Con Guerra profonda, Arturo di Corinto offre al lettore una mappatura dei principali eventi che hanno ridefinito la sicurezza informatica, la disinformazione e la sovranità digitale negli ultimi anni.
Più che un saggio teorico che ambisce a inventare nuove dottrine dal nulla, il volume si presenta come un grande e accurato almanacco della storia cyber recente. Per gli addetti ai lavori è un bel ripasso giornalistico. Per chi si avvicina alla materia, invece, è un buon atlante per orientarsi senza annoiarsi.
Arturo mette in campo la sua migliore dote, quella di essere un “bravo lettore” e un affidabile curatore di informazioni, anche complesse. Con la serietà tipica del giornalismo d’inchiesta, attinge a piene mani dal proprio network istituzionale e accademico, rendendo chiaro che nessuno nel cyberspazio parte mai da se stesso. Ogni capitolo è infatti densamente supportato da richiami a libri, studi e notizie, valorizzando il lavoro degli esperti verticali che hanno approfondito le singole materie meglio e prima di chiunque altro.
Da Baldoni a Floridi, da Bertola a Scorza, dalla Carfagna a Mezza. La struttura a tratti compilativa del testo non ne diminuisce l’utilità, al contrario, ne amplifica la funzione di manuale di consultazione.
Chiunque cerchi una cronologia abbastanza ordinata, sicuramente obiettiva e priva di speculazioni avrà tra le mani un grande affresco dei conflitti digitali contemporanei e troverà in questo lavoro un punto di riferimento per non dimenticare.
Ad un giornalista autorevole non si poteva chiedere di meglio, unire i puntini della complessità globale, la permacrisi di cui parlava Frattasi, elaborare un testo chiaro, scritto in parole semplici.

