Pochi sanno che Tesla non è stata solo la prima auto elettrica, ma la prima ad aver disintermediato i concessionari permettendo di essere comprata direttamente online. Questo quindi lo stile di Elon Musk.

ROMA, 9 MARZO 2026 – Con un post pubblico indirizzato direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Andrea Stroppa, esperto di cybersicurezza e principale referente di Elon Musk in Italia, ha sollevato una questione critica per la sicurezza nazionale: l’integrazione ufficiale della rete satellitare Starlink nelle infrastrutture di comunicazione del Ministero della Difesa e delle istituzioni italiane. L’appello di Stroppa giunge in un momento di forte tensione geopolitica. Solo pochi giorni fa, l’Italia ha annunciato la chiusura temporanea dell’Ambasciata a Teheran, trasferendo le operazioni diplomatiche a Baku per motivi di sicurezza.

Secondo quanto rivelato da Stroppa, la tecnologia Starlink si sarebbe già dimostrata “vitale” proprio in quel contesto: il personale diplomatico italiano avrebbe utilizzato i terminali satellitari di SpaceX per mantenere comunicazioni sicure e stabili durante gli ultimi difficili mesi in Iran, superando i limiti e i rischi delle reti locali.

Il “Modello Tesla” sbarca nella Difesa: L’Appello di Stroppa per Starlink

Esiste un filo rosso che lega l’acquisto di una Tesla online alla sicurezza delle nostre ambasciate: la disintermediazione. Anni fa, Elon Musk con Tesla scardinò l’industria automobilistica eliminando i concessionari e vendendo direttamente al consumatore. Oggi, quel medesimo approccio “diretto” è al centro dell’appello di Andrea Stroppa al Presidente Mattarella.

Stroppa non chiede nuovi e complessi appalti pluriennali, ma l’adozione ufficiale di Starlink per il Ministero della Difesa. Come Tesla ha rimosso gli intermediari per garantire efficienza e controllo del prezzo, nella proposta sembrerebbe che l’uso di Starlink permetterebbe all’Italia di scavalcare le lentezze della burocrazia tecnologica europea. Il caso dell’ambasciata in Iran è emblematico: mentre le reti tradizionali sono saltate, il personale diplomatico restava connesso grazie a terminali satellitari già pronti all’uso.

Il messaggio è chiaro: in un mondo dove la velocità è sicurezza, l’Italia dovrebbe adottare lo stile Musk, questo si evince dalla proposta di Stroppa. Non serve attendere decenni per infrastrutture sovrane se una soluzione agile e superiore è già disponibile “on-demand”. Disintermediare la difesa significa oggi prendersi un rischio ancora più grande e non avere alcuna certezza di poter garantire comunicazioni criptate e resilienti, superando i vecchi schemi per proteggere l’interesse nazionale. Sarà dunque questa la strada giusta? La consultazione americana aperta dalla FCC sulle asimmetrie regolamentari europee che – a loro parere – penalizzano i satellitari USA è un indizio chiaro che non possiamo fidarci.

Un sistema “ombra” da ufficializzare?

Il punto centrale del messaggio di Stroppa non riguarda la fornitura del servizio che di fatto sembrerebbe già utilizzato in via privata o semi-ufficiale da diplomatici e militari, ma la sua istituzionalizzazione.

  • Uso attuale: Molti funzionari utilizzano Starlink attraverso canali intermedi o configurazioni non strutturate a livello centrale.
  • La richiesta: Stroppa chiede che il Ministero della Difesa adotti una configurazione “ad hoc”, ovvero un sistema di comunicazione satellitare basato su Starlink ma gestito con standard di sicurezza nazionali, per garantire che l’Italia non resti isolata in scenari di crisi.

Sicurezza Nazionale e Sovranità Tecnologica

L’intervento di Stroppa si inserisce nel più ampio dibattito sulla sovranità tecnologica da riferirsi anche alle connessioni satellitari americane. Mentre l’Europa lavora al progetto IRIS² (la futura costellazione satellitare UE), la realtà dei fatti dimostra che oggi Starlink è l’unica infrastruttura pronta e resiliente capace di operare in zone di guerra o ad alto rischio.

“Sono convinto – scrive Stroppa – che la Sua saggezza saprà considerare questa una priorità per la sicurezza nazionale,” conclude Stroppa nel suo messaggio al Capo dello Stato, sottolineando l’urgenza di una decisione politica che metta al sicuro le comunicazioni sensibili del Paese.

Resta da vedere se il Quirinale o il Governo Meloni, che ha già mostrato interesse per gli usi militari della tecnologia di Musk in passato, risponderanno a questo appello pubblico con un piano d’azione concreto per la Difesa. Molto probabilmente l’appello di Stroppa farà discutere solo per i modi irrituali di rivolgersi al Capo dello Stato per questioni commerciali. Ma questo è solo un dettaglio.