Il 9 Aprile 2026, la Sala della Regina presso la Camera dei Deputati è stata il teatro di un confronto che segna una discontinuità necessaria nel dibattito sulla digitalizzazione del Paese. L’evento “Data center e digitale: le politiche per il mercato”, promosso dall’Intergruppo “Sostenibilità Digitale e Sovranità Tecnologica” su iniziativa dell’On. Amich e presentato da AIIP, non ha rappresentato una semplice occasione di networking, ma il lancio di una proposta di Autonomia Strategica per il sistema Italia.
In un’epoca di crescenti tensioni geopolitiche e dipendenze tecnologiche extra-europee, il dialogo tra decisori politici e leader industriali ha puntato a definire una rotta per l’indipendenza digitale. Le voci di Antonio Baldassarra (Seeweb), Stefano Sordi (Aruba) e Roberto Loro (Dedagroup) sono emerse non come semplici fornitori di servizi, ma come architetti di un ecosistema nazionale capace di gestire dati e potenza di calcolo con standard di sicurezza e giurisdizione superiori. La discussione ha trasceso la speculazione teorica per ancorarsi alla realtà macroeconomica, identificando nella spesa pubblica e nella resilienza infrastrutturale i motori della nuova politica industriale.
Sommario
Il Motore Economico: Il “Drenaggio Fiscale” e la Leva del Procurement
Antonio Baldassarra, CEO di Seeweb, ha invitato la platea istituzionale a riflettere su un paradosso fiscale insostenibile: l’impiego di risorse pubbliche per alimentare soggetti tecnologici che non restituiscono valore economico al fisco nazionale.
- Drenaggio fiscale delle risorse virtuose: Baldassarra ha utilizzato questa espressione per descrivere il trasferimento di capitali, prelevati dalla fiscalità generale italiana, verso Hyperscalers esteri. Questo meccanismo impoverisce il tessuto industriale locale, finanziando player globali che operano spesso in regimi di ottimizzazione fiscale aggressiva.
- La sovranità come condizione binaria: Baldassarra ha ricordato che la sovranità nazionale è una condizione assoluta da difendere, l’indipendenza tecnologica è un percorso incrementale che il Paese deve avere il coraggio di intraprendere oggi.
- Il Public Procurement a costo zero: La proposta più incisiva riguarda il riorientamento della spesa B2G (Business to Government). Riorientare anche solo una frazione del budget attuale verso fornitori locali “non costa nulla”, poiché si tratta di una riallocazione di fondi già stanziati, non di nuova spesa. Questo strumento di politica industriale è il più potente e immediato a disposizione del decisore politico.
- Oltre il mito del “Garage”: Guardando al modello statunitense, Baldassarra ha evidenziato come i giganti del tech non siano nati solo dall’intraprendenza privata, ma siano stati sostenuti in modo decisivo dal settore pubblico. L’Italia deve smettere di attendere la nascita di “campioni nazionali” per decreto e iniziare a stimolare i soggetti che già oggi vincono sul mercato.
Il Framework Operativo: Resilienza e Sovranità dei Processi
Stefano Sordi (Aruba) ha centrato il dibattito superando la visione “dato-centrica” per abbracciare quella dei processi e delle procedure. Se il dato è la risorsa, il processo è il meccanismo attraverso cui si esercita il controllo giurisdizionale.
- L’Ecosistema contro il Vendor Lock-in: Sordi ha evitato il termine “alternativa”, preferendo parlare di un “ecosistema digitale resiliente”. L’obiettivo non è sostituire un monopolio con un altro, ma creare un ambiente aperto che prevenga il vendor lock-in e garantisca la libertà di migrazione tra provider, condizione essenziale per la vera sovranità.
- Il Controllo delle Procedure: In un contesto di rischi geopolitici “cogenti”, la sovranità non risiede solo nel luogo di conservazione dei bit, ma nel controllo totale delle azioni e delle procedure operative. Se l’infrastruttura non risponde interamente alla legge italiana ed europea, la sovranità è un’illusione.
- La Validazione del Lotto 1: Il successo degli operatori locali nei servizi Cloud della Pubblica Amministrazione (Lotto 1) è la “prova provata” che l’industria nazionale può competere con i colossi globali. Questa vittoria dimostra che l’offerta italiana è matura, completa e capace di gestire la complessità dei carichi di lavoro istituzionali.
Il Modello Fisico: Innovazione Pragmatica e Infrastruttura Edge
Roberto Loro (Dedagroup) ha illustrato come la sovranità si traduca in asset fisici unici, presentando il caso del data center realizzato in una miniera attiva in Val di Non, a 100 metri di profondità.
- Governance e Territorio: Il progetto, che coinvolge una realtà da 12.000 dipendenti, è gestito da una compagine innovativa (49% Università di Trento e enti pubblici, 51% privati). Questo modello dimostra come il PNRR possa agire da catalizzatore per infrastrutture sovrane radicate nel territorio.
- Il superamento del TRL lineare: Loro ha spiegato che nel cloud e nell’AI, il concetto di Technology Readiness Level (TRL) come sequenza separata di ricerca, trasferimento e mercato è obsoleto. “Dobbiamo vivere questa tecnologia assieme”: la ricerca e l’applicazione di mercato devono avvenire simultaneamente per reggere il passo dell’innovazione globale.
- Analisi del Rischio e Inferenza Edge: La sovranità secondo Loro è un atto di pragmatismo: un’analisi del rischio applicata a dati e stack applicativi per decidere cosa mantenere sotto controllo diretto. L’infrastruttura in miniera è progettata specificamente per il supercalcolo dedicato all’inferenza edge, il vero fronte caldo della domanda tecnologica futura.
- Attrattività dei Talenti: Disporre di infrastrutture fisiche d’avanguardia sul suolo nazionale è l’unico modo per “attrarre e mantenere le competenze sul territorio”, evitando la fuga di cervelli verso i centri di ricerca delle Big Tech estere.
L’Intelligenza Artificiale come Acceleratore Infrastrutturale
L’Intelligenza Artificiale sta agendo da catalizzatore per una nuova domanda di infrastruttura sovrana. Come sottolineato da Sordi e Loro, la sfida non è solo algoritmica, ma di potenza computazionale e continuità operativa.
In assenza di grandi modelli linguistici (LLM) proprietari nazionali, la sovranità italiana si gioca sulla hosting and fine-tuning infrastructure. La strategia degli operatori locali consiste nell’offrire piattaforme ibride che consentano di integrare modelli globali su infrastrutture controllate, garantendo che i processi di addestramento e inferenza avvengano entro un perimetro di sicurezza nazionale. Questo approccio risolve il “vuoto sovrano” creato dalla divergenza tra la velocità dell’innovazione AI e i tempi della normativa europea (AI Act), offrendo alle aziende e alla PA una via sicura per l’adozione tecnologica.
Verso la Sovranità Cognitiva
L’evento della Sala della Regina ha cristallizzato una visione per cui l’indipendenza digitale non è più un’opzione, ma una necessità fiscale e politica. Il manifesto che emerge si articola su tre pilastri:
- Leva Fiscale: La spesa pubblica B2G deve essere utilizzata strategicamente per sostenere il PIL e l’industria tecnologica nazionale, eliminando il drenaggio di risorse verso l’estero.
- Ecosistema Resiliente: La sovranità risiede nel controllo giurisdizionale dei processi e nella capacità di prevenire il lock-in tecnologico attraverso provider locali certificati.
- Asset Fisici e Competenze: La localizzazione di infrastrutture critiche (come i data center in miniera) è la condizione necessaria per sviluppare l’intelligenza artificiale edge e preservare il capitale umano.
La sfida finale è il raggiungimento della “Sovranità Cognitiva”, ovvero la capacità del Paese di comprendere, gestire e governare le tecnologie che definiscono il suo futuro. Il sistema industriale italiano è pronto e competitivo; spetta ora alla politica dimostrare la stessa ricettività, trasformando queste eccellenze in una strategia nazionale coerente. Perché, come ammonito da Baldassarra, l’indipendenza è un percorso e “bisogna intanto decidere di iniziare a farlo”.












