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INPS, Vittimberga: “Serve un modello pubblico di IA per il welfare. La sovranità sui dati è una responsabilità democratica”

Non è solo una questione di efficienza burocratica o di modernizzazione tecnologica. Per l’INPS, l’adozione dell’intelligenza artificiale rappresenta una vera e propria sfida costituzionale. È questo il messaggio centrale lanciato da Valeria Vittimberga, Direttore Generale dell’Istituto, durante il convegno “Sicurezza interna ed esterna nelle crisi contemporanee”, svoltosi oggi presso l’Accademia INPS di Palazzo Mazzoni.

In un’aula gremita di esperti di sicurezza, giuristi e rappresentanti delle istituzioni, il vertice amministrativo del più grande ente previdenziale d’Europa ha delineato una “via italiana” all’IA. Una visione che si distacca dalle lusinghe del mercato globale per radicarsi nei principi della sovranità e della tutela dei dati sensibili.

La sovranità non si dichiara nei convegni, si esercita nei contratti di servizio. Se l’INPS riuscirà a costruire questo modello, avrà creato il primo vero esempio di Welfare-as-a-Service sovrano in Europa, trasformando il procurement da costo burocratico a leva di libertà politica.

L’IA come “Moltiplicatore”, non come “Decisore”

L’intervento di Valeria Vittimberga si è aperto con una distinzione filosofica prima ancora che tecnica: l’intelligenza artificiale può e deve moltiplicare le capacità della Pubblica Amministrazione, ma non ha titolo per deciderne le priorità. Nel suo intervento, il Direttore Generale ha spiegato che l’Istituto sta attivamente lavorando alla costruzione di un modello di IA del welfare, un sistema che non si affidi a motori di calcolo generalisti, ma che sia costruito su dati pubblici certificati.

L’obiettivo, secondo Vittimberga, è creare uno strumento mirato, capace di migliorare l’equità e l’efficienza del servizio senza mai sfuggire alla piena responsabilità istituzionale. In un sistema democratico, ha ribadito, la responsabilità delle scelte politiche deve restare in capo all’uomo e alle istituzioni che rappresentano il corpo elettorale.

Il Dato come Presidio di Democrazia

Uno dei passaggi più politici del discorso ha riguardato la sovranità sui dati. Vittimberga ha alzato il tono della discussione, definendo la sovranità europea sulle informazioni non come un tecnicismo da ingegneri, ma come una condizione esistenziale per la tenuta del welfare.

Chi controlla i dati, ha avvertito il Direttore, finisce inevitabilmente per controllare le politiche pubbliche. Per questo motivo, la difesa del perimetro dei dati INPS diventa, nella sua visione, un vero e proprio presidio democratico. Non si tratta solo di impedire furti di informazioni, ma di garantire che la conoscenza profonda della società italiana – contenuta negli immensi archivi dell’Istituto – resti un bene comune gestito dallo Stato nell’interesse collettivo, e non una risorsa per attori privati o potenze straniere.

Il Bilanciamento tra Trasparenza e Privacy

Affrontando il tema spinoso della trasparenza algoritmica, Vittimberga ha toccato uno dei punti più caldi della giurisprudenza amministrativa recente. Se da un lato il cittadino ha il diritto inalienabile di comprendere come e perché un algoritmo abbia preso una decisione che lo riguarda, dall’altro esiste il dovere di non esporre eccessivamente le persone più fragili.

Il Direttore ha sottolineato che la trasparenza è una garanzia costituzionale che deve però convivere con una protezione rigorosa della riservatezza. Un equilibrio delicatissimo, che richiede algoritmi “spiegabili” (la cosiddetta Explainable AI) ma protetti, per evitare che la trasparenza si trasformi in una vulnerabilità per chi è già in condizioni di bisogno. In chiusura, Vittimberga ha richiamato l’attenzione sulla necessità di compiere scelte architetturali precise. La difesa del perimetro pubblico dei dati richiede investimenti in infrastrutture nazionali, controllo ferreo sugli accessi e algoritmi sviluppati “in casa” o sotto stretta sorveglianza pubblica.

Non è solo una sfida amministrativa, ha concluso, ma una responsabilità democratica che chiama in causa il ruolo dello Stato nell’era digitale. Se il welfare è il contratto sociale che lega i cittadini, l’IA che lo gestisce deve essere la penna con cui questo contratto continua a essere scritto, rigorosamente in mano pubblica.

Il Paradigma del “Welfare Algoritmico Verticale”

L’INPS respinge l’idea di una IA “comprata a scatola chiusa” dai grandi player tecnologici (i cosiddetti hyperscalers). La scelta di puntare su un modello non generalista indica la volontà di creare una verticalizzazione normativa. Un sistema addestrato sulle leggi italiane è meno incline alle “allucinazioni” dei modelli linguistici comuni e garantisce che l’output sia sempre conforme al quadro legislativo vigente. Questo approccio riduce il rischio di distorsioni (bias) che spesso affliggono gli algoritmi sviluppati su contesti culturali o giuridici diversi da quello europeo.

La Geopolitica del Dato

Il richiamo alla “sovranità” non è casuale. In un contesto globale dove i dati sono il nuovo petrolio, l’INPS possiede uno dei giacimenti più preziosi d’Europa. Vittimberga trasla il concetto di sicurezza dal piano cibernetico a quello politico-istituzionale. Se l’erogazione dei sussidi dipendesse da algoritmi residenti su cloud extra-UE o gestiti da entità private, lo Stato perderebbe la sua autonomia decisionale. La “sovranità” diventa quindi la capacità tecnica di mantenere il controllo fisico e logico sull’intera catena del valore del dato.

Il punto più innovativo riguarda il bilanciamento tra trasparenza e protezione. Spesso la trasparenza algoritmica è invocata come un valore assoluto, ma Vittimberga introduce un correttivo etico: la protezione dei vulnerabili. Esiste il rischio che una trasparenza eccessiva sui criteri di selezione o sui profili di rischio possa essere utilizzata per “giocare con il sistema” o, peggio, per stigmatizzare intere categorie sociali. L’analisi strutturata del suo discorso rivela che l’obiettivo dell’INPS è una trasparenza funzionale (capire il perché del risultato) piuttosto che una trasparenza totale (esporre la materia prima del dato), ponendo l’etica della cura al di sopra dell’estetica informatica.

A ben vedere, il punto non è la tecnologia, ma il controllo delle leve. Quando Valeria Vittimberga parla di “sovranità sui dati”, sta mettendo il dito nella piaga di un sistema di procurement pubblico che per anni si è comportato da consumatore passivo, acquistando licenze come se fossero pacchi di carta per fotocopie.

Se l’INPS affida la logica del welfare a un’intelligenza artificiale generalista, magari addestrata a Mountain View o Seattle, noi stiamo de facto appaltando la nostra sovranità sociale a soggetti che rispondono a logiche di profitto, non all’articolo 3 della Costituzione.

La sfida che lancia la Direzione Generale dell’INPS è squisitamente di architettura regolatoria. Non basta dire “vogliamo l’IA pubblica”; bisogna avere il coraggio di scrivere capitolati d’appalto che impongano il no vendor lock-in, la portabilità assoluta del dato e l’ispezionabilità del codice. La sovranità non è un’astrazione, è una clausola contrattuale. Dunque Vittimberga ha ragione: la trasparenza algoritmica è un diritto, ma senza competenze ingegneristiche interne alla PA, rischia di essere un guscio vuoto. Il vero “presidio democratico” non è solo proteggere il dato dal furto (cybersecurity), ma proteggerlo dall’espropriazione di valore (geopolitica). Occorre iniziare a pensare a come indirizzare meglio il public procurement verso aziende locali di Cloud e AI per far crescere l’ecosistema nazionale e mantenere talenti e competenze sul territorio e questo si da con dei bandi che siano a misura di PMI che sono il vero tessuto produttivo europeo, non solo italiano. La diversificazione è anche il modo migliore per diminuire il rischio di dipendenza.

L’INPS oggi ha dichiarato che il mercato del software non può più vendere “scatole nere” allo Stato. O la tecnologia è permeabile ai nostri valori e ai nostri confini giuridici, o semplicemente non è idonea a gestire la cosa pubblica. Questo è il salto di qualità: trasformare il procurement da atto burocratico a strumento di indipendenza nazionale.

Tema approfondito nell’Atlante della Sovranità Digitale Europea

Bibliografia e note di approfondimento

Il ruolo strategico del public procurement per una nuova politica industriale europea
https://www.dariodenni.it/il-ruolo-strategico-del-public-procurement-per-una-nuova-politica-industriale-europea/

Analisi strategica delle linee guida AgID per l’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione: sviluppo, procurement e sovranità digitale
https://www.dariodenni.it/analisi-strategica-delle-linee-guida-agid-per-lintelligenza-artificiale-nella-pubblica-amministrazione-sviluppo-procurement-e-sovranita-digitale/

Neutralizzare il “Buy European”: cosa propone Amazon alla consultazione su Public Procurement Directives in EU
https://www.dariodenni.it/neutralizzare-il-buy-european-cosa-propone-amazon-alla-consultazione-su-public-procurement-directives-in-eu/

Long Form: Public Procurement e PMI
https://www.dariodenni.it/long-form-public-procurement-e-pmi/

Perché il procurement digitale italiano deve ripartire dalle PMI
https://www.dariodenni.it/perche-il-procurement-digitale-italiano-deve-ripartire-dalle-pmi/

Sovranità digitale: l’allarme degli esperti, l’Europa sta perdendo la capacità di costruire tecnologia
https://www.dariodenni.it/sovranita-digitale-lallarme-degli-esperti-leuropa-sta-perdendo-la-capacita-di-costruire-tecnologia/

Il talento di Teresa Ribera
https://www.dariodenni.it/il-talento-di-teresa-ribera/

Cristina Caffarra e Eurostack: i prossimi tre anni decisivi per l’indipendenza economica e tecnologica del continente
https://www.dariodenni.it/cristina-caffarra-eurostack-i-prossimi-tre-anni-decisivi-per-lindipendenza-economica-e-tecnologica-del-continente/

Stefano Epifani spiega perché la sostenibilità digitale e la sovranità cognitiva sono le sfide del secolo
https://www.dariodenni.it/stefano-epifani-spiega-perche-la-sostenibilita-digitale-e-la-sovranita-cognitiva-sono-le-sfide-del-secolo/

UE: Commissione lancia rating efficienza per data center, via a consultazione
https://www.dariodenni.it/ue-commissione-lancia-rating-efficienza-per-data-center-via-a-consultazione/