Per mesi l’Occidente ha ipotizzato che il blocco delle esportazioni di chip avanzati avrebbe paralizzato lo sviluppo tecnologico cinese. Si riteneva che, senza le GPU di ultima generazione prodotte negli Stati Uniti, la Cina non potesse mantenere il passo della frontiera computazionale. E invece la resilienza è enorme perché la Cina si avvia alla piena indipendenza digitale ed al controllo di tutto lo stack tecnologico a partire proprio dai Chip. Deepseek sta dimostrando che in coppia con Huawei potrà ancora sorprenderci. L’America ha meno certezze di avere ancora delle leve forti da giocarsi sulla competizione AI con il dragone. E la Germania? C’è bisogno di approfondire ancora il dominio cognitivo che porta distorsioni: sembra che senza un campione continentale non si possano muovere passi autonomi. Ed è un vero peccato.
- La smentita: Il rilascio di DeepSeek V4 e l’annuncio dei nuovi chip Huawei Ascend 950PR e 950DT dimostrano che Pechino ha superato l’ostacolo, ottimizzando il software per girare su hardware proprietario. Washington ha risposto con il memorandum NSTM-4, che classifica i modelli AI come asset critici per la sicurezza nazionale, limitandone la diffusione come fossero armi.
- La risposta Europea: L’acquisizione della tedesca Aleph Alpha da parte della canadese Cohere crea un colosso da 20 miliardi di dollari. L’obiettivo è offrire alle aziende un’alternativa “sovrana” e meno dipendente dai giganti della Silicon Valley, mentre nel Regno Unito cresce il timore per la gestione dei dati sensibili della difesa su infrastrutture estere.

Sommario
Focus Italia: Tra Robotica e Grandi Numeri di Regolo.AI
L’Italia cerca una propria via all’automazione, cercando di coniugare l’efficienza dei sistemi digitali con la flessibilità tipica del suo tessuto industriale. Mi piace l’idea che non ci siamo arresi. Almaviva fa del suo meglio per farsi notare, in ambienti confindustriali ed istituzionali ci riesce bene. E’ quasi il momento di lasciar parlare il mercato. Il mercato sta premiando un inference-provider, REGOLO.ai che supera i 2 miliardi di token processati in un solo giorno!
Seeweb (DHH Group) annuncia un nuovo record operativo per la sua piattaforma di inference AI europea: Regolo.ai ha superato per la prima volta i 2 miliardi di token generati in 24 ore. La piattaforma, interamente sviluppata internamente con stack software proprietario, opera su infrastruttura GPU ospitata in data center europei alimentati esclusivamente da energia rinnovabile e in piena compliance con il principio DNSH (“Do No Significant Harm”) previsto dalla tassonomia UE. «Questa settimana abbiamo tagliato un traguardo importante», ha dichiarato Antonio Baldassarra, CEO di DHH Spa e Seeweb. «Dimostriamo che è possibile costruire un’infrastruttura AI sovrana europea, sostenibile e performante». Disponibile da oggi anche Brick-v1-beta. Contestualmente al record di traffico, Regolo.ai ha reso disponibile per i primi test il nuovo meta-modello Brick-v1-beta, nato da un’idea di Francesco Massa (Regolo Labs). Per il modello è in uscita a breve un articolo scientifico che ne illustrerà architettura e prestazioni.Regolo.ai offre un’API compatibile con OpenAI e si distingue per la politica di zero data retention e per la completa residenza dei dati sul territorio europeo, rivolgendosi sia a sviluppatori che a imprese attente alla sovranità digitale e alla privacy.
- Robotica collaborativa: Contrariamente al mito della fabbrica totalmente vuota, le aziende italiane stanno investendo nei cobot, robot progettati per assistere l’uomo anziché sostituirlo. L’obiettivo è aumentare la produttività mantenendo la supervisione umana sul processo creativo e qualitativo.
- Il successo di Almaviva: I risultati finanziari di Almaviva, con ricavi proforma a 1,8 miliardi di euro, dimostrano che il settore tech italiano è in salute. La strategia del gruppo punta sull’internazionalizzazione e sull’applicazione dell’AI ai servizi pubblici e alle infrastrutture critiche, posizionandosi come player di rilievo europeo.
- Concetto chiave: Tokenmaxxing: È la nuova tendenza della Silicon Valley che identifica la produttività con il consumo di token. L’idea di fondo è che la capacità di un’azienda di generare valore sia direttamente proporzionale alla quantità di intelligenza artificiale che riesce a iniettare nei propri processi, trattando il calcolo computazionale come una materia prima essenziale.
Il Mercato dei Giganti: Ribaltoni e Nuovi Standard in danno dei lavoratori

La gerarchia tra le big tech dell’intelligenza artificiale non è più scolpita nella pietra. Il mercato sta premiando le aziende che dimostrano di poter integrare l’AI nei processi aziendali reali rispetto a chi punta solo sulla spettacolarità dei chatbot. Iniziamo dalla fine. I Colossi americani continuano ad investire miliardi di dollari, spesso indebitandosi, ma con grande consapevolezza che non potrebbero fare altrimenti. Questo va a scapito dell’occupazione, perchè si cerca efficienza con i licenziamenti. Quindi la discussione etica sull’Human in the loop ha appena avuto una svolta di senso logico, per cui l’uomo, intanto è messo fuori dal loop. E non è banale. E’ esattamente quello che sta accadendo. Si dirà che Anthropic vola altissimo. Sta conquistando la vetta della preferenza e dell’integrazione in progetti veri. Non test. Non proof of concept. Non annunci. O comunque non solamente quelli.
- Il sorpasso: Sui mercati secondari, Anthropic ha raggiunto una valutazione di 1 trilione di dollari, superando OpenAI. Questo segnale indica una preferenza degli investitori per modelli più sicuri e pronti per l’impresa. OpenAI ha reagito lanciando GPT-5.5, focalizzato sugli agenti autonomi, e ChatGPT for Clinicians, una versione specifica e gratuita per il settore sanitario.
- Il capitale dei chip: La decisione di Meta di licenziare 8.000 dipendenti per reinvestire i capitali in infrastrutture computazionali segna un cambio di paradigma: nella nuova economia, la potenza di calcolo (il ferro) è considerata un investimento più strategico della forza lavoro umana.
Hardware e Coding: La Nuova Grammatica
Ve ne siete accorti? La competizione si è spostata dalla creazione dei modelli alla costruzione delle macchine che li alimentano. Senza un controllo diretto sul silicio, le aziende rischiano di vedere i propri margini erosi dai costi energetici e dai fornitori di hardware. Ma non c’è niente di strano. Mentre gli Stati cercano l’indipendenza dal dominio tecnologico degli Stati-fornitori di apparati, beh, le grandi corporate cercano l’indipendenza dai fornitori. Il Lock-in non è solo del consumatore finale dentro un sistema verticale, privato, che non interopera. Il Lock-in si può avere anche al livello superiore, quando un’azienda è costretta a comprare solo da un fornitore. Due livelli diversi, stesso problema. Solo che con la forza economica di Google, essere dipendenti è una scelta, opzionabile, per avere tempo per sviluppare all’interno un proprio chip e cercare di farlo scalare per diventare uno standard. Le TPU sono un momento differenziale importantissimo. Lo faccio io, a modo mio. Potrebbe perfino applicarsi ai programmatori che hanno scelto di usare il coding delle macchine AI per risparmiare tempo, una dipendenza cognitiva anche in questo caso. Non c’è solo l’elemento della sostituzione uomo/agente AI, ma è un momento di distruzione del valore. La riconquista passa attraverso il controllo. Il potere di controllo deve diventare una pretesa.
- L’autonomia del silicio: Intel ha registrato una ripresa significativa grazie alla domanda di CPU per l’AI, ma è Google a guidare l’innovazione con l’ottava generazione delle proprie TPU. Progettando chip internamente, Google riduce i costi e ottimizza le prestazioni dei propri servizi cloud.
- Sviluppo agentico: Strumenti come Claude Code di Anthropic e agents-cli di Google stanno trasformando il lavoro del programmatore. Non si tratta più di scrivere righe di codice, ma di gestire agenti che scrivono, correggono e implementano software in autonomia. Il “dashboard delle parolacce” di Claude è una metrica ironica ma reale per misurare la frustrazione degli utenti durante questo passaggio epocale.

