operatori telefonici affinché lo attivino con gli apparati che consentono il trasporto dei dati.

Internet ultraveloce, in pratica, di viene scodellato sul piatto con una ricetta davvero unica, una furbata italiana, una bischerata fiorentina che però dovrebbe farci recuperare posizioni nel digitale, un settore dove arranchiamo da anni e con fatica.

Orbene, io sono uno di quelli che ha creduto a tutti i piani governativi per la banda larga degli ultimi dieci anni, non vedo perché proprio adesso debba essere scettico solo perchè Matteo Renzi ha deciso di affidare ad Enel (un operatore del mercato elettrico) quello che nessun operatore telefonico è in grado, o vuole, o può fare.

È chiaro che se ha deciso, il premier non deve dare spiegazioni a nessuno, di certo non a me: può farlo. Prova ne sia l’esercizio di potere che ha prodotto come effetto la promozione a Gran Consigliere di Franco Bassanini (che sia stata, invece, una cacciata?). Ebbene oggi, se Metroweb deve andare a fare un accordo con Telecom Italia, chiama i rappresentanti dei suoi maggiori azionisti e li manda a Parigi a parlare con Vivendi. È un segno dei tempi anche questo!

Dunque perché adesso Matteo Renzi deve perdere tempo a ricevere a Palazzo Chigi Vittorio Colao di Vodafone? Che gli deve dire? In cosa si deve legittimare? Che tipo di rassicurazioni vuole? I giornalisti dicono che se poi gli operatori non comprano la fibra spenta da Enel, è inutile che Starace si arrovelli la testa e il bilancio a scavare. Facezie.

Questi accordi non si fanno con in gioco il rischio degli altri: Renzi può avere tutte le rassicurazioni o raccogliere tutti i dubbi possibili, l’appoggio politico con i debiti degli altri conta molto poco. Anche per questo, probabilmente, Telecom Italia non si è fatta avvelenare dalle ricette del nuovo ”cuoco” di Farinetti quando gli proponeva di accordarsi con Metroweb e conferire la rete in rame in una società dove non avrebbe mantenuto la quota di controllo.

C’è ed è evidente qualcosa che la politica non ha capito: il ritardo infrastrutturale italiano non si colma con le furbate. Ho il sentore, stavolta, che la strada intrapresa ci porterà a perdere ancora una volta e sempre di più al controllo della rete, rendendo incerto ogni recupero sul fronte dell’infrastrutturazione ottica del nostro Paese.

Agcom sfida gli OLO sulla segmentazione geografica

Litigiosità e orientamento al costo come motivi del ritardo infrastrutturale italiano. L’Italia rischia di essere doppiata dagli altri Paesi in termini di penetrazione di Internet in banda ultra-larga.

L’identificazione e l’analisi dei mercati di accesso alla rete fissa di Telecom Italia è un argomento tecnico che interessa solo gli addetti ai lavori. In questo articolo semplificheremo al massimo terminologie e concetti fino a raggiungere un livello di comprensione basico, sufficiente per capire perché l’Italia rischia di essere doppiata dagli altri Paesi in termini di penetrazione di Internet in banda ultra-larga.

  • Litigiosità come motivo di ritardo
  • Un occhio di riguardo al giudice amministrativo
  • I mercati rilevanti: il palleggio tra Roma e Bruxelles
  • La differenziazione geografica e dei rimedi
  • Perché’ gli OLO si oppongono alla segmentazione?
  • Ma di quale rischio stiamo parlando?
  • Il rischio dell’operatore concorrente
  • Dove sta la concorrenza nella fibra?
  • Conclusioni

Leggi l’articolo integrale su KEY4BIZ

Migrazione da Telecom Italia a Tiscali : ADSL e Voce fatturati due volte

Ho fatto il passaggio a Tiscali 7 mesi fa, a giugno. E’ migrata la ADSL dopo 3 settimane dal contratto. E’ arrivato il router. Pinga e sale. E’ arrivato pure SMS di conferma “il tuo numero è con noi” ad agosto.

Ieri – dopo 7 mesi – mi è arrivata una bolletta astronomica di Telecom Italia. Chiamo il 191: a Telecom risulta che sto ancora con loro.

Allora navigo MyTIscali senza trovare un form di segnalazioni per risolvere online. Dunque chiamo l’helpdesk Tiscali e sto due ore (2ORE!) perchè mi risponda qualcuno al 130 a cui risulta che ho il servizio ADSL con loro ma solo la voce non è migrata.

Telecom non chiude ancora il contratto perchè Tiscali non ha segnalato.  Ma che aziende. Che migrazioni.

UAU. Non volevo proprio… ma devo davvero chiamare qualche amico per risolvere il problema?

P.S. Il servizio help desk di Tiscali online, 130 e social (Twitter e Facebook) è penoso. Al telefono aspetti 2 ore. Il sito Tiscali non ha moduli  form online di segnalazione. I social non rispondono e comunque non c’è privacy a twittare un tuo problema.

Chi è Marco Fossati?

Vi propongo i link a due articoli che ho scritto per accendere un faro sulla figura e sulle strategie di Marco Fossati.

Gli ultimi tre mesi di Marco Fossati: dal dado Star a F2i attraverso Telecom Italia – di Dario Denni

Da qualche mese abbiamo un nuovo protagonista nel panorama delle TLC italiane: il suo nome è Marco Fossati. Rimasto per anni silente mentre vedeva erodersi il suo capitale investito, nel giro di poche settimane si è però dimostrato capace di salire in quota critica come azionariato di Telecom Italia spingendosi fino a chiedere la revoca del Consiglio di Amministrazione con tanto di fissazione di Assemblea e di cospirazione con altri investitori internazionali contrari alle scelte del management in primis, nonché di TELCO e del modus operandi di coloro che lo hanno incomprensibilmente escluso dal collocamento dei convertendo. Procediamo per gradi.

Continua a leggere su Huffington Post

 

Da Telecom Italia a F2i: tutte le strategie di Marco Fossati – di Dario Denni

TELECOMS – Le ultimissime notizie sugli scenari azionari internazionali di Telecom Italia hanno portato alla ribalta Marco Fossati, investitore italiano da sempre molto critico con il management che guida l’azienda, responsabile a suo dire dell’erosione del valore delle sue azioni e che per questo dovrà sottoporsi in Assemblea ad una mozione di sfiducia che rischia di travolgere per la prima volta l’intero CDA.

Continua a leggere su Key4biz