Vai al contenuto
Home » DHH prende in mano Tessellis e la porta nel futuro

DHH prende in mano Tessellis e la porta nel futuro

L’azienda DHH S.p.A. ha annunciato ufficialmente che la sua proposta per l’acquisto di un ramo d’azienda del Gruppo Tessellis, denominato Perimetro B.1, è stata accettata. Questa operazione strategica prevede l’integrazione di diverse risorse legate ai servizi B2B, includendo le attività di GO Internet e partecipazioni in società come X-Stream e Aetherna. Nonostante l’accettazione formale, il completamento definitivo del passaggio di proprietà resta vincolato all’ottenimento di specifiche autorizzazioni normative e governative. L’acquisizione si inserisce in un contesto di forte espansione per DHH, che mira a consolidare la propria posizione nelle infrastrutture digitali e nei servizi cloud. Il successo dell’operazione dipenderà ora dal rispetto di tutti gli obblighi contrattuali e legali previsti dalle attuali procedure di risanamento aziendale.

In cosa consiste l’operazione Tessellis-DHH

L’accettazione dell’offerta irrevocabile da parte del Consiglio di Amministrazione di Tessellis, formalizzata il 22 maggio 2026, rappresenta un passaggio risolutivo nel complesso iter di risanamento del Gruppo, avviato il 1° marzo 2026 attraverso il ricorso alla procedura di composizione negoziata della crisi. L’operazione si è consolidata a seguito di una fase negoziale serrata, culminata nell’emendamento dell’offerta presentato da Dominion Hosting Holding S.p.A. (DHH) in data 15 maggio 2026. Tale evoluzione riflette la volontà del CdA di perseguire una soluzione industriale superiore rispetto allo scenario concretamente alternativo della liquidazione atomistica degli asset. In assenza di un adeguato supporto finanziario atto a garantire la continuità aziendale diretta del perimetro interessato, la scelta di procedere con il trasferimento a DHH risponde alla necessità di prevenire una dispersione irreversibile del valore operativo e commerciale, assicurando al contempo una gestione ordinata delle relazioni con il mercato e una massimizzazione del valore di realizzo. Il bilanciamento tra la salvaguardia dell’avviamento e l’esigenza di stabilizzazione finanziaria delinea dunque una strategia di deconsolidamento mirato, funzionale alla definizione di un nuovo perimetro industriale.

Che cos’è il Perimetro B.1

Il cosiddetto Perimetro B.1 costituisce un ecosistema integrato di risorse organizzate e non una semplice aggregazione di partecipazioni, configurandosi come un’unità produttiva autonoma specializzata nel segmento tecnologico professionale. Gli asset oggetto dell’acquisizione includono il ramo d’azienda B2B di GO Internet S.p.A., la totalità o la quota di controllo in X-Stream S.r.l. e la partecipazione detenuta da Tiscali Italia S.p.A. in Aetherna S.r.l. L’integrazione di queste entità risulta strategicamente sinergica con il portafoglio di DHH, focalizzato su infrastrutture internet di nuova generazione. La connettività business di GO Internet e le competenze IT di X-Stream trovano una naturale collocazione nelle linee di business di DHH relative al cloud computing, ai managed IT services e alla business connectivity. Questa operazione permette di valorizzare capacità produttive che, sebbene in tensione nel contesto della crisi Tessellis, mantengono un elevato valore intrinseco se inserite in un network industriale solido, capace di estrarre valore dalle infrastrutture ultrabroadband e dai rapporti giuridici già consolidati nel mercato B2B.

La reazione dei mercati finanziari

La reazione dei mercati finanziari all’annuncio ha confermato la validità industriale dell’operazione: il titolo DHH ha registrato su Euronext Milan un incremento del 3,08%, attestandosi a 23,40 euro, mentre Tessellis ha segnato una tenuta con un +0,42% a 0,0721 euro. Per DHH, questa acquisizione si inserisce in una fase di espansione aggressiva, coerente con i risultati del primo trimestre 2026 che hanno evidenziato una crescita dei ricavi nel segmento AI superiore al 100% e un’attività di M&A particolarmente dinamica, come dimostrato dalla recente integrazione di BLS.

L’acquisizione del Perimetro B.1 rappresenta dunque un ulteriore tassello nel consolidamento del mercato delle infrastrutture digitali italiane. Per Tessellis, il successo del trasferimento è il termometro della fiducia degli investitori nella riuscita della composizione negoziata, offrendo una prospettiva di stabilizzazione finanziaria attraverso l’abbandono di rami non core. In ultima analisi, l’operazione delinea un futuro in cui la gestione proattiva della crisi si trasforma in un catalizzatore per il consolidamento industriale, favorendo la creazione di attori dimensionalmente più competitivi nel panorama tecnologico europeo.

L’analisi finanziaria di Intermonte su DHH

Beyond a Solid Quarter: M&A Reshaping DHH’s Perimeter si intitola così l’analisi finanziaria di Intermonte che esamina le prestazioni di DHH nel primo trimestre del 2026, evidenziando una crescita dei ricavi superiore alle aspettative e una solida generazione di cassa. Il report attribuisce particolare rilevanza alla strategia di espansione tramite acquisizioni, citando l’ingresso nel settore della cybersecurity con BLS e il rafforzamento della connettività B2B tramite l’operazione Tessellis.

La valutazione complessiva conferma un giudizio positivo, supportato dallo sviluppo organico nei segmenti del cloud computing e dell’intelligenza artificiale. I risultati del primo trimestre del 2026 di DHH mostrano una forte crescita e un’evoluzione strategica del proprio modello di business. Il fatturato ha raggiunto gli 11 milioni di euro, segnando un aumento del 14% su base annua e superando le previsioni del 7%. L’EBITDA si è attestato a 3,3 milioni di euro con un margine del 31%, un dato leggermente inferiore alle stime a causa di costi straordinari una tantum legati alle recenti acquisizioni e alla dismissione del data center di Sesto San Giovanni. L’azienda vanta un’ottima conversione di cassa operativa (114%), una cassa netta di 1,5 milioni di euro a fine marzo e ricavi ricorrenti che coprono il 92% del totale.

Il modello DHH per il cloud nazionale

Nel contesto dell’attuale transizione digitale italiana, le infrastrutture cloud e i data center hanno superato la dimensione di meri supporti tecnici per configurarsi come asset strategici indispensabili alla resilienza economica nazionale. L’analisi del posizionamento di DHH Dominion Hosting rivela una coerenza profonda con gli obiettivi del progetto Growth Italia, dove la società non si limita a occupare una quota di mercato, ma agisce come un catalizzatore di stabilità strutturale. In una nazione caratterizzata da un tessuto produttivo di piccole e medie imprese in fase di digitalizzazione accelerata, la specializzazione infrastrutturale di DHH risponde a una precisa esigenza di certezza e continuità operativa. La visione del CEO Antonio Baldassarra delinea un mercato in cui la crescita non è un fine isolato, ma il risultato di un consolidamento sistemico che trasforma l’infrastruttura nella colonna vertebrale digitale del Paese. Tale stabilità, essenziale per mitigare le incertezze del passaggio tecnologico, impone una traiettoria di sviluppo basata sulla scalabilità dimensionale, rendendo l’espansione attraverso acquisizioni mirate una leva necessaria per presidiare con autorevolezza il panorama competitivo.

Ad esempio, durante il convegno “IA ERA” presso il Senato della Repubblica, i vertici di Seeweb hanno evidenziato la necessità per il Paese di governare tre variabili cruciali: dati, energia e sovranità. La soluzione proposta per recuperare la sovranità digitale risiede in una riforma radicale del procurement pubblico. Attualmente, il 70% della spesa informatica della Pubblica Amministrazione europea finisce nelle casse di aziende extra-UE, finanziando con le tasse dei contribuenti la dipendenza tecnologica del continente. Diventa quindi fondamentale migliorare le regole delle gare d’appalto pubbliche per favorire le infrastrutture di prossimità, la gestione territoriale dei dati e le imprese che investono in Europa. Questo approccio deve includere anche una sostenibilità reale e non di facciata, ad esempio attraverso l’adozione di soluzioni concrete come l’abbandono dei sistemi di raffreddamento ad acqua per i server.

Oltre il Cloud: Cybersecurity e Connettività B2B

Il cloud computing rimane l’attività principale di DHH generando il 34% dei ricavi, mentre la piattaforma Regolo.ai, attiva nel comparto dell’intelligenza artificiale, ha raddoppiato i propri risultati superando i 1.000 clienti. A livello geografico l’Italia rappresenta il 69% del fatturato, affiancata dalla presenza storica nei Balcani. In virtù di questa espansione, le stime per il 2027 prevedono ora ricavi per 58,4 milioni di euro e un EBITDA di 19,3 milioni. La solidità finanziaria e la sottovalutazione rispetto ai concorrenti del settore hanno spinto ad alzare il prezzo obiettivo del titolo a 38 euro per azione (dai precedenti 32), confermando il giudizio di acquisto.

La metamorfosi del perimetro operativo di DHH è ora guidata da una rigorosa strategia di allocazione del capitale, sostenuta dai 7 milioni di euro derivanti dall’operazione di Accelerated Bookbuilding del dicembre precedente. Questo deployment di capitale non si limita a un semplice accrescimento volumetrico, ma ridisegna i confini competitivi del gruppo verso segmenti a marginalità superiore.

L’acquisizione della quota di maggioranza in BLS segna l’ingresso strategico nei servizi gestiti di cybersecurity, integrando un’entità che nel FY25 ha generato 2,5 milioni di euro di ricavi. Parallelamente, l’offerta vincolante per il ramo d’azienda B.1 di Tessellis, che include asset di rilievo come X-Stream, Aetherna e il comparto B2B di GO Internet, apporta una massa critica di 3.000 nuovi clienti business e ricavi incrementali per 12,7 milioni di euro. DHH evolve così da fornitore di infrastruttura a partner tecnologico integrato per le PMI, garantendo un accrescimento dell’utile per azione (EPS) nell’ordine del “low-twenties” a partire dal FY27, trasformando questi deal in pilastri fondamentali per la creazione di valore nel lungo termine.

La tesi di investimento di Intermonte è solida perchè si fonda sulla capacità del management di DHH, di estrarre sinergie tangibili da questa integrazione, puntando a replicare i margini di circa il 25% già ottenuti in passato, con il successo dell’integrazione di Connesi.

Connesi (Gruppo DHH) prepara il supporto alle infrastrutture ottiche

La crescita della domanda di banda larga in Italia, spinta dalle necessità di aziende e Pubblica Amministrazione per gestire cloud e intelligenza artificiale, trova una risposta nel potenziamento delle reti nazionali. Connesi, operatore del Gruppo DHH, ha già attivato un nuovo collegamento ad altissima velocità, pari a 400 Gigabit al secondo, per unire due importanti data center dell’area milanese. Questa operazione sfrutta una tecnologia avanzata che moltiplica la capacità di trasmissione dei dati attraverso la fibra ottica esistente, senza bisogno di effettuare nuovi scavi, e garantisce la massima continuità del servizio grazie a sistemi di sicurezza automatici in caso di guasti.

L’intervento porta a nove il numero di data center interconnessi a livello nazionale da Connesi, che sta anche per completare una nuova tratta tra Foligno, Ancona e Milano per unire stabilmente il Centro e il Nord Italia. Come sottolineato dai vertici aziendali, questo potenziamento migliora la qualità della rete su uno snodo cruciale del Paese e consolida la collaborazione interna al gruppo con la controllata Seeweb. Grazie a questa evoluzione, la società si trasforma da realtà locale a hub nazionale, offrendo un’infrastruttura integrata e affidabile per sostenere la trasformazione digitale delle imprese e dello Stato.

Espansione e diversificazione dell’offerta di DHH: i dettagli delle nuove acquisizioni

La crescita per linee esterne rappresenta una scelta obbligata in un settore ad alta intensità di capitale, dove il fattore tempo determina la sopravvivenza dei player infrastrutturali. DHH ha implementato una politica di acquisizioni che diverge radicalmente dal semplice accumulo di asset, puntando invece su un miglioramento qualitativo dell’ecosistema tecnologico. L’integrazione di realtà verticali permette di costruire una barriera competitiva contro i fornitori generalisti, offrendo soluzioni che non si limitano alla fornitura di spazio computazionale ma integrano competenze specialistiche e sovranità tecnologica. Questa diversificazione agisce come un meccanismo di protezione del valore, garantendo una resilienza superiore grazie alla capacità di presidiare segmenti di mercato differenziati e ad alto valore aggiunto. Consolidando queste competenze, DHH non si limita a reagire alle dinamiche di mercato, ma struttura un’offerta capace di intercettare flussi di domanda complessi, preparando il terreno per capitalizzare fenomeni emergenti di rilocalizzazione dei carichi di lavoro.

La “Formula DHH” per gli sviluppi futuri

L’innovazione nel comparto del cloud computing non rappresenta un punto di arrivo, bensì un processo iterativo essenziale per mantenere la competitività in uno scenario macroeconomico mutevole. Le prospettive a lungo termine di DHH poggiano sulla sintesi tra la proprietà di infrastrutture critiche, come i data center, e l’integrazione di competenze acquisite che fungono da moltiplicatore tecnologico. Questo modello, che definisce la “Formula DHH”, combina l’audacia nelle acquisizioni con un rigoroso controllo finanziario, permettendo all’azienda di anticipare i cicli tecnologici anziché subirli. La disponibilità di data center proprietari costituisce l’ancora fisica di una strategia digitale immateriale, garantendo quel vantaggio competitivo sostenibile che deriva dal controllo totale della filiera produttiva. In conclusione, la traiettoria di DHH si conferma come un caso di eccellenza nell’economia digitale italiana, dove la visione strategica del management e la solidità operativa convergono in un modello di crescita capace di generare valore duraturo attraverso la sintesi tra rigore finanziario, foresight tecnologico e una profonda radicazione infrastrutturale nel territorio.

La “Cloud Repatriation” apre nuove opportunità di Business

Il panorama internazionale sta assistendo all’emergere della Cloud Repatriation, un processo di migrazione dei carichi di lavoro dai public cloud globali verso infrastrutture locali più controllate e trasparenti. Questa tendenza non risponde solo a logiche di ottimizzazione dei costi, ma riflette una necessità geopolitica e regolatoria di sovranità del dato che i grandi hyperscaler globali faticano a soddisfare con la stessa granularità dei player locali.

DHH attraverso Seeweb si posiziona strategicamente per intercettare questa domanda, facendo leva sulla prossimità fisica e normativa come vantaggio competitivo differenziante. La capacità di offrire un ambiente infrastrutturale trasparente e vicino alle specificità del business locale permette di incrementare la fidelizzazione del cliente e, contestualmente, di migliorare la marginalità operativa grazie a una gestione più diretta dei carichi di lavoro. La repatriation si trasforma così in un driver fondamentale di business, dove la trasparenza e il controllo diventano i parametri su cui si misura l’affidabilità del provider nel lungo periodo.

Dalla Cloud Identity alla Frontiera dell’AI

La diversificazione tecnologica di DHH agisce come un potente mitigatore del rischio e, simultaneamente, come un acceleratore di crescita organica. Il Cloud Computing si conferma il cuore pulsante del gruppo con il 34% dei ricavi, ma è la verticalizzazione verso la Cloud Identity e il rispetto dei più rigorosi standard di data privacy a costituire un fossato difensivo cruciale nell’attuale scenario normativo europeo. In questo contesto di eccellenza tecnologica, spicca l’esplosione del comparto GPU/AI attraverso Regolo.ai, che ha registrato una crescita YoY superiore al 100% e ha già superato i 1.000 clienti registrati. Sebbene la monetizzazione su larga scala di questi servizi AI rappresenti un obiettivo di medio termine, la trazione commerciale registrata valida pienamente la visione lungimirante dell’Executive Chairman Nico Sica e del CEO Antonio Baldassarra. Geograficamente, DHH mantiene un baricentro solido in Italia, che genera il 69% del turnover con un incremento organico del 18%, mentre la presenza storica e stabile nei mercati dei Balcani (Slovenia, Croazia e Bulgaria) conferisce una stabilità di flussi di cassa rara nel comparto delle small-cap tecnologiche, ponendo le basi per l’aggiornamento dei target finanziari.

Il fenomeno REGOLO: la piattaforma AI di Seeweb (Gruppo DHH)

L’Italia sta portando avanti una propria strategia per l’automazione e l’intelligenza artificiale, unendo la flessibilità del suo tessuto industriale all’efficienza digitale. Ne è la prova Regolo.ai, la piattaforma di elaborazione per l’intelligenza artificiale di Seeweb (Gruppo DHH), che ha registrato un record operativo superando i 2 miliardi di token generati in sole 24 ore.

Sviluppata interamente con tecnologia proprietaria, la piattaforma Regolo.AI si basa su un’infrastruttura di processori grafici ospitata in data center europei alimentati da energia pulita, nel pieno rispetto delle rigide normative ambientali dell’Unione Europea. Oltre al picco di traffico, è stata rilasciata la versione di prova del nuovo modello “Brick-v1-beta” e a breve verranno pubblicati i dettagli scientifici sulla sua architettura. Pensata come alternativa sovrana ai colossi esteri, la piattaforma garantisce la totale cancellazione dei dati sensibili e la permanenza dei server in Europa, offrendo alle imprese e agli sviluppatori uno strumento sicuro, performante e attento alla privacy.

Regolo.AI si posiziona come il primo fornitore di inferenza europeo, offrendo un’alternativa indipendente ai grandi monopolisti tecnologici americani e cinesi attraverso un ecosistema fondato sulla sovranità digitale e sulla sostenibilità ambientale. La piattaforma garantisce il controllo totale dell’intero stack tecnologico – dalla costruzione fisica dei data center europei fino alla gestione diretta dei processori grafici (GPU) – assicurando che le informazioni non escano mai dai confini continentali e applicando una rigorosa politica di cancellazione immediata dei dati inviati dagli utenti, che non vengono mai conservati né riutilizzati.

Sul fronte dello sviluppo del software, la piattaforma promuove la programmazione guidata dalle specifiche, un paradigma che sfrutta la pianificazione logica dell’intelligenza artificiale unita alla supervisione dei programmatori più esperti per evitare errori e allucinazioni del codice. Questo approccio mitiga anche i rischi di sicurezza emersi con la diffusione dei nuovi agenti autonomi, i quali – se dotati di permessi di amministrazione e accesso indiscriminato ai sistemi di archiviazione – possono esporre le aziende a minacce di trasferimento non autorizzato di dati sensibili. Abbracciando la filosofia dei modelli open source e rifiutando logiche di vincolo commerciale, l’iniziativa si propone di trasformare l’Europa e l’Italia da semplici consumatrici a protagoniste consapevoli della transizione digitale.

L’impatto del segmento GPU e AI sulla crescita futura di DHH

Il comparto dedicato a GPU e intelligenza artificiale si conferma il motore più dinamico per la crescita di DHH, con un raddoppio dei risultati su base annua e oltre mille utenti già registrati sulla piattaforma Regolo.ai. Questo successo rappresenta il pilastro tecnologico su cui l’azienda vuole ridisegnare l’intera infrastruttura internet, puntando sull’innovazione e su elevati standard di tutela della privacy.

Gli analisti prevedono che l’intelligenza artificiale darà una forte spinta alle vendite future, integrandosi in un modello aziendale già solido e protetto da oltre il 90% di ricavi ricorrenti. Anche se l’aumento dei clienti è immediato, la monetizzazione e l’impatto massiccio sui profitti si manifesteranno appieno nel medio termine. Nel frattempo, l’adozione di tecnologie open-source garantisce un forte vantaggio competitivo, posizionando DHH come un attore chiave per l’espansione verso nuovi mercati europei.

L’architettura finanziaria dell’operazione DHH-Tessellis

L’architettura finanziaria della transazione è strutturata su un corrispettivo complessivo di 4,2 milioni di euro, cifra che riflette un’attenta valutazione del rischio operativo residuo e del contesto di ristrutturazione del debito. La scomposizione del pagamento prevede una componente fissa e immediata di 2,55 milioni di euro, integrata da una componente differita di 1,65 milioni di euro. Quest’ultima quota è soggetta a una rigorosa condizione sospensiva legata all’omologazione dello strumento di regolazione della crisi adottato dalle società del Gruppo Tessellis. Tale clausola agisce non solo come incentivo per il venditore nel concludere il percorso di risanamento, ma soprattutto come un essenziale meccanismo di mitigazione del rischio per l’acquirente, garantendo che l’esborso integrale sia vincolato alla definitiva stabilizzazione giuridica del perimetro. È fondamentale sottolineare che l’intera provvista finanziaria derivante dalla cessione è esplicitamente destinata al soddisfacimento del ceto creditorio, inserendosi come pilastro fondamentale nella sostenibilità del piano di risanamento complessivo.

In cosa consiste l’earn-out per Tessellis B.1

L’accordo per l’acquisizione del ramo d’azienda B.1 di Tessellis da parte di DHH prevede una struttura finanziaria pensata per mitigare i rischi legati alla situazione economica della società venditrice. Il prezzo totale pattuito è di 4,2 milioni di euro: di questi, 2,55 milioni di euro vengono versati in contanti al momento della chiusura dell’operazione, mentre la restante parte, pari a 1,65 milioni di euro, costituisce una componente di pagamento differita sotto forma di earn-out.

Il versamento di questo earn-out non è automatico, ma è strettamente subordinato al superamento e all’approvazione dello strumento di risoluzione della crisi aziendale di Tessellis. Nelle valutazioni finanziarie complessive sul Gruppo DHH, gli analisti prudenzialmente stimano il valore totale delle passività per earn-out legati alle varie acquisizioni in circa 2 milioni di euro, cifra che viene dedotta dal calcolo del valore netto del patrimonio azionario. Questa formula consente a DHH di proteggersi, vincolando una fetta importante dell’investimento al buon esito della ristrutturazione della controparte.

Sotto il profilo normativo, l’operazione trova il proprio fondamento nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (CCII), che disciplina il trasferimento degli asset in funzione della tutela della par condicio creditorum. Il perfezionamento dell’atto è subordinato al rispetto di vincoli procedurali stringenti, tra cui assume rilevanza primaria l’autorizzazione ai sensi dell’articolo 22, comma 1, lettera d) del CCII. Tale passaggio, unitamente al non dissenso dell’esperto indipendente nominato per la composizione negoziata, costituisce una garanzia di de-risking procedurale, proteggendo il trasferimento da potenziali eccezioni di inefficacia. Data la rilevanza strategica degli asset nel settore delle telecomunicazioni e dell’infrastruttura digitale nazionale, la validità del trasferimento resta vincolata all’ottenimento dei nulla osta relativi alla normativa Antitrust e alla disciplina Golden Power. Questi adempimenti burocratici, lungi dall’essere mere formalità, rappresentano i pilastri di legittimità che consentono il passaggio di proprietà degli asset strategici in un quadro di piena trasparenza e conformità normativa.

Il ramo B2C di Tiscali invece va a Canarbino

Il tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha confermato la cessione del ramo d’azienda B2C di Tiscali, marchio del Gruppo Tessellis, al Gruppo Canarbino, realtà operante nel mercato dell’energia. L’operazione, che coinvolge circa 600 dipendenti, sarà gestita tramite la società controllata Smeraldo e ha già incassato il via libera del Tribunale di Cagliari. L’affitto del ramo scatterà ufficialmente il prossimo primo giugno. Nel frattempo, il ministero continuerà a monitorare la restante parte di Tiscali rimasta esclusa dall’accordo, con l’obiettivo di garantire la continuità aziendale e proteggere l’occupazione e le competenze sul territorio sardo durante tutta la transizione.

Note finali e conclusioni

DHH ha accelerato la propria crescita attraverso due acquisizioni mirate, definite “bolt-on”, che espandono l’attività del gruppo verso mercati a maggiore redditività e aumentano i ricavi ricorrenti, portando a una revisione al rialzo delle stime finanziarie per il 2027.

La prima operazione riguarda l’acquisto del 65% di BLS, società di cybersecurity gestita che nel 2025 ha registrato 2,5 milioni di euro di ricavi e una cassa netta di 0,4 milioni. L’operazione è stata valutata sulla base di un valore aziendale complessivo di 1,3 milioni di euro e prevede un’opzione per rilevare il restante 35% entro sei mesi dall’approvazione del bilancio 2027.

La seconda mossa strategica è l’acquisizione del ramo d’azienda B.1 di Tessellis per la connettività business, che comprende le attività di X-Stream, Aetherna e il B2B di GO Internet (escludendo le frequenze FWA). Questo ramo d’azienda porta in dote oltre 3.000 clienti aziendali e un fatturato di 12,7 milioni di euro nel 2025, composto per l’80% da entrate ricorrenti. Il prezzo pattuito è di 4,2 milioni di euro, di cui 2,55 milioni versati subito in contanti e 1,65 milioni legati come bonus all’approvazione della ristrutturazione del debito di Tessellis. DHH punta a integrare queste attività con le proprie controllate Connesi e Seeweb, puntando a replicare l’efficienza e i margini di guadagno già ottenuti in passato.